Intervista a Gabriele Rosemarie Paulsen autrice di La luce nascosta dell’Ombra uscito per Edizioni Mediterranee
1. Il suo saggio unisce il concetto junghiano di “Ombra” alla saggezza dell’Astrosofia ermetica. In che modo lo zodiaco, tradizionalmente associato alle previsioni o ai tratti caratteriali, diventa invece una mappa per compiere il viaggio alchemico dal buio della “nigredo” alla luce dell'”albedo”?
Lo zodiaco è un simbolo universale che può essere interpretato su molti livelli. Non lo considero uno strumento per prevedere il futuro né una semplice descrizione della personalità, ma una mappa simbolica della coscienza e del percorso evolutivo dell’Anima. Nella prospettiva dell’Astrosofia ermetica, ogni segno rappresenta una tappa del cammino interiore e una qualità che l’essere umano è chiamato a realizzare. È una rappresentazione simbolica del processo di individuazione descritto da Jung: un percorso che conduce dall’inconsapevolezza alla consapevolezza, trasformando gli aspetti più densi della nostra natura nelle loro espressioni luminose. Questo è il viaggio alchemico dalla nigredo all’albedo: integrare ciò che è rimasto nell’ombra senza combatterlo, riconoscendo che proprio ciò che rifiutiamo di noi stessi custodisce energie, talenti e possibilità evolutive ancora inesplorate. Lo zodiaco diventa così una bussola che accompagna il cammino verso una maggiore completezza.

2. Nell’indice compare un capitolo dal titolo fortemente provocatorio: “Amare il nemico: la proiezione dell’Ombra come garante dell’integrità”. Perché tendiamo a proiettare all’esterno, sugli altri o sugli eventi, la nostra parte oscura e in che modo questo meccanismo, se compreso, può aiutarci a ritrovare l’equilibrio?
La filosofia ermetica insegna che il mondo esteriore riflette ciò che accade interiormente. Ognuno di noi possiede una parte conscia e una parte inconscia, nella quale risiedono anche gli aspetti della nostra Ombra: tutto ciò che non vogliamo o non riusciamo ancora a riconoscere. Per questo tendiamo a proiettare all’esterno ciò che non vediamo in noi stessi. La proiezione non è un errore, ma un meccanismo naturale dell’evoluzione: ci permette di incontrare, attraverso le persone e gli eventi, proprio ciò che attende di essere integrato. In questa prospettiva il “nemico” diventa un prezioso maestro, perché ci mostra ciò che manca alla nostra completezza. Ritirare le proiezioni è un lavoro interiore impegnativo, ma è anche uno dei percorsi più profondi di libertà, forza e trasformazione.
3. Un altro aspetto centrale del libro è il corpo fisico, definito come “piattaforma di proiezione d’Ombra”. Avendo lei una solida formazione in Psicosomatica Integrale e Medicina Archetipica (secondo il celebre metodo Dethlefsen/Dahlke), come si manifesta l’oscurità della psiche attraverso i sintomi del corpo?
Oltre al mondo esteriore, anche il corpo è una delle principali vie attraverso cui l’Ombra si manifesta. Ogni sintomo può essere letto come il linguaggio dell’Anima, che porta alla coscienza contenuti rimasti inconsapevoli. Il sintomo non è una colpa né un difetto, ma un messaggio. La malattia rende visibile, sul piano fisico, un contenuto interiore che chiede di essere riconosciuto. La guarigione, quindi, non consiste soltanto nell’eliminare il sintomo, ma nel compiere il percorso inverso: comprendere il significato profondo di ciò che il corpo sta esprimendo affinché quel contenuto possa essere integrato nella coscienza.
4. Nella seconda parte del volume lei analizza dodici “Raggi cosmici”. Cosa rappresentano questi raggi nel concreto e come può un lettore utilizzarli come archetipi astrologici per attuare la trasmutazione e scoprire, come lei scrive, i “doni dell’Ombra”?
Nell’Astrosofia ermetica i dodici archetipi zodiacali rappresentano le forze originarie della creazione, i principi fondamentali attraverso cui il divino si manifesta nel mondo. Questi principi si esprimono inizialmente nelle loro forme più dense, affinché possiamo riconoscerli. Solo successivamente possono essere trasformati nella loro espressione più elevata e luminosa. È proprio questo processo che chiamiamo trasmutazione. Gli archetipi diventano così uno strumento per leggere gli eventi della vita e persino i sintomi del corpo, comprendendo quale principio siamo chiamati a sviluppare. Quando l’Ombra viene riconosciuta e integrata, il suo potenziale nascosto si rivela: è il momento in cui l’ombra diventa luce. Nel libro accompagno ogni archetipo con esempi concreti di trasformazione e con il suo significato nel cammino iniziatico dell’essere umano.
5. Lei ha alle spalle vent’anni di carriera come manager d’azienda prima di fondare il metodo “Lungo la Via del Sé®”. In che modo questa sua passata esperienza nel mondo concreto e razionale del business ha influenzato il suo approccio all’astrologia mistica, e come riesce a renderla accessibile a chi vive la frenesia della quotidianità?
L’interesse per la dimensione spirituale mi ha accompagnata fin da giovane, ma la prima parte della mia vita da adulta è stata dedicata al mondo aziendale. È stata un’esperienza fondamentale: mi ha dato concretezza, disciplina e solide radici. Proprio vivendo intensamente la realtà materiale è maturata, però, una domanda più profonda sul senso dell’esistenza. A un certo punto ho sentito che non bastava più rimanere in superficie: era necessario rivolgere lo sguardo all’interiorità. Credo che questo passaggio faccia parte del naturale cammino dell’essere umano. Dopo aver fatto esperienza del mondo esteriore, arriva il momento in cui l’Anima chiede di essere ascoltata e di dare un significato più profondo a ciò che abbiamo vissuto. Da questa esperienza è nato il metodo Lungo la Via del Sé®, che unisce Filosofia ermetica, Astrosofia mistica e lavoro interiore. Il suo obiettivo è accompagnare le persone verso una conoscenza più autentica di sé e offrire strumenti concreti per percorrere con consapevolezza il proprio cammino evolutivo. È un invito rivolto a chi sente questa chiamata e desidera intraprendere, o accompagnare altri, lungo la Via del Sé.










