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“Hermankono, la felicità sta arrivando”

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Hermankono

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La felicità sta arrivando

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Più di 2.000 articoli scolastici raccolti

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pronti per essere inviati agli studenti ivoriani della scuola di Hermankono Dies

\r\n \r\n\r\nSi chiude con grande successo il primo passo della campagna Hermankono – Aspettando la felicità, l’iniziativa di solidarietà per la raccolta di materiale scolastico a sostegno dell’istruzione in Costa d’Avorio. Promossa da Fondazione Integra/Azione in collaborazione con l’associazione Volontari Capitano Ultimo, Teatro Due Roma, Choronde – Progetto educativo e Esercito della Salvezza e con il patrocinio del Ministro per l’Integrazione, della Regione Lazio, dell’Assessorato Sostegno Sociale e Sussidiarietà del Comune di Roma e dell’Ambasciata della Costa d’Avorio in Italia, la campagna, nel giro di poche settimane, è riuscita a raccogliere oltre 2.000 articoli scolastici, tra quaderni, album da disegno, astucci, penne e matite colorate grazie alla preziosa collaborazione delle associazioni coinvolte nell’iniziativa e alla solidarietà di tantissime persone che hanno raggiunto i diversi punti di raccolta per dare il proprio contributo. Nei prossimi giorni il materiale raccolto verrà recapitato agli oltre 350 studenti della scuola di Hermankono Dies segnando così il primo piccolo traguardo di un progetto che si auspica possa durare nel tempo. Infatti, grazie a Bruno, un volontario di Fondazione Integra/Azione partito qualche settimana fa alla volta del villaggio in Costa d’Avorio, il progetto Hermankono – Aspettando la felicità evolverà attraverso la realizzazione di una ludoteca, uno spazio creativo e ricreativo dove i piccoli ivoriani potranno divertirsi dopo una lunga giornata di studio.\r\n\r\n“Siamo riusciti a realizzare il piccolo desiderio di Kofolì Diabate, il direttore della scuola del villaggio di Hermankono Dies e dei suoi studenti – dichiara Rossana Calistri, direttore scientifico di Fondazione Integra/Azione -. Non ci aspettavamo tanta solidarietà da parte della gente soprattutto in questo periodo di crisi economica. E invece, siamo riusciti a raccogliere oltre al materiale scolastico anche tanti giochi didattici grazie ai quali i piccoli studenti ivoriani potranno imparare divertendosi. Poter sostenere anche a distanza la scolarizzazione di Paesi come la Costa d’Avorio rende ancora più importante il lavoro che facciamo quotidianamente a Roma nelle scuole di lingua italiana per gli immigrati”.\r\n\r\nLa Costa d’Avorio conta circa 20 milioni di abitanti, appartenenti a 60 diverse etnie, con una forte presenza di giovani, oltre la metà degli abitanti infatti, ha meno di 18 anni. La situazione politica ed economica ha portato lo Stato africano a occupare uno degli ultimi posti nella classifica dei Paesi per Indice di Sviluppo Urbano, registrando un tasso di alfabetizzazione tra i più bassi al mondo, soprattutto tra le femmine. Molte sono le famiglie che non riescono a permettersi di sostenere i costi necessari all’educazione dei propri figli. Quello che pesa sul bilancio familiare non sono tanto le tasse scolastiche, che nelle scuole pubbliche non sono alte, ma l’acquisto delle divise e di tutto il materiale scolastico, nonché i costi di vitto e alloggio che si aggiungono nel caso in cui gli alunni siano costretti a frequentare istituti lontani dalla propria casa. Nonostante il Paese dichiari di destinare buona parte dei fondi al Ministero dell’Educazione Nazionale, si riscontra una forte carenza di strutture e di personale: una classe può arrivare a contenere anche 70 alunni e un solo insegnante, come nel caso dell’istituto di Hermankono Dies. Le scuole secondarie pubbliche sono concentrate totalmente all’interno delle città lasciando così molti villaggi privi di scuole primarie, per cui spesso è necessario spostarsi per raggiungere gli istituti. Le ragioni dell’analfabetismo sono inoltre da ricercare nelle convinzioni in cui il paese è immerso: la maggior parte della popolazione, che vive di commercio e con i lavori nelle piantagioni, ritiene che l’educazione scolastica sia secondaria per affermarsi nella vita, per quanto riguarda poi le bambine, che sono quasi completamente escluse dalla scolarizzazione, a questo primo pregiudizio si aggiunge una concezione fondamentalmente maschilista, che assegna alla donna il solo ruolo di rendere un servizio alla famiglia, di sposarsi giovane e di mettere al mondo molti figli, e non certo quello di avere accesso all’istruzione.\r\n\r\nFonte: Fondazione IntegrA/Azione

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