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Giornata mondiale delle api, il loro ruolo è fondamentale

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WWF: Nel mondo che verrà devono continuare a esserci api e altri impollinatori

L’impollinazione è uno dei servizi ecosistemici più importanti forniti dalla natura ed è fondamentale per la nostra sicurezza alimentare

Le api e gli altri insetti impollinatori stanno morendo: ecco perché il WWF chiede ai cittadini di agire direttamente per chiedere all’Unione Europea il divieto dei pesticidi più pericolosi e maggiore sostegno all’agricoltura biologica. Il “Mondo che Verrà” non può fare a meno delle api e degli altri insetti impollinatori, da cui dipende il 35% della produzione agricola mondiale con un valore economico stimato ogni anno di oltre 153 miliardi di euro a livello globale e di 22 miliardi di euro per la sola Europa.

Proprio oggi mercoledì 20 maggio, in occasione della Giornata mondiale delle Api, la Commissione Europea presenterà la sua Strategia “Farm to Fork” per una agricoltura sostenibile, con obiettivi per la riduzione dei pesticidi e l’incremento dell’agricoltura biologica che vanno rinforzati e difesi: proprio per questa ragione è necessario partecipare all’iniziativa dei cittadini europei per chiedere all’Unione Europea e al Governo nazionale un maggiore impegno per un’agricoltura senza pesticidi e una Politica Agricola Comune amica della natura. Per difendere le api e gli altri insetti impollinatori dobbiamo fare sentire la nostra voce sottoscrivendo insieme al WWF la petizione europea (Clicca QUI per firmare), con obiettivo di raccogliere oltre 1 milione di firme, in almeno 7 Stati membri dell’Unione, entro il prossimo mese di settembre.

L’IMPORTANZA DELL’IMPOLLINAZIONE. L’impollinazione è uno dei servizi ecosistemici più importanti forniti dalla Natura per il benessere umano e per la nostra economia. Quasi il 90% di tutte le piante selvatiche con fiore dipendono dall’impollinazione animale, mentre delle circa 1.400 piante che nel mondo producono cibo e altri prodotti, quasi l’80% richiede l’impollinazione da parte di animali, non solo api domestiche e selvatiche, ma anche vespe, farfalle, falene, coleotteri, uccelli, pipistrelli e altri vertebrati. Considerando le sole api selvatiche si tratta di un vero e proprio esercito di oltre 20.000 specie che insieme garantiscono l’impollinazione dei fiori da cui dipende il 35% della produzione agricola mondiale. In Europa l’84% delle principali colture coltivate per il consumo umano, come molti tipi di frutta e verdura, hanno bisogno dell’impollinazione degli insetti per migliorare la qualità ed i rendimenti dei raccolti. Prendersi cura delle api e degli altri impollinatori vuol dire prendersi cura del nostro cibo.

LA STRATEGIA FARM TO FORK. Un importante contributo alla tutela degli impollinatori potrebbe finalmente arrivare con la Strategia “Farm to Fork”, che verrà presentata domani dalla Commissione UE, e che fissa alcuni importanti obiettivi per la riduzione dell’uso dei pesticidi, come l’aumento delle superfici coltivate con il metodo certificato dell’agricoltura biologica e il restauro ecologico degli agroecosistemi, con l’obiettivo di destinare almeno il 10% della superficie delle aziende agricole europee a infrastrutture verdi, funzionali al mantenimento della biodiversità. Questi obiettivi della Strategia europea, che oggi sotto attacco da parte delle potenti lobby dell’agricoltura convenzionale e dell’industria dei pesticidi, vanno assolutamente difesi e mantenuti: questo è l’appello che il WWF ha inviato al Commissario UE, Paolo Gentiloni, e ai suoi colleghi della Commissione UE. Gli insetti impollinatori hanno, infatti, bisogno di ecosistemi liberi da veleni e diversificati, con la presenza di siepi, alberi, stagni e fasce tampone con fiori nettariferi per alimentarsi e completare il loro ciclo riproduttivo. Per questo è fondamentale eliminare i pesticidi che avvelenano la nostra agricoltura e riportare la natura all’interno delle aziende agricole. Per raggiungere questi obiettivi e rendere concreta la Strategia “Farm to Fork” tutti gli Stati membri, gli agricoltori, l’industria agroalimentare e i cittadini europei sono richiamati oggi a svolgere un ruolo attivo e ad assumersi le proprie responsabilità per sostenere la necessaria transizione ecologica della nostra agricoltura.

PORTIAMO LE API NEL MONDO CHE VERRÀ. Per il WWF nel “Mondo che Verrà”, ossia nel mondo che tutti insieme siamo chiamati a costruire dopo lo shock provocato dal COVID-19, devono esserci le api e tutti gli altri impollinatori che, come abbiamo visto, rappresentano un elemento fondamentale della nostra sicurezza e alimentare. Per far sentire la propria voce salvare le api, per sostenere l’agricoltura biologica e indicare la propria proposta al fine di costruire insieme un futuro sostenibile, è possibile partecipare alla consultazione attiva sul sito wwf.it/ilmondocheverra.S

Il valore ecologico ed economico degli impollinatori

• Sono oltre 20.000 le specie di api selvatiche nel mondo che garantiscono il servizio ecosistemico dell’impollinazione, a queste si aggiungono altre specie animali come vespe, farfalle, falene, coleotteri, uccelli, pipistrelli e altri vertebrati.

• Più del 40% delle specie di invertebrati, in particolare api e farfalle, che garantiscono l’impollinazione sono a rischio estinzione.

• Delle oltre 1.400 specie vegetali che producono il nostro cibo e i prodotti dell’industria derivati dalle piante, quasi l’80% richiede l’impollinazione da parte di animali. 

• Le api domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta (un altro 20% è garantito da altri impollinatori), garantendo circa il 35% della produzione globale di cibo. Più della metà del consumo mondiale di grassi e oli viene da piante impollinate da animali.

• Delle 100 colture da cui dipende il 90% della produzione globale di cibo, 71 sono legate al lavoro di impollinazione delle api. Solo in Europa, ben 4.000 varietà agricole dipendono dalle api.

• Negli ultimi 50 anni il volume della produzione agricola è aumentato del 30% grazie al contributo diretto degli impollinatori.

• 1,6 milioni di tonnellate di miele vengono prodotti dalle api domestiche nei paesi occidentali.

• L’impollinazione di colture ha un valore globale stimato ogni anno pari a 153 miliardi di euro e di 22 miliardi di euro solo in Europa. Negli Stati Uniti l’impollinazione dei prodotti agricoli vale 10 miliardi di dollari l’anno. A livello globale, il valore dei vantaggi derivati dall’impollinazione può essere stimato in più di 3 trilioni di dollari. Una cifra fra i 235 e i 577 miliardi di dollari statunitensi, relativa alla produzione globale annuale di cibo, dipende dal contributo diretto degli impollinatori. 

• Parecchi raccolti a livello globale, come ad esempio caffè e cacao, rappresentano anche un’importante fonte di reddito per i paesi in via di sviluppo. Senza impollinatori non avremmo più il piacere di gustare caffè, cioccolata, miele e molti altri cibi che fanno parte della nostra quotidianità. Il cioccolato, ad esempio, deriva dai semi dell’albero del cacao, e il valore mondiale annuo della raccolta dei suoi baccelli è di 5,7 miliardi di dollari USA. Queste cifre da capogiro poggiano sull’intervento esclusivo di un piccolissimo dittero (insetto impollinatore), essenziale per l’impollinazione dei fiori e senza il quale dovremmo dire addio al cioccolato.

Foto di Caio da Pexels

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