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SPAZIO A | Marina BALLO CHARMET ospite di CONTAMINAZIONI | Venerdì 6 maggio 201

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Allo Spazio A, in lungano Benvenuto Cellini 13a, prosegue il ciclo ‘Contaminazioni’, che per tutto il 2016, ogni venerdì, prevede incontri dedicati all’architettura, al cinema e alla fotografia. Curato da Riccardo Bruscagli, Laura Andreini e Marco Casamonti, il ciclo di conferenze invita i suoi ospiti ad interrogare l’antico, suscitando al contempo una meditazione su un futuro possibile. Questa settimana, venerdì 6 maggio, alle ore 18 e non alle ore 17.30, ci sarà la videoartista e fotografa Marina Ballo Charmet con la conferenza “Con la coda dell’occhio”. Coordina Martino Marangoni. La conferenza, come le altre di fotografia, è organizzata in collaborazione con la Fondazione Studio Marangoni e Banca Ifigest.\r\n\r\n \r\n\r\nMarina Ballo Charmet si è specializzata in psicologia e psicoanalisi infantile e lavora come psicoterapeuta nei servizi territoriali pubblici di Milano. Da metà anni ottanta lavora parallelamente con la fotografia e il video. Suo soggetto privilegiato è il quotidiano, il “sempre visto” che lei stessa definisce “il rumore di fondo della nostra mente”. Adotta uno sguardo caratterizzato da mobilità percettiva e dal fuori fuoco, laterale o dal basso – tipico della condizione infantile – che restituisce una visione fluttuante, una “percezione periferica” legata al nostro preconscio.\r\n\r\nNell’incontro di venerdì l’artista presenta la sua ricerca attraverso i vari progetti di fotografia e di video. Con la coda dell’occhio (1993-1994) è una delle sue prime serie fotografiche. È il tentativo di dare senso al non senso dei panorami minimi, apparentemente  inerti – quali segmenti di marciapiedi, di aiuole, di spartitraffico – che costituiscono una interpretazione dello spazio urbano attraverso le tracce lasciate dall’attività umana che in esso si svolge (Con la coda dell’occhio, Art&, 1995, esposto per la prima volta alla Fondazione Mudima di Milano, nel 1996).\r\n\r\nIn questo progetto sono già evidenti i temi centrali del suo lavoro, che vengono sviluppati e declinati nelle serie successive, Rumore di fondo (1996-2000) focalizzato sullo spazio domestico (presentato al Centre National de la Photographie di Parigi nel 1999 con l’omonimo libro); Primo campo (2000-2002) concentrato sulla figura familiare e sull’ambito relazionale, Poco dopo (2005) sullo spazio pubblico del mercato e dello stadio in cui la riflessione include la dimensione sociale.\r\n\r\nQuesta tematica emerge chiaramente nel progetto successivo, Il Parco (2006-2010), incentrato sull’abitare il paesaggio urbano, in particolare il parco pubblico, spazio di terra verde che rimanda alla dimensione utopica del giardino, con risvolti urbani e sociali. Realizzato in varie città – Milano, Roma, Berlino, Parigi, Palermo e New York – tratteggia la  geografia urbana di questa natura addomesticata e testimonia i molti utilizzi sociali di questo luogo pubblico. Dal progetto è nato il libro Il parco, Charta, che nel 2008 è stato presentato in diverse mostre tra cui parco 2006-2007 Fotografia Europea a Reggio Emilia nel 2007, Il parco alla Triennale di Milano nel 2008, At Land. Bodyscape & Cityscape Storefront for Art and Architecture, New York nel 2009 e Sguardo terrestre MACRO, Roma nel 2013.