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Heretic’s Dream, l’intervista

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Conosciamo meglio gli Heretic’s Dream, incontrando Francesca Di Ventura, vocalist del gruppo\r\n\r\n \r\n\r\nQuando ha inizio il viaggio degli Heretic’s Dream?\r\n\r\nNel giugno 2010, quando Andrej Surace, chitarrista e mio compagno di vita, ed io ci trasferiamo a Londra. Contestualmente alla ricerca di musicisti, Andrej ed io iniziamo a comporre -sezione strumentale lui e testi e melodie io- fino a quando a dicembre 2011 non reclutiamo Maurilio Di Stefano alla batteria ed Emiliano Baccini al basso, con i quali esce il primo album degli Heretic’s Dream, “The unexpected move”, ad Aprile 2012, sotto l’etichetta Videoradio. Con questa formazione si è suonato tantissimo, sia in talia che in UK, Londra specificamente. Oggi alle pelli ci avvaliamo di Daniele Cortese, al basso di Jacopo Greci e abbiamo una seconda chitarra, Carlo Nicolucci. \r\n\r\n Quanto la permanenza all’estero ha influenzato il vostro sound?\r\n\r\nHa influenzato il nostro approccio ai live, ma non direi il nostro sound. L’intensa gavetta trascorsa tra music venue vere e proprie e pub ha allargato i nostri orizzonti mentali, accresciuto la capacità di canalizzare le energie sul palco per fornire la migliore performance possibile, al di là di potenziali difficoltà tecniche e circostanze logistiche non ottimali.\r\n\r\nCosa considerate eretico?\r\n\r\nMettere una voce che viene dal pop in un contesto metal, azzardando la libertà di agglomerare nello stesso disco 11 brani molto diversi tra loro per genere ed intenzione.\r\n\r\n Cosa troviamo in “Walk The Time”?\r\n\r\nIl coraggio di uscire dagli schemi del metal. La sorpresa di non sapere cosa ti aspetta tra un brano e l’altro. Il racconto delle mie esperienze di madre, figlia, donna, amica, lavoratrice: personali ma al tempo stesso personalizzabili, poiche’ le persone sono accomunate dall’infinita varietà di sentimenti con cui si manifesta la nostra essenza di essere umani. \r\n\r\n Quali correnti musicali vi trovano spazio?\r\n\r\nMetal, thrash, rock, pop, goth. \r\n\r\n Cosa vi proponete con questo disco?\r\n\r\nÈ un viaggio multisensoriale, che si rivolge a chi non ha vincoli e regole nella musica.\r\n\r\nCosa vi piace e cosa non sopportate nella musica e nella vita?\r\n\r\nL’arroganza, l’autocompiacimento, la maleducazione, la mancanza di rispetto, per la musica e per il prossimo.\r\n\r\nIntervista di: Elena Torre

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