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Vero Kern, l’intervista

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La prima volta che ho incontrato de visu Vero Kern è stato allo scorso Pitti Fragranze. Marika Vecchiattini mi aveva consigliato un percorso olfattivo partendo proprio da questa elegantissima e raffinata signora.\r\n\r\n \r\n\r\nCos’è un profumo?\r\n\r\nProfumo (dal latino per, “attraverso”, e fumum, “fumo” attraverso il francese parfum) è una miscela a base d’alcool o sostanze oleose, con sostanze odorose.\r\n\r\nVero Kern arriva in una “seconda vita” al profumo. Come mai? Da cosa nasce questa esigenza?\r\n\r\nQuesta esigenza e nato da un gran desiderio a lungo accarezzato fin dall’infanzia – CREARE era il nome. La mia consapevolezza di fragranze l’ho scoperta solo più tardi lavorando con gli aromi. Il mio desiderio iniziale era quello di realizzare una professione creativa, ma i miei genitori erano contrari e così ho iniziato a lavorare come assistente farmacista anche se questo si è rivelato un allenamento che alla fine è diventato la base per il mio lavoro con i profumi. Nel 1994, dopo un lungo periodo di lavoro all’aeroporto di Zurigo, ho realizzato la mia indipendenza professionale cominciando a fare un lavoro intensiva con i sapori. Mi sono allenata costantemente. In realtà sto lavorando da oltre 20 anni in questo campo, con questa materia.\r\n\r\nCosa differenzia l’aromaterapia dal mondo dei profumi?\r\n\r\nIn aromaterapia si lavora con gli agenti chimici in oli essenziali naturali e assoluti. Nella creazione di profumi, l’attenzione è meno sui principi attivi del profumo, ma ad una certa estetica nella creazione.\r\n\r\nLa sua linea di profumi, ce ne può parlare raccontandoci come sono nati i vari sogni?\r\n\r\nIn tutti miei profumi si trovano esperienze personali – sogni, fantasie, desideri. “Mito”, per esempio, è il risultato di una visita alla Villa d’Este a Tivoli. Sono rimasta così colpita e portata via dalle impressioni lì; la villa, il giardino, le piante, l’acqua, la storia di questo luogo. Ho provato ad implementare olfattivamente tutte queste impressioni in quella creazione. Al contrario per “Rozy”, è stata Anna Magnani (nel film “la Rosa Tatuata”) che mi ha ispirata per un un profumo di Rosa. Ci sono storie della mia vita olfattiva …\r\n\r\nL’aspetto visivo di un profumo è il suo colore, ma anche la confezione che lo racchiude. Come sono stati creati i “vestiti” dei suoi profumi?\r\n\r\nPer me è stato chiaro fin dall’inizio che l’interno e l’esterno delle mie creazioni avessero bisogno di un disegno o modello identico in qualità. In altre parole, la bottiglia o la confezione è importante quanto la fragranza. Per la mia bottiglia ho fatto lunga ricerca perché all’epoca solo bottiglie standard noiose erano disponibili per un minimo di 5000 – 10000 pezzi. Una quantità che era assolutamente oltre il mio impianto di produzione. Poi ho trovato una Vetreria in Francia, che lavora seguendo la vecchia tradizione e produce in lotti normali. Solo che questo ha anche un prezzo – la bottiglia è molto costosa rispetto ai prodotti di massa. Il design del Vero Profumo flacone ricorda lo stile degli anni 40 del secolo scorso.\r\n\r\nL’importanza delle materie prime. Si continua da anni la diatriba tra molecole naturali e sintetiche, com’è il processo creativo per Vero Kern?\r\n\r\nIo lavoro nella tradizione della profumeria classica, che significa che sto usando certi prodotti con origine sintetica, soprattutto singole molecole, accanto agli oli essenziali e assoluta di origine naturale. Questa è una decisione puramente estetica e personale perché voglio creare in questo modo e niente d’altro.\r\n\r\nLa musica, la pittura, la scultura son tutte forme che conquistano i sensi, come sfiorare una stoffa pregiata o vedere un monumento. Arte che coinvolge i sensi. Il profumo, per sua caratteristica, è qualcosa che immediatamente ci porta ad una reazione istintiva. Lo si può definire arte?\r\n\r\nNelle mie creazioni non cerco di imitare la natura. Ci sono pure creazione di miscele profumate astratte… Creare fragranze è certamente un genere di forma d’arte, ma il risultato non la chiamerei arte nel senso generale del termine; è qualcosa di diverso per il quale non ha alcun nome se non forse, si può dire che sia abilità artistica o artigianale. Il profumo è emotivo, irrazionale e nel caso migliore anche magico… Per me è soprattutto culturale – la cui l’importanza varia da paese a paese – ed inoltre è funzionale!\r\n\r\nCome è la giornata di lavoro per Vero Kern?\r\n\r\nIl mio lavoro del quotidiano è molto pragmatico. Non è possibile creare a comando e ci sono giorni in cui la motivazione è insufficiente e qualche lavoro d’ufficio deve essere fatto con urgenza. In questo caso, ci vuole disciplina e costanza. Per fortuna, ho il cane con quale devo uscire… e quindi mi dà una pausa rinfrescante.\r\n\r\nSe dovesse fare un profumo che ricolleghi tutta la sua vita che sentori avrebbe?\r\n\r\nSarebbe un mix di tutte le mie creazioni precedenti. Tutte queste fragranze contengono ricordi, sogni, aspirazioni – le emozioni in modo vivido dalla mia vita – che dà un vero e proprio elisir di lunga vita.\r\n\r\nQual è un profumo “storico” che avrebbe voluto creare lei?\r\n\r\nNulla! DJEDI di Guerlain è un profumo che mi ha sempre affascinato totalmente – ma voglio pure creare le storie mie!\r\n\r\n \r\n\r\nIntervista di: Luca Ramacciotti

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