\r\n\r\nMarina Ballo Charmet presenterà anche i suoi lavori video a partire da Conversazione, opera che segna il passaggio dalla fotografia al video, a Passi leggeri, Dimmi, Lettura, e Disattenzioni in cui viene  messo al centro ciò che è al margine della nostra percezione abituale, azioni rimosse, fino a Agente apri,  video realizzato nel carcere di San Vittore seguendo dei bambini figli di detenute, in cui emerge attraverso relazione del bambino con lo spazio carcerario anche una dimensione sociale, come in Frammenti di una notte realizzato per “Linea di Confine” in un ospedale.\r\n\r\nSi potranno vedere sui monitor fissi, in loop, l’ultimo lavoro L’alba, sull’abitare Piazza del Duomo di Milano nel passaggio dalla notte al giorno e Passi leggeri, un video che ha un valore fondamentale nel suo percorso che con l’utilizzo della videocamera legata alla vita introduce apertamente l’elemento del caso insieme al fuoricampo che diventa centrale.\r\n\r\n \r\n\r\nMarina Ballo Charmet è nata a Milano dove vive e lavora. Dopo la laurea in filosofia si specializza in psicologia e psicoanalisi infantile e lavora come psicoterapeuta nei servizi territoriali pubblici di Milano. Da metà anni ottanta lavora con la fotografia e il video.\r\n\r\nHa pubblicato diversi libri e cataloghi: Sguardo Terrestre, MACRO-Quodlibet (2013), Oracoli, santuari e altri prodigi. Sopralluoghi in Grecia, Humboldt-Quodlibet (2013), Il parco, Charta (2008), Marina Ballo Charmet, Fotografie e video 1993/2007, Electa (2007), Primo campo, Le Point du jour Éditeur, (2004), Rumore di fondo, Art& (1998), Con la coda dell’occhio, Art& (1995), Il limite, Associazione Culturale Italo Francese, Bologna, Bari (1992).È in corso di pubblicazione Con la coda dell’occhio. Scritti di fotografia e altro, per le edizioni Quodilbet.\r\n\r\nTra le ultime mostre personali: milanopiazzaduomo (con Gabriele Basilico), Museo del Novecento (Milano, 2015), Sguardo terrestre MACRO (Roma, 2013), At Land. Bodyscape &Cityscape Storefront for Art and Architecture (New York, 2009), Il parco Triennale (Milano, 2008),PARCO 2006-2007 Fotografia Europea (Reggio Emilia, 2007), Poeticamente abitare. Marina Ballo.Video 1998-2003 Careof (Milano, 2003); Rumore di fondo Centre National de la Photographie(Parigi, 1999); Con la coda dell’occhio Fondazione Mudima (Milano, 1996) e Ar/Ge Kunst GalleriaMuseo (Bolzano, 1995); Marina Ballo Charmet Stadtgalerie (Graz 1992).\r\n\r\nTra le mostre collettive: Agir, contempler, Musée Unterlinden (Colmar, 2016), Ieri Oggi Milano 2015. Masterpieces from Museo di Fotografia Contemporanea, Spazio Oberdan (Milano, 2015),Italia Inside Out, Palazzo della Ragione (Milano, 2015)Cantieri del ’900. Opere dalle collezioni Intesa Sanpaolo Gallerie d’Italia (Milano, 2012), Spazio. Dalle collezioni d’arte e d’architettura del MAXXI MAXXI, Museonazionale delle arti del XXI secolo (Roma, 2010), Trans Emilia. Sammlung Linea di Confine SKStiftung Kultur (Koln, 2006) e Fotomuseum Winterthur (2005); Des territoires Ècole Supérieuredes Beaux-Arts, Paris (2001), Lei. Donne nelle collezioni italiane, Fondazione Sandretto ReRebaudengo (Torino, 1997);\r\n\r\nHa partecipato alla XLVII Biennale d’Arte (Venezia 1997) e alla 12. Mostra Internazionale di Architettura, Padiglione Italia(Venezia, 2010).\r\n\r\nCon il suo lavoro video L’alba è presente nella mostra Agir, contempler curata da Jean-François Chevrier al Museo Unterlinden di Colmar, tutt’ora in corso.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nInformazioni\r\n\r\nSpazio A\r\n\r\nlungarno Benveuto Cellini 13a, 50125 Firenze\r\n\r\nTel. + 39 366 8605159 – e.mail info@spazioafirenze.it\r\n\r\nwww.spazioafirenze.it\r\n\r\n \r\n\r\nUfficio stampa\r\n\r\nDavis & Franceschini

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