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Toscana racconti leggende e sapori Ne parliamo con l’autore!

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Andrea Gamannossi nasce a Firenze nel 1964. È autore di diversi romanzi noir, come L’ombra della luna (2003), Le cascate del violino (2004), I delitti delle pietre azzurre (2005) e Il prescelto (2014), scritto a quattro mani con Niki Giustini, vincitore del premio Serravalle Noir 2016. Ha scritto numerosi racconti thriller, pubblicati nelle raccolte personali Cinque passi nel buio (2002), Deliri e delitti (2006), Cose per non dormire (2018) e in antologie collettive. Ha anche curato le raccolte Firenze in giallo (2015), Nelle fauci del mostro (2016), Nero urlante (2017).
Con Mauro Pagliai ha pubblicato i romanzi Il quarto sigillo (2007), La maschera di Giada(2009), Nessie – Morte sul lago (2011), È tornato l’uomo nero (2015), oltre alle fortunate raccolte miste di noir e ricette Sangue di rose (2011), Oh mare nero… (2012), 19 sfumature di peperoncino (2013) e Delitti al curry (2016).
Per Sarnus sono usciti La Toscana dal bosco alla cucina (2012), Misteri e sapori di Toscana(2014), Le ricette d’amore della nonna (2015), La zucca dei desideri (2016) e Toscana: racconti, leggende e sapori (2018) e, per la serie «Libri bianchi della Memoria», Il diario della cicogna (2014), Mamma raccontami (2015) e Babbo raccontami (2017).

Da poco in libreria la sua ultima fatica letteraria Toscana racconti leggende e sapori edizioni Polistampa

Ci siamo fatti svelare qualcosa di più…

Come hai scelto i luoghi da raccontare?
Ho cercato di coprire la maggior parte del territorio toscano scovando leggende un po’ meno note e ricche di pathos, da cui ispirarmi per racconti moderni legati a queste leggende stesse.

Cosa suscita la tua curiosità?
I luoghi misteriosi, luoghi in cui realtà e fantasia si fondono a tal punto che non si riesce bene a distinguere quando finisca una e cominci l’altra. Castelli, vecchie ville abbandonate, boschi, resti di antiche civiltà e tutti i posti magici dove ci si sente circondati da qualcosa di surreale. E in Toscana ce ne sono molti.

Esiste un luogo che ha avuto su di te una maggiore suggestione?
Ce ne sono diversi. In generale tutti i borghi medievali mi trasmettono sensazioni forti, ma anche posti naturali in cui aleggia quell’alone di mistero che si tramanda da secoli.

Le tue produzioni letterarie si alternano tra sapori e misteri… binomio inscindibile?
In Toscana i sapori permeano l’aria in qualunque zona si visiti, e mescolare i misteri e le leggende ai piatti di una volta diventa naturale. Anche perchè in Toscana il buon cibo è quasi una religione. Ed è bello, anche nei confronti delle nuove generazioni, tramandare piatti e miti di una volta in modo da non poterli perdere e dimenticare.

Tra i racconti narrati nel libro Toscana racconti e leggende quale ti ha dato più filo da torcere?
Guarda, non ho grandi difficoltà a scrivere racconti ma se uno di questi è stato più difficoltoso è forse quello che ha come filo conduttore la storia di San Zanobi, perchè in questo racconto si miscelano religione e leggenda e bisogna stare attenti a non urtare la sensibilità dei credenti.

Quanto le rudere della nostra terra raccontano di noi?
Tutti i vecchi edifici parlano di noi, sono la nostra storia, fanno parte del nostro DNA. Fra le vecchie mura di un borgo, o di un antico castello c’è qualcosa che parla di noi, di quello che eravamo una volta. E della nostra amta terra, la Toscana.

Intervista di: Francesca Fiaschi

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