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Ospite del nostro format musicale Costantino

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Quando hai iniziato a fare musica?
Ho sempre avuto un’attrazione ed un amore pazzesco per la musica sin da piccolo, poi a 5 anni ho trovato un piccolo pianoforte a casa e da quel momento non mi sono più fermato. A 14 anni ho scritto la mia prima canzone,
​Con quali artisti sei cresciuto?
Sono cresciuto con la musica che mi faceva ascoltare mio papà: Beatles, Queen, Bryan Adams, Elton John, Eros Ramazzotti, Claudio Baglioni, Giorgia. A loro ho unito la passione per Stevie Wonder, Michael Jackson fino ai più contemporanei Justin Timberlake, James Morrison, Bruno Mars, Jason Derulo, Gavin Degraw.
 
Come nasce la tua musica? Quali sono le tue fonti d’ispirazione?
L’ispirazione principale è sicuramente la mia vita, quello che vivo, quello che provo. Da qui attingo pensieri, insegnamenti, punti di vista che mi permettono di sviluppare un concetto e renderlo note. La maggior parte delle volte sogno le melodie e mi vedo costretto a svegliarmi nel mezzo della notte per registrare con qualsiasi mezzo trovi in casa la mia voce rauca e notturna per non dimenticarmi l’idea.
 
Di cosa parla la tua nuova avventura musicale?
Parla di un giovane ragazzo immerso nei suoi desideri, in un età che inizia a darti tanta libertà, tanto spazio e tanta autonomia ma con questo si porta dietro anche i pensieri di chi non lascia niente al caso, di chi si prende le responsabilità, di chi vuole aiutare gli altri e migliorare sé stesso.
 
​Qual è il messaggio che vuoi mandare con la tua musica?
Vorrei in primis rivolgermi a chiunque come me si rifugia nella musica per sfogarsi, per raccontare qualcosa, per stare semplicemente meglio: sarebbe bello sapere che ho spronato qualcun altro a creare, a fare qualcosa, a muovere un progetto o un’idea, ma vorrei anche scuotere le coscienze dei giovani e dei miei coetanei, che molto spesso giudicano senza sapere e senza conoscere e vivono in superficie la quotidianità
 
Cosa hai deciso di raccontare con il tuo progetto?
Ho deciso di raccontare il divertimento e la spensieratezza ma anche il desiderio di conoscere e di migliorarsi, il dubbio di quale strada percorrere e quindi che scelte perseguire nella vita, la gioia di essere zio, di avere belle persone intorno, la forza di aiutare gli altri e di andare avanti a testa alta.
 
Qual è il momento in cui hai scoperto che avresti voluto intraprendere la strada della musica?
Mi trovavo a Cannes con amici alla chiusura del Festival 2018 e lì mi sono deciso una volta per tutte, era troppo tempo che desideravo cantare, raccontarmi in una chiave più intima ed introspettiva.
 
Quali sono i generi in cui spazi nella tua produzione?
Sicuramente parto da una base pop con svariate assonanze rnb e blues nella vocalità. Mi piace produrre un sacco di groove differenti che arrivano sino al dance/hip-hop.
 
Cosa significa lavorare nella musica oggi?
Come in tutti i lavori, significa impegnarsi tanto, sacrificarsi e rimanere sempre con i piedi per terra. Quando pensi che sei arrivato, sei esattamente al punto di partenza per qualcosa di ancora più grande.
 
Cosa ne pensi dei social e del web in generale come mezzo per farsi conoscere?
Penso che siano il Santo Graal dei giorni nostri. Potere arrivare a tutti in qualsiasi momento, conoscere al meglio gli altri e quello che vorrebbero da te, così come avere la possibilità di osservare diversamente ciò che ci sta intorno. Sono gli strumenti di comunicazioni più forti di sempre, bisogna essere bravi a capire come promuovere la propria immagine al meglio e come filtrare la vita privata (che deve rimanere tale) dalla vita pubblica.
 
Cosa non deve mai mancare in un brano che ascoltate e in uno che scrivete? 
Non c’è una componente più scontata che l’emozione. Non esiste tecnicismo od atteggiamento stilistico che debba essere per forza riproposto a meno che non faccia parte della cifra musicale di un artista. Io mi faccio trasportare dalla mente e da ciò che sento dentro di me.
 
Cosa pensi dei talent show? Hai mai pensato di parteciparvi?
Non ho mai preso in considerazione seriamente di partecipare ad un talent show. In passato ho ricevuto più proposte allettanti ma non mi sentivo pronto né psicologicamente né artisticamente. Ora ho raggiunto una consapevolezza diversa di me stesso e della musica. Ormai non sono più un ragazzino e le paure che avevo si sono trasformate in punti a mio favore. Penso che che se dovesse ricapitare qualche occasione seria, ci potrei pensare.
 
Dicci dieci cose che ti piacciono e dieci che ti fanno arrabbiare.
Mi piace viaggiare, amo il design in tutte le sue forme, amo andare al cinema con i miei amici. Mi piacciono le persone altruiste ed estroverse. Ho una dipendenza dalla Nutella, Amo talmente tanto i Goonies che più volte ho sognato Spielberg che mi scritturava per il film! Negli anni mi sono dovuto rendere conto che colleziono qualsiasi tipo di oggetto e suppellettile. Ho una grande passione per le sneakers e dulcis in fundo: adoro l’universo creativo che ho creato intorno a me ed il mio team: HOBOH.  // Mi fa arrabbiare chi giudica senza conoscere, chi punta il dito contro gli altri ma non si guarda dentro, chi non fa niente per migliorarsi, chi non ha rispetto per l’ambiente e getta a terra o lascia in giro qualsiasi cosa, chi non apprezza l’impegno e la dedizione, chi non è meritocratico ed equo, chi tocca in qualsiasi forma e modo la cosa più pura che esiste: i bambini; chi rimane della propria idea pur rendendosi conto che ha palesemente torto, chi si sente il padrone del mondo e tratta con sufficienza gli altri solo perché ha disponibilità economica, chi non si rende conto che una parola sbagliata può fare male e che un abbraccio potrebbe risolvere tante tensioni inutili e superficiali.
 
Prossimi appuntamenti dal vivo?
Sto lavorando ad una tournèe invernale, è ancora tutto in cantiere ma vorrei tirare fuori qualcosa di davvero innovativo e dinamico.
 
Progetti?
Non vedo l’ora che esca il mio secondo singolo inedito. Ho girato un bel video in Francia con la mia squadra. Dopo “Celebrità”, volevo che tutti conoscessero un Costantino molto più maturo e serio…

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