Home Ambiente GREENPEACE: MEZZO MILIONE DI RIFIUTI IN PLASTICA RACCOLTI

GREENPEACE: MEZZO MILIONE DI RIFIUTI IN PLASTICA RACCOLTI

216
SHARE

La coalizione internazionale Break Free From Plastic,
di cui fanno parte più di mille e ottocento organizzazioni, tra le
quali Greenpeace, ha catalogato, per il secondo anno consecutivo,
contenitori e imballaggi usa e getta raccolti nel corso di 484
attività di pulizia. Dal brand audit, condotto in 51 Paesi e sei
continenti, risulta ancora una volta che la maggior parte dei rifiuti
appartiene a Coca-Cola, Nestlé e PepsiCo.


Dalla catalogazione di quasi mezzo milione (476 mila) di rifiuti in
plastica da parte di più di 72 mila volontari, sono stati identificati
migliaia di marchi i cui imballaggi in plastica sono principalmente
monouso. In particolare, gli imballaggi in plastica usa e getta
appartenenti a Coca-Cola sono risultati i più comuni su scala globale,
seguiti nell’ordine da Nestlé, PepsiCo, Mondelēz International,
Unilever, Mars, P&G, Colgate-Palmolive, Phillip Morris e Perfetti Van
Melle. In Italia Greenpeace ha condotto nove attività di pulizia e
catalogazione dei rifiuti in plastica e tra i marchi più frequenti,
così come evidenziato dall’iniziativa Plastic Radar, ci sono Coca
Cola, San Benedetto, Nestlé e Ferrero.

«Questo lavoro conferma ancora una volta che le multinazionali devono
fare molto di più per affrontare la crisi dell’inquinamento da
plastica che hanno creato. La loro dipendenza dagli imballaggi in
plastica monouso si traduce nell’immissione di quantità crescenti di
plastica nell’ambiente, i cui impatti sono già oggi devastanti. Il
riciclo da solo non è la soluzione, bisogna ridurre urgentemente la
produzione di plastica usa e getta”, dichiara Von Hernandez,
coordinatore globale della coalizione Break Free From Plastic.

I tre marchi a cui appartiene il maggior numero di imballaggi
identificati in tutto il mondo – Coca-Cola, Nestlé e PepsiCo – negli
ultimi mesi hanno più volte affermato di voler intervenire sul
problema ma all’atto pratico si sono affidati a false soluzioni come
evidenziato nel recente rapporto di Greenpeace “Il Pianeta usa e
getta. Le false soluzioni delle multinazionali alla crisi
dell’inquinamento da plastica”. Le soluzioni promosse da queste
multinazionali, che non prevedono la riduzione a monte della
produzione di packaging usa e getta, consentiranno loro di continuare
a perpetuare un modello di business e di consumo insostenibile per il
Pianeta.

“I recenti impegni di multinazionali come Coca-Cola, Nestlé e PepsiCo
promuovono come sostenibili alternative come la carta o le
bioplastiche che rischiano di generare ulteriori impatti su risorse
naturali già eccessivamente sfruttate, come le foreste e i terreni
agricoli. Per risolvere il problema dell’inquinamento da plastica, le
grandi aziende devono ridurre drasticamente la produzione di usa e
getta, investendo in sistemi di consegna dei prodotti basati sul riuso
e sulla ricarica e che non prevedano il ricorso a packaging monouso”
dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di
Greenpeace.

Per spingere le grandi multinazionali a intervenire sul problema
dell’inquinamento da plastica, Greenpeace ha da tempo lanciato una
petizione (no-plastica.greenpeace.it), sottoscritta da più di quattro
milioni di persone in tutto il mondo, con cui chiede ai grandi marchi
come Nestlé, Unilever, Coca-Cola, PepsiCo, Ferrero, San Benedetto e
Danone di ridurre subito la produzione, investendo in sistemi di
consegna alternativi che non prevedano il ricorso a contenitori e
imballaggi in plastica e altri materiali monouso.

SCARICA IL RAPPORTO della coalizione Break Free From Plastic:
www.breakfreefromplastic.org/globalbrandauditreport2019/

SCARICA IL RAPPORTO “Il Pianeta usa e getta. Le false soluzioni delle
multinazionali alla crisi dell’inquinamento da plastica”:
www.greenpeace.org/italy/rapporto/6218/il-pianeta-usa-e-getta/

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.