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LELLA COSTA LEGGE NATALIA GINZBURG

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Ultima serata del ciclo\r\n\r\nNATALIA GINZBURG (1916–2016), STORIA DI UNA VOCE\r\n\r\n \r\n\r\nmartedì 18 maggio 2016, ore 21\r\n\r\nLELLA COSTA LEGGE NATALIA GINZBURG\r\n\r\nTi ho sposato per allegria e La parrucca\r\n\r\n \r\n\r\nLA SERATA RIENTRA NELLE  ATTIVITÀ CULTURALI PROMOSSE \r\n\r\nDA INTESA SANPAOLO AL GRATTACIELO DI TORINO\r\n\r\n \r\n\r\n Dopo il successo delle serate con Toni Servillo e Anna Bonaiuto, si conclude martedì 18 maggio, alle ore 21, nell’auditorium del Grattacielo Intesa Sanpaolo, il ciclo di letture Natalia Ginzburg (1916 – 2016), storia di una voce, a cura di Giulia Cogoli. Un omaggio voluto da Intesa Sanpaolo nel centenario della nascita della scrittrice, cresciuta a Torino, figura di primo piano della letteratura italiana del Novecento.\r\n\r\n \r\n\r\nProtagonista dell’ultima serata sarà l’attrice Lella Costa, che leggerà alcune pagine dalle commedie Ti ho sposato per allegria e La parrucca. Il reading sarà preceduto da un’introduzione di Domenico Scarpa, curatore delle opere di Natalia Ginzburg edite da Einaudi.\r\n\r\n \r\n\r\nTi ho sposato per allegria e La parrucca sono due delle undici commedie scritte fra il 1965 e il 1991, testi teatrali solo apparentemente comici, che rivelano la multiforme curiosità intellettuale della scrittrice.\r\n\r\n“…Prima di incontrare te, sono stato sul punto di sposarmi almeno diciotto volte. Mi son sempre tirato indietro. Perché scoprivo in quelle donne qualcosa che mi dava i brividi. Scoprivo, nel profondo del loro spirito, un pungiglione. Erano delle vespe. Quando ho trovato te, che non sei una vespa, ti ho sposato.” (Ti ho sposato per allegria)\r\n\r\n \r\n\r\nL’ingresso è gratuito su prenotazione, che deve essere effettuata online all’indirizzo www.eventi.grattacielointesasanpaolo.com/ a partire da venerdì 13 maggio.\r\n\r\nPer informazioni riguardanti le prenotazioni e gli eventi, scrivere a info@grattacielointesasanpaolo.com .\r\n\r\n \r\n\r\nLa serata fa parte  del programma di attività culturali che Intesa Sanpaolo offre alla città di Torino nell’auditorium del suo Grattacielo, in corso Inghilterra. Si tratta di un progetto articolato che consentirà alla città di conoscere gli spazi dell’edificio ideato da Renzo Piano non destinati all’operatività tradizionale della banca.\r\n\r\n \r\n\r\nNatalia Ginzburg\r\n\r\nNatalia Ginzburg, di cui ricorre il centenario della nascita il prossimo 14 luglio, è una delle voci più belle e più amate del Novecento. Ha scritto opere memorabili, i cui titoli sono passati in proverbio e fanno ormai parte della nostra lingua, anzi, della nostra vita quotidiana: Le piccole virtù, Lessico famigliare, Ti ho sposato per allegria. Le stesse sue vicende private – le peripezie di una folta famiglia di antifascisti torinesi di origine ebraica, tra gli anni ’20 e ’50 del ‘900 – appartengono a ciascuno dei suoi lettori: e ciò si deve proprio al linguaggio di quella famiglia, al suo lessico e ai suoi accenti. Si potrebbe dire, anzi, che Lessico famigliare non sia altro che la storia di una voce che da bambina si fa adulta, e che tenendosi nella penombra restituisce – con ironia ed empatia – ogni sfumatura delle persone, delle loro vicissitudini e dei loro stati d’animo. Era perciò naturale il desiderio di celebrare questa ricorrenza offrendo al pubblico la voce di Natalia Ginzburg. Fin dal suo primo breve racconto, scritto all’età di diciassette anni, Natalia Levi (questo il cognome di nascita) ha sperimentato forme di espressione sempre nuove: dalla novella al romanzo alla commedia, dall’autobiografia alla cronaca a quelli che lei stessa definì «saggi morali», dalla traduzione di classici fino alla poesia in versi e all’intervento civile legato al suo impegno in Parlamento. Romanzi come Le voci della sera o Caro Michele, affreschi storico-narrativi come Tutti i nostri ieri o La famiglia Manzoni, un pamphlet di furente asserzione come Serena Cruz o la vera giustizia, hanno segnato il loro tempo.\r\n\r\nEcco perché i testi di Natalia Ginzburg meritano di essere riletti ad alta voce: affinché risuonino fisicamente, oggi, tra i suoi lettori antichi e nuovi.\r\n\r\n \r\n\r\nAuditorium sospeso\r\n\r\nIl Grattacielo Intesa Sanpaolo offre al pubblico alcuni ambienti particolarmente suggestivi. Spazi permeabili alla vita della città, aperti agli appassionati dell’ingegno e della bellezza e a chi cerca nuove prospettive verticali. La hall del piano terra, aperta sul Giardino Grosa, completamente riqualificato nel 2014, conduce con due scale mobili all’Auditorium sospeso. Attraverso un sistema meccanizzato la sala, che può ospitare fino a 400 posti a sedere, assume in breve tempo tre diverse configurazioni: sala conferenze, concerto e spazio espositivo. La qualità acustica è assicurata da un sofisticato sistema di controllo dei rivestimenti a parete.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n 

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