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Legambiente su approvazione Testo unico forestale

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Approvato il Testo unico forestale, positivo il giudizio di Legambiente:

“Primo passo importante per una politica nazionale efficace e coordinata del patrimonio boschivo. Ora attenzione alla stesura dei decreti attuativi, per garantire coerenza delle norme regionali”

Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi il nuovo Testo unico in materia di foreste, un decreto nato con l’obiettivo di armonizzare la normativa nazionale in materia di foreste e filiere forestali, e formulare chiari indirizzi nazionali di riferimento su programmazione, pianificazione, tutela e gestione attiva del patrimonio forestale nazionale.
Per Legambiente, il provvedimento rappresenta un primo passo importante per sviluppare una politica nazionale efficace e coordinata del patrimonio boschivo e fornire alle Regioni un indirizzo e un quadro di riferimento chiari.
“Il Testo Unico Forestale – dichiara Antonio Nicoletti, responsabile Aree protette di Legambiente – che non mette in discussione gli attuali livelli di tutela ambientale e paesaggistica, riconosce il patrimonio forestale nazionale, che ammonta a 11,8milioni di ettari pari al 39% del territorio nazionale, come parte del capitale naturale nazionale e come bene di interesse pubblico, e al contempo promuove la gestione forestale sostenibile del nostro patrimonio forestale che garantisce una gestione del bosco che consente sia un suo utilizzo produttivo che il mantenimento della biodiversità. Ora, molto dipenderà dal modo in cui saranno scritti i decreti attuativi e da come questi garantiranno che le norme regionali siano coerenti con la prospettiva indicata dal Testo”.
Boschi e foreste sono infatti una materia in cui le competenze dello Stato in materia esclusiva di tutela dell’ambiente devono contemperare quelle in capo alle Regioni e alle province autonome per quanto riguarda la pianificazione e la programmazione e la gestione.
“La sfida – prosegue Nicoletti – è garantire la sostenibilità degli ecosistemi forestali italiani e il loro ruolo strategico per quanto riguarda il clima, la biodiversità, la manutenzione e la sicurezza idrogeologica del territorio. È una partita che va giocata seguendo con attenzione la stesura e l’approvazione dei decreti attuativi che saranno frutto della concertazione tra Stato e Regioni, prendendo in considerazione anche i dubbi sollevati dagli interlocutori finora esclusi dalla redazione del testo per migliorare la proposta”.
Legambiente sottolinea, inoltre, come attraverso il provvedimento si intenda promuovere l’economia montana e lo sviluppo delle attività agro-silvo-pastorali, e favorire un razionale utilizzo del suolo, attraverso il recupero produttivo delle proprietà frammentate e dei terreni incolti o abbandonati attraverso il sostegno di forme di gestione associata delle proprietà forestali, tenendo anche conto che il 32,4 % dei boschi è di proprietà del demanio Statale, regionale o comunale.

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