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In libreria La figlia della colpa di Federico Pagliai

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La figlia della colpa, il nuovo libro di Federico Pagliai

Piteglio è un piccolo paese arrampicato sull’Appennino, le case addossare le una sulle altre, le stradine ripide, le finestre che sono tanti occhi aperti sul verde intenso dei boschi,  gli abitanti si conoscono tutti. Niente può esser nascosto per molto tempo, è come se la comunità stessa avesse un’anima dove il singolo partecipa con un po’ della propria storia. Ma gli splendidi boschi che abbracciano il paese e ricoprono quei crinali, si stanno ammalando e strani insetti, mai visti da che si ha memoria stanno invadendo i recessi più ombrosi. Una strana atmosfera pervade cose e persone e per quanto nessuno lo voglia ammettere sta per accadere qualcosa.

Alain viene svegliato nel cuore della notte, lui che adesso abita in Canada e che degli insetti ne ha fatto una professione, lui che ha lasciato la Toscana diversi anni prima, sua zia gli comunica che il marito, lo zio Sirio si è impiccato e che si trova ricoverato tra la vita è la morte. Alain non ci pensa due volte e nel minor tempo possibile raggiunge l’Italia per andare al capezzale di quell’uomo che è stato come un padre. Ma nonostante la lotta contro il tempo le sue gravi condizioni non gli permettono di riabbracciarlo. Sirio non riesce a riprendere conoscenza se non per un attimo e al nipote lascia un criptico messaggio.

Un romanzo questo di Federico Pagliai che ha in sè la grandezza e la bellezza prepotente della montagna, sfogliando le pagine sembra di camminare nei boschi che descrive con un abbraccio di tale nitidezza che la capacità di immaginazione cede volentieri il passo alle sue parole che con eleganza ed efficacia ci restituiscono colori, suoni e profumi dell’Appennino toscano. Tanti i personaggi ben tratteggiati, tanti gli spunti di riflessione per un noir dalle tinte fosche che fa riflettere su più di un aspetto.

Una lettura piacevole che speriamo possa convincere anche chi non ama la montagna a trascorrere un po’ di tempo in luoghi che sembrano abitati da fate e folletti e non solo da oscure presenze, strani insetti e sibilline profezie…

Articolo di: Elena Torre

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