Custode di memorie: la Versilia intima di Elisabetta Salvatori nel libro Voci nella mia voce.
C’è un luogo a Querceta, ricavato con amorevole pazienza tra le pareti di quello che un tempo era un negozio di fiori, dove la memoria ha trovato una casa e una voce. È “La Fioreria delle Storie”, il piccolo e curatissimo teatro da cinquanta posti in cui Elisabetta Salvatori accoglie il pubblico e si fa artigiana del racconto, erede consapevole di quella radicata tradizione toscana delle veglie domestiche.
Oggi quella straordinaria esperienza scenica e umana si condensa in Voci nella mia voce, un volume che raccoglie sei dei suoi testi teatrali più intensi. Attrice e interprete d’eccezione della narrazione teatrale italiana, Salvatori compie un lavoro di finissima dedizione: scava nei ricordi tramandati, ascolta i testimoni, raccoglie frammenti di esistenze e li restituisce sul palco e sulla pagina con una delicatezza poetica che incanta, tanto da far dire a Francesco Guccini che la sua arte è «un rito collettivo di memoria e di poesia».
I testi sono profondamente radicati nella sua Versilia, un territorio raccontato lontano dai cliché della vacanza e del divertimento e svelato invece nella sua dimensione più autentica, drammatica e fiera. Tra queste pagine vibrano le microstorie della povera gente, la fatica di chi lavorava in cava, il dolore mai spento della strage di Viareggio e i silenzi carichi di storia di Sant’Anna di Stazzema. Con una scrittura asciutta e vibrante, Elisabetta Salvatori non si limita a documentare il passato, ma abita le voci dei suoi personaggi, dimostrando che l’unico modo per non disperdere la nostra identità è continuare, instancabilmente, a raccontarla.
Se avete tempo visitate la Fioreria delle Storie, leggete il libro di Elisabetta Salvatori e andate ad assistere ai suoi spettacoli fa bene al cuore <3










