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Da conoscere Paolo Cecchin

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Cantante, compositore, polistrumentista vicentino,  nato a Bassano del Grappa il 23 luglio 1983.
Dopo gli esordi come tastierista e batterista in alcune band della scena locale veneta nel 2001 intraprende la sua come cantautore.

Nel 2005 nel suo studio personale autoproduce un demo di circa 40 canzoni di rock in italiano in bilico tra l’alternative americano e il cantautorato.
Nel 2007 la decisione di lavorare alla stesura del suo primo disco. Lo fa con i produttori Matteo Franzan e Stefano Florio.

Nel 2010 esce “Nel mio mondo” accolto bene da pubblico e critica. Il singolo “Non mi importa” risulta uno dei pezzi più trasmessi in radio tra gli artisti indipendenti.
Dopo un tour di qualche mese e inizia la produzione del suo secondo album.

Nel 2012 esce “Quanto valgo?” sempre prodotto da Franzan/Florio. In questo disco le tematiche e le sonorità sono più mature e ricche. Rimane legato al cantautorato ma in questo album dimostra grande versatilità e senso “pop”. Nel disco anche una sua personale interpretazione del brano “Pigro” di Ivan Graziani.

3 i singoli estratti “Alternativo, Quanto valgo?, Lettera al mondo” tutti entrati nei primi posti della classifica “indie music like” del MEI.
La promozione nei mesi successivi si snoda in tutta Italia tra concerti “rock” con band al seguito e live “one man band” dove, in un’ atmosfera più intima, esegue con chitarra e loop station, oltre al suo repertorio, classici del rock italiano e internazionale.

Dal 2015 collabora come bassista e partecipa al tour italiano ed europeo del cantautore folk-popolare Luca Bassanese.
Ha appena ultimato  la scrittura del suo terzo lavoro, che vedrà la luce nel 2019, e dal quale estrae il primo singolo appena uscito “nel silenzio”, per Aida Records e Moma Records.

Lo abbiamo incontrato per un’intervista ecco cosa ci ha risposto.

Parlavi del tuo ultimo progetto ?

Al momento il progetto è una strada. E vari passi. Questo singolo “nel silenzio” è uno di questi.

Una canzone ed un estratto della mia vita. Ne seguiranno altre ed altri passi, ed un album che li racconterà, previsto per l’anno prossimo.

Qual è il momento in cui hai scoperto che avresti voluto intraprendere la strada della musica?

Ce ne sono stati molti. Direi che è la musica che mi ha detto di seguirla. Da quando da piccolo sorridevo strimpellando al pianoforte. Poi la mia prima chitarra, la mia prima canzone, il mio primo concerto. Anche qui varie tappe e sempre la gioia di raccontarmi,

Cosa significa lavorare nella musica oggi?

Significa quello che significava anche decenni fa. 

Sono solo cambiati i mezzi, le tecniche, tutto è evoluto e cresciuto, tranne i soldi che sono diminuiti… ahahaha 

In fondo il “lavoro” della musica non è mai stato un lavoro.

Cosa non deve mai mancare in un brano che ascolti o suoni?

La sensazione che l’artista o i musicisti mi stiano parlando o dicendo qualcosa.

Il cuore direi. 

Nei tuoi progetti parti dalle parole o dalla melodia?

Parto solitamente dalla melodia. Anche se ultimamente sto scrivendo molto, molte parole, di varia natura. Forse dovrò cambiare modo di “lavorare”.

A cosa stai lavorando ora?

Ho vari progetti. Ovviamente c’è la promozione del mio attuale singolo “nel silenzio” ed in prospettiva la chiusura del mio prossimo album di studio. Poi suono dal vivo col mio “one man band” show acustico dove rielaboro classici del rock e non solo con chitarra e loop station. 

Collaboro con altri artisti nella produzione e come bassista con l’amico cantautore popolare Luca Bassanese e la pop con il quale ho avuto la fortuna di calcare palchi di famosi festival internazionali.

Con quali artisti sei cresciuto?

Prima come ovvio con quelli che si ascoltavano in casa da piccolo, diciamo alla fine anni 80.

E si oscillava tra musica classica e Queen Vasco e Litfiba. Tra Mina e Battisti e I Duran Duran e Madonna. Poi da adolescente il primo amore sono stati i Nirvana, poi via via, Beatles, i cantautori italiani. Ho sempre ascoltato un po’ tutto con grande curiosità.

Come nasce la tua musica?

Non saprei sinceramente. E credo sia anche meglio non saperlo. Ci sono modi di scrivere, a volte cerchi la musica, prendi brani di riferimento, oppure parti da un tema di cui vuoi parlare. Con l’esperienza impari come fare musica. Ma ho sempre preferito se possibile lasciare che lei venisse a me. Questo è solo per evitare di ammettere che sono pigro.

Cosa hai deciso di raccontare con il tuo progetto?

L’amore reale dire. Molte delle sfaccettature dell’amore. Secondo ciò che ho vissuto.

Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

Non ne esiste una in particolare. Mi piace osservare, ascoltare. Anche qui, più che andare in cerca di stimoli o di esperienze, cerco di affinare la mia capacità di sentire e di sentirmi. Di conoscermi e di conoscere.

Progetti e contatti 

I progetti sono l’uscita dell’album, il continuare a suonare live. E poi come per tutti la felicità. 

www.facebook.com/paolocecchinofficial

www.instagram.com/pacepaolocecchin

paolocecchin@alice.it

www.paolocecchi-officialsite.it


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