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Con la violenza non si scherza incontro con Ilaria Bonuccelli

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Sabato 16 febbraio a Viareggio alle 15,30 avrà luogo uno degli eventi di spicco del Carnevale il convegno dal titolo “Con la violenza non si scherza”  organizzato da Ilaria Bonuccelli giornalista capo servizio regione del quotidiano Il a Tirreno Hotel principe Piemonte Sala Butterfly.
Abbiamo chiesto a Ilaria Bonuccelli qualche informazione in più…
Un convegno per dire no alla violenza di genere inserito in una manifestazione come il carnevale, come mai?
La proposta arriva dalla presidente della Fondazione del Carnevale, Marialina Marcucci. Un giorno mi telefona e mi dice: “Quest’anno vogliamo dedicare la manifestazione alle donne. Al contrasto della violenza sulle donne. Ci puoi dare una mano?”.  Ci siamo incontrate, ne abbiamo parlato. E mi ha convinto. Per due motivi: perché la sua proposta è di non nascondere le difficoltà che affrontano le vittime di violenza offrendo, però, un messaggio di speranza e di impegno collettivo; perché il progetto non è destinato a restare un’iniziativa isolata che nasce e muore con il Carnevale. E’ una semina, insomma. 
In realtà c’è anche un terzo motivo: questo progetto mi consente di lavorare insieme a molte persone, a molte donne, a molte amiche. E anche a molti amici. Far sentire alle donne vittime di violenze che non sono sole in questo percorso ancora in salita è importante. Quanto raggiungere gli obiettivi.
Eppoi il Carnevale ha quella portata popolare, di più – nazionalpopolare – che ci consente di parlare a tutti. Con linguaggi vari. Non sono molti gli eventi che ci danno questa possibilità
Quali i punti fondamentali che affronterete?
Mi piace di più: quali sono i punti che affronteremo.  La prevenzione della violenza. La necessità di migliorare le misure cautelari, la necessità di garantire alle donne la sicurezza quando denunciano, mentre si costruisce – con lentezza ma determinazione – una nuova cultura del rapporto fra persone.  La violenza riguarda il rapporto uomo/donna, ma nelle relazioni anche uomo/uomo; donna/donna; figli/genitori. La prevaricazione è un atteggiamento trasversale: il soggetto debole non è solo la donna all’interno del rapporto di coppia, anche se questa  casistica è la più frequente.
Cosa conterrà la Carta di Viareggio e che finalità avrà?
Una serie di obiettivi da raggiungere. E sottoporre alle istituzioni che dovranno impegnarsi a sottoscriverli. Ne vorrei citare un paio, a titolo solo di esempio, perché la Carta è un lavoro “in costruzione” che dovrà essere limata durante (e forse anche dopo) il convegno nazionale “Con la violenza di genere non si scherza” in programma a Viareggio il 16 febbraio al Principe di Piemonte hotel. Il primo: la necessità di attivare i braccialetti elettronici per proteggere le donne vittime di violenza e perseguitate dagli stalker: oggi questa misura, di fatto, è inapplicata per problemi normativi (non può essere richiesta per chi è sottoposto a divieto di avvicinamento, ad esempio); il secondo: far dichiarare incostituzionale il LISTINO DELLA VERGOGNA. Una donna vittima di femminicidio, assassinata da un ex, da un marito, da un compagno per lo Stato vale un indennizzo di 7800 euro; una vittima di mafia fino a 1,9 milioni.
Un manifesto contro la violenza firmato da Michetti
Non solo da Michetti. Questa è un’idea alla quale tengo molto. Il Carnevale crea un manifesto contro la violenza sulle donne. Lo fa disegnare a un grande artista contemporaneo: un uomo di 107 anni, Giorgio Michetti. E lo rende “parlante” grazie alle parole evocative della violenza selezionate da Cecilia Robustelli, la più importante esperta di ingaggio di genere in Italia. Un ponte fra maschile e femminile per dire no alla violenza. E un ponte fra linguaggi. Un ponte fra i generi, fra le generazioni. Ponti non muri
Anche volti noti hanno aderito in tempi record…
 Artisti, cantanti, attori, calciatori, sportive, scrittrici Donne, uomini. Una ventina di vip hanno prestato voce, tempo, pensieri, immagine, gratuitamente al Carnevale per dire no alla violenza contro le donne. Ciascuno, con il proprio linguaggio ha spiegato perché dice no alla violenza contro le donne. Presto su youtube, sul sito della Fondazione Carnevale, su tutti i social. Non voglio svelare i nomi per non togliere la curiosità: ma dal grande cinema a Sanremo, da Colorado in avanti c’è di tutto….
E il corso arancione?
Sarà un corso fucsia. Il 17 febbraio a Viareggio, sul viale a mare, a una certa ora, i carri di Carnevale, spareranno tutti insieme coriandoli di uno stesso colore. Un grido colorato, irriverente, un no, potente, inarrestabile alla violenza contro le donne. Fra cielo e mare, sul lungomare più bello del mondo: un museo di architettura eclettica che gareggia con la satira e la cartapesta in movimento.
Un momento da immortalare. E, infatti, Massimo Sestini, uno dei più grandi fotografi del mondo, toscano, toscanissimo promette uno dei suoi scatti epici per questo evento. Noi tutte ci siamo impegnate a diffonderlo nel mondo. A inviarlo a tutte le istituzioni nel mondo che si occupano (o dovrebbero) di violenza contro le donne: Nazioni Unite e Commissione Europea; il nostro Parlamento o il congresso Americano. Il Papa , i capi diede più importanti confessioni religiose. La nuvola fucsia deve diventare l’immagine 2019 del contrasto alla violenza di genere. Perché la lotta contro la violenza è come i coriandoli: uno solo è inutile; insieme non li ferma nessuno.
Intervista di: Cinzia Ciarmatori

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