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Da conoscere Giorgia Faraone in arte Femmina

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“Panico” – dice Femmina – “è stato per me l’antidoto alle mie debolezze. Spero possa esserlo anche per chi ha vissuto o sta vivendo un momento difficile o semplicemente abbia voglia di ballare sotto il proprio cielo sereno.”

Questo è quello che racconta Giorgia Faraone, in arte Femmina, riguardo al suo singolo d’esordio “Panico”, uscito lo scorso agosto in radio e su tutte le piattaforme digitali.

“Panico” racconta un disagio che ad oggi colpisce molti esseri umani. Gli attacchi di panico, le piccole e grandi depressioni che spesso chi ci è a fianco non riconosce o non sa ancora affrontare. Il messaggio della canzone però vuole essere positivo, di forza, un modo per dire che in fondo siamo tutti sulla stessa barca. Cadiamo, ci rialziamo e nonostante tutto balliamo.

Qui di seguito trovate l’intervista che Femmina ha rilasciato in esclusiva per Da Sapere.

C’è un ragionamento dietro la scelta del tuo nome da artista o è stata una cosa inconsapevole? Femmina è un alias importante…

Sì, in effetti il nome che ho scelto è altisonante, ma è un nome che mi permette di giocare molto. 

Sono una ragazza un po’ fuori dai canoni sia estetici che caratteriali, ma ho un rapporto molto stretto con la mia femminilità, a volte anche controverso come ogni donna. Credo che sentirsi “femmina” sia legato semplicemente ad una consapevolezza che si può raggiungere e che ci fa sentire bene con noi stesse e ci dà la forza anche di raccontarci. “Femmina” è un termine che si usa molto nel sud Italia per indicare una donna di carattere, l’ho scelto perché mi trasmetteva una buona energia.

Visto che sei diplomata in canto jazz, i tuoi ascoltatori potranno aspettarsi anche brani così prossimamente?

Il jazz è un linguaggio che amo e che ho studiato, e che per questo rientra inevitabilmente in tutte le mie scelte musicali anche quando queste sembrano lontanissime e poi non mi pongo mai limiti di genere quando scrivo, per cui non escludo nulla. 

Ci racconteresti com’è nata “Panico”?

“Panico” nasce circa un mese dopo aver avuto il mio primo attacco di panico. Ho cercato fin da subito di trovare le mie risposte a quell’episodio che mi aveva spiazzata e che non era certo stato gradevole. Non credo di aver trovato ancora quelle risposte ma pensare di non essere l’unica in questo mondo mi ha fatto sentire meno strana e meno sola, per questo ho pensato che raccontare potesse essere semplicemente un modo per esorcizzarlo.

Qual è, secondo te, la strategia per stare meglio il più possibile?

Credo che ognuno debba trovare la propria ricetta per star bene, e non è detto che questa non possa cambiare nel tempo, perché così come cambiamo noi, cambiano le nostre esigenze. Credo però che sentirsi liberi, sempre nel rispetto dell’altro, possa essere l’ingrediente fondamentale per il proprio benessere.  


Hai già progetti per il futuro?

Assolutamente sì, sto lavorando alle mie canzoni e spero di poterle raccogliere al più presto in un disco. 

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