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Conosciamo meglio il compositore Germano Seggio

Ospite del nostro spazio interviste il compositore Germano Seggio

Come nasce la tua musica? Quali sono le tue fonti d’ispirazione?
Ti rispondo con un aforisma, che in realtà risulta essere anonimo, che quoto a tal punto da averlo inserito come incipit del disco “Le montagne sono quei luoghi dove Dio dimostra di essere più bravo di Michelangelo a scolpire”… Questo dovrebbe fare capire da subito come io abbia tratto ispirazione dalle montagne, le Alte Quote in generale ma nello specifico quelle dolomitiche. “Alta Quota” infatti trae ispirazione dalle intense emozioni che le Dolomiti hanno suscitato nel mio animo, generando una nuova visione della musica e, in senso più ampio, della mia vita. Per tanto devo confessarti che il 90% delle composizioni nasce in loco, semplicemente appuntando le idee sul cellulare o scrivendo più analogicamente su carta… Ascoltando la Title Track “Alta Quota” per l’appunto si può anche percepire come le montagne sono state fondamentali per la definizione del suono dell’album, volevo che rievocasse la purezza dei luoghi e la rarefazione dell’aria a determinate quote, dove ti senti più vicino a Dio, sperando che questo sound design diventasse il tratto distintivo del mio playing.

Grafica Divina

Qual è il messaggio che vuoi mandare con la tua musica?

“Alta Quota” è un album che vuole mandare un preciso messaggio, ovvero “Take it easy” per citare una famosa canzone… In soldoni il messaggio è semplice appunto, ovvero quello di rallentare, ritornare alle cose semplici, ricominciando a dare importanza anche ad un semplice tea caldo condiviso con i tuoi cari, davanti ad un camino in una piccola e umile baita in quota. Riscoprire l’importanza dei colori e degli odori che si possono apprezzare praticando Nordic Walking per raggiunge la guadagnata malga, che ci rifocillerà del suo migliore pane fatto in casa e della sua più tiepida zuppa d’orzo Bio. Queste sono “semplici” esperienze che a me hanno cambiato la vita, in meglio… chissà che non succeda anche a chi ascolta la mia musica!

Di cosa parla la tua nuova avventura musicale?
Hai detto proprio bene, perché di avventura si tratta. Perché andare in giro per le Dolomiti, aspettando l’ispirazione, attraversando di fatto le quattro stagioni, godendo della piacevole e rigenerante frescura estiva, ma anche soffrendo dei -25 gradi per girare il videoclip di “Alta Quota” è una vera avventura… Un album è sempre un viaggio, e contenitore di vita vissuta, oltremodo in questo caso, ma credo che si percepisca sin dalle prime note del primo brano “Braies”, song dedicata all’ormai famosissimo lago dove da anni girano anche la fiction “a un passo dal cielo”.

Qual è il momento in cui hai scoperto che avresti voluto intraprendere la strada della musica?
Credo dal momento in cui mio papà mi fece imbracciare per la volta una chitarra, ovvero all’età di 6 anni. Ero ancora veramente piccolo ma dedicavo già ore ed ore alla chitarra, un po’ per emulazione, un po’ perché sentivo di farlo!
Non mi staccavo dalla mia amata sei corde fino al raggiungimento di un obbiettivo, che poteva essere una canzone piuttosto che un esercizio, e ad oggi non ricordo un solo giorno della mia vita senza la chitarra fra le mani, tranne che nei giorni più difficili della mia vita quando all’età di 28 anni ho avuto un grave incidente in moto.

Cosa significa lavorare nella musica oggi?

Per me lavorare nel Music Biz oggi significa riuscire a vivere di quello per cui ho studiato e per quello che sento dentro! Comporre, soprattutto portare live la mia musica ed insegnare. Cosa devo dire sempre più difficile, ma io non mollo, ed infatti sono qui a parlarne… anche perché ti confesso che avendo dedicato tutta la vita alla musica, non saprei fare altro! Quindi faccio finger crossing sperando che questo mio nuovo album mi porti un po’ più in “Alta Quota”.

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