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Intervista a Marco Pizzuti

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In libreria per Edizioni Il Punto di Incontro un nuovo appassionante libro firmato Marco Pizzuti Incontri ravvicinati non autorizzati dedicato al mondo degli UFO.

Lo abbiamo raggiunto per farci dire qualcosa di più…

Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un rinnovarsi dell’interesse verso gli UFO come mai?

In realtà, l’interesse per gli oggetti volanti non identificati non si è mai sopito. Piuttosto direi che spesso rimane confinato nella sfera privata perché le persone di buon senso preferiscono evitare discussioni inutili sui luoghi comuni. In questi ultimi due anni però qualcosa è cambiato radicalmente perché sono state fatte delle scoperte astronomiche clamorose che ribaltano il vecchio paradigma secondo cui non esisterebbero pianeti abitabili vicino al nostro. Di conseguenza, per la prima volta nella storia della scienza, tutte le vecchie teorie negazioniste che erano fondate su questo presupposto, possono finire nel secchio della spazzatura. Oggi infatti, sappiamo per certo che contrariamente a quanto ritenuto fino a pochi anni fa, vicino alla Terra esistono molti pianeti e sistemi solari simili al nostro che hanno tutte le caratteristiche per ospitare la vita.

Hilary Clinton nella sua campagna elettorale tra le proposte ha fatto anche quella di rendere pubblici documenti che parlano della vita extraterrestre… perché?

Miss Clinton sapeva perfettamente che ben il 48% degli americani crede nell’esistenza degli oggetti volanti non identificati e quindi ha cercato di attingere a questo immenso serbatoio di voti. Il dato del 48% può sorprendere ma solo perché normalmente, chi crede nella loro esistenza preferisce non ammetterlo in pubblico per evitare la facile ironia delle persone più superficiali.

 

Quali sono le fonti, i canali, i siti a cui rivolgersi per farsi un’idea su quello che sta accadendo?

In realtà non esistono fonti di informazioni attendibili perché la ricerca accademica ha sempre confinato il fenomeno UFO nelle pseudoscienze e tutta la ricerca è stata lasciata nelle mani di ufologi privi delle necessarie competenze. Quindi, se da una parte abbiamo le segnalazioni militari e dell’aviazione civile che documentano la realtà degli avvistamenti oltre ogni ragionevole dubbio (almeno il 5% viene ufficialmente classificato come inspiegabile), dall’altra, le istituzioni fanno di tutto per screditare e scoraggiare la ricerca scientifica sull’origine del fenomeno. Ciò che rimane, è una giungla di teorie ufologiche fondate sulle “rivelazioni” di ex militari dell’intelligence e di presunti contattisti in cui si fondono insieme le sciocchezze più assurde e le ipotesi più probabili.

 

Quale secondo lei è il pericolo maggiore a cui siamo esposti?

Il pericolo è quello di rimanere nell’ignoranza e nel regno della disinformazione organizzata. La questione oggetti volanti infatti, è stata lasciata in mano agli ufologi mentre le università non se ne occupano. Le gerarchie delle istituzioni accademiche fingono di non capire che non si tratta di aprire una discussione sugli “omini verdi” ma di studiare anomalie della fisica (i velivoli classificati come UFO sfruttano un sistema di propulsione non convenzionale che contraddice le teorie di Einstein sulla gravitò), che una volta comprese potrebbero farci compiere un enorme balzo in avanti nel progresso tecnologico e scientifico.

Perché le scoperte di Tesla, di cui lei si è occupato sono state tenute nascoste?

Tesla era uno scienziato scomodo in quanto aveva scoperto il segreto dell’antigravità e dello sfruttamento dell’energia del vuoto. Se le sue conoscenze fossero divenute di dominio pubblico, il concetto di scarsità delle risorse sarebbe caduto nell’oblio insieme agli imperi delle multinazionali dei carburanti fossili. Per questo motivo, la ricerca accademica viene mantenuta lontano dagli interessi dei poteri forti e appena un fisico scopre qualcosa di compromettente per i loro affari, viene etichettato come ciarlatano e sbattuto fuori dalle università. Un classico esempio di questo modus operandi è quanto è successo nel caso della cosiddetta “fusione fredda” (1989), quando due illustri scienziati come Fleischmann e Pons vennero accusati di frode scientifica. I loro studi e le loro dichiarazioni sull’energia atomica pulita furono smentiti da molti altri scienziati di tutto il mondo proprio come è stato fatto con Tesla. Ciononostante, dal 2012, la stessa NASA ha ammesso la validità delle scoperte di Fleischmann e Pons sulle LENR (Low Energy Nuclear Reaction) e questa situazione ha prodotto incredibili paradossi come il discredito della fusione fredda (che ora ha semplicemente chiamato nome in LENR) nelle università proprio mentre la stessa NASA ne parla apertamente come una delle più grandi rivoluzioni tecnologiche di tutti i tempi…

Nell’arte troviamo tanti segni che ci fanno pensare ad un concreto contatto con gli extraterrestri…

Nel campo artistico esistono molti quadri o affreschi in cui è possibile ipotizzare la presenza dei cosiddetti UFO ma solo alcuni si riferiscono realmente ad essi. Tra questi ultimi si può citare ad esempio un affresco indiano del 1600 in cui sono state raffigurate le flotte di dischi volanti degli antichi dei che venivano chiamati “Vimana”.

 

Esistono davvero i “piccoli omini verdi”?

Dal punto di vista del calcolo delle probabilità matematiche, l’universo pullula di vita perché ci sono tutte le condizioni affinché si manifesti sia vicino a noi che a grandi distanze. Pertanto, ritengo che continuare a credere il contrario, sia un’implicita ammissione d’ignoranza.

 

Intervista di: Elena Torre

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