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Conosciamo meglio Chiara Famooss Paolini

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La nostra rubrica di interviste si arricchisce di nuovi contenuti dal mondo dei blogger. Intervistiamo Chiara Famooss Paolini, web writer e content creator attiva nei mondi della moda, dell’editoria e della comunicazione.

In questo periodo così particolare, i social media sono stati un mezzo fondamentale per la condivisione di progetti culturali, un modo del tutto nuovo di diffondere tali contenuti. Credi che possa essere l’inizio di un forte connubio tra social e cultura?

Credo fortemente che mai come ora sia necessario un legame stretto tra Cultura e Social. Questi due mondi troppo spesso tenuti lontani, insieme possono lasciare il segno diffondendo messaggi di valore, oltre che di intrattenimento. Attraverso l’utilizzo dei Social, la Cultura ha la possibilità di raggiungere un pubblico più vasto e anche più giovane e quindi di poter arricchire le menti delle future generazioni. D’altra parte, i Social, promuovendo iniziative culturali, riuscirebbero ad innalzare il loro livello di valore nei messaggi veicolati. Un connubio da cui tutti potremmo trarre un bel vantaggio. Molti musei, ad esempio, hanno sfruttato le loro pagine per creare delle vere e proprie comunità con cui interagire, cercando di accendere la curiosità degli utenti verso il mondo dell’arte. La collaborazione tra questi mondi può essere l’occasione per creare confronto, condivisione e approfondimento.

La scuola si è ritrovata a dover affrontare un problema pratico nel metodo di insegnamento e forse si è resa conto che la tecnologia, se usata nel modo corretto, non è poi così nociva. Che ne pensi a riguardo?

Anche in questo caso, sono dell’idea che la scuola debba spostare i suoi limiti un po’ più in là e sfruttare quanto più possibile ciò che è offerto dalla rete. Una collaborazione tra uno studio tradizionale ed uno studio più interattivo non può che giovare agli studenti di oggi. La tecnologia è una parte essenziale della vita dei più giovani, pertanto credo sia giusto far notare loro come la cultura si stia adeguando a questi nuovi mezzi e mostrare quanta bellezza ci sia in questo mondo troppo spesso considerato noioso.

Parliamo ora della figura del “Blogger culturale”. Credi che abbia un ruolo importante in questa società? Quale?

Il Blogger ha un ruolo molto importante in questa società perché può generare la condivisione, la conversazione ed infine la riflessione, attività che portano alla crescita del bagaglio culturale di ognuno di noi. Avere una figura di riferimento nei Social, è un modo come un altro per cercare di migliorarsi attraverso le dritte ed i consigli di qualcuno più preparato. È un ruolo quindi da non sottovalutare, perché si pone a metà tra ciò che sembra irraggiungibile e la realtà stessa.

Che linguaggio hai scelto per confrontarti con chi ti legge/ascolta?

Il mio linguaggio è semplice perché mi piace pensare che tutti possano leggermi/ascoltarmi e capirmi. Credo che la comprensione sia fondamentale per alimentare un dialogo sano e senza fraintendimenti. Per questo mi impegno nel condividere notizie che possano essere interessanti o quanto meno di ispirazione. Mi piace condividere interviste con nuovi talenti emergenti, recensioni di libri e pensieri liberi nella speranza che possano riempire chi sta dall’altra parte.

Che punto di vista proponi dal tuo blog?

Nel mio blog Famooss Drops, il punto di vista è molto personale. Ci sono le mie idee, le mie opinioni, i miei sogni. Insomma, nel blog c’è ciò in cui credo maggiormente. È uno spazio libero in cui racconto quello che mi circonda secondo il mio punto di vista. Con le interviste, cerco di dare voce a chi, secondo me, non ne ha avuto abbastanza.

Come scegli i contenuti da veicolare?

I contenuti li scelgo seguendo le mie sensazioni. Se un libro mi ha suscitato forte riflessioni, se un artista mi ha colpito particolarmente, se un brand ha catturato la mia attenzione allora so che posso scriverci su e costruire un percorso per il lettore. Sono dell’idea che scrivere di ciò di cui si è appassionati sia il modo più semplice per non mentire all’altro e nemmeno a noi stessi, rimanendo autentici.

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