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Conosciamo meglio Blandizzi

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Blandizzi torna con un nuovo album dal titolo “Da noi in Italia” uscito il 27 novembre che vede in un brano la partecipazione straordinaria di James Senese e gli arrangiamenti di Gigi De Rienzo.\r\n\r\nIn questo benedetto assurdo Belpaese: “E’ un affare venire qui in Italia, dove tutto funziona con l’Amalia”; è così che Lino Blandizzi canta nella prima traccia, “Da noi in Italia”, che dà anche il titolo al suo nuovo lavoro discografico (Graf Music/Audioglobe).\r\n\r\nDodici brani che sottolineano, due anime dell’Italia: una corrotta che dà pugni nello stomaco e una sana a cui bisogna riaccendere il cervello. Con sonorità folk-pop un po’ bizzarre, l’espressività della voce di Blandizzi e la spada ben affilata dell’ironia, il singolo apripista introduce al “sistema” che spinge all’inganno: trovare la soluzione più semplice nell’apparente bellezza di “Donn’Amalia” per cui “devi avere uno stato mentale di fare niente e in cambio volare”.\r\n\r\nPassi storici tra passato e presente. “Da noi in Italia”, questione solo di mentalità.\r\n\r\nNoi l’abbiamo incontrato ed ecco cosa ci ha raccontato.\r\n\r\nCanzone d’autore, omaggi illustri, ironia, ricordi tutto e molto altro nel tuo lavoro. Quale il criterio che hai adottato per scegliere la tua track list?\r\n\r\nSi, è vero, è un disco ricco di cose, dodici tracce dalle sonorità folk-pop che ho scelto per denunciare, per poi ricostruire, le due facce del nostro Paese: una corrotta che dà pugni nello stomaco e una sana a cui bisogna riaccendere il cervello. Si parte con il brano “Da noi in Italia” che fa riferimento a un sistema sempre più di tipo camorristico in cui si è sempre più attratti dal grande affare “di fare niente e in cambio volare”, ingannevole, ovviamente.\r\n\r\nTutte le tracce, sono riconducibili ad un viaggio attraverso il disagio, il malcontento sociale, il disincanto della poca partecipazione per cambiare qualcosa, ma non solo. Canto la libertà della diversità, dedico un brano al commissario Ricciardi dei romanzi di Maurizio de Giovanni, un emblema letterario di grande spessore morale, rifletto e racconto sulla mancanza di lavoro di quei giovani costretti ad abbandonare l’Italia in cerca di un futuro, aggiungo versi e musica a una poesia tutta al femminile dando voce alla sua anima, omaggio due grandi artisti come Jannacci e Carosone e c’è un appello a tutti per la salvaguardia dei beni artistici e culturali. Un’altra traccia “Il buongiorno del caffè” è una dedica alla bevanda simbolo di italianità nel mondo e, come “Na tazzulella ‘e cafè” di Pino Daniele, è molto più di un liquido rigenerante; inoltre per non dimenticare, c’è una canzone dedicata alle 40 vittime della tragedia di Monteforte Irpino di due anni fa, ancora in attesa di una sentenza che renda giustizia. Parlo, poi, della dura vita nel deserto, che non spegne il sorriso dei bambini Saharawi che ogni anno vengono accolti in Italia da Associazioni di volontariato. In coda, invece, il viaggio riprende lungo la storia dell’Italia con il brano “Con un Paese nel Cuore”, facendoci salire sul “treno del tempo”, “riportando alla luce la memoria e il sapere”. La canzone vanta un super-ospite come James Senese che con il suo personale linguaggio, il suono incredibile e inconfondibile del suo sax, entra nel mondo delle mie immagini, impreziosendole. Per me, un sogno che si avvera.\r\n\r\n \r\n\r\nCosa c’è Da noi in Italia?\r\n\r\nC’è soprattutto “Donn’Amalia” che spesso per molti è l’unica opportunità. Punti di riferimenti troppo lontani dalla bellezza; eppure. in Italia ne abbiamo da vendere ma i media ci propinano continuamente solo fiction violente, trasmissioni con un’aggressività inaudita, mancanza di futuro, musica usa e getta, videogiochi allucinanti, malasanità, malavita, malapolitica, malagiustizia, malafinanza, malaffare e noi zitti, forse troppo scoraggiati?\r\n\r\n \r\n\r\nQuanto è difficile o meno usare l’ironia?\r\n\r\nL’ironia, assolutamente aiuta, soprattutto se viene usata bene e se è capita da chi ascolta. Penso sia un buon metodo che permette di poter parlare di tematiche importanti con leggerezza, anche ai più disinteressati.\r\n\r\n \r\n\r\nNel disco anche importanti omaggi… perchè?\r\n\r\nEnzo Jannacci, mi ha sempre colpito per come ha saputo raccontare la vita e la disgregazione dell’Italia con la sua arte e la sua sapiente ironia. Canticchiavo “E la vita, la vita” di Jannacci sin da piccolo, è stata una delle prime canzoni che ho imparato a suonare. Un brano che descrive molto bene anche l’Italia di oggi. Invece l’omaggio all’indimenticabile Maestro Renato Carosone dà uno spazio privilegiato alle mie radici con “T’aspetto ‘e nove”, straordinaria ballad e struggente brano d’amore.\r\n\r\n \r\n\r\nChe ruolo ha o deve avere il cantautorato oggi?\r\n\r\nHa un ruolo molto importante: grazie alla musica può denunciare, raccontare, facendo arrivare attraverso la poesia forti messaggi lì dove anche grandi intellettuali non arrivano. Al momento credo che la cosa migliore da fare sia quella di essere liberi da qualsiasi condizionamento che impone il sistema discografico. Non farsi troppo influenzare dal genere a seconda del vento che tira. Anche tra mille difficoltà, restare indipendenti.\r\n\r\n \r\n\r\nCon quale atteggiamento o propensione d’animo ti poni verso il presente?\r\n\r\nIl presente è come una lunga corsa ad ostacoli e, anche tra mille difficoltà, bisogna cominciare ad agire, dicendo chiaramente come stanno le cose e non nascondere nulla a se stessi. “Questione solo di mentalità”. Con un presente così difficile non bisagna scoraggiarsi, bisogna, invece, insistere nella direzione e nell’idea di un forte cambiamento.\r\n\r\n \r\n\r\nCosa ti aspetta nei prossimi mesi?\r\n\r\nUn tour promozionale in tutta Italia, per portare il mio piccolo contributo di denuncia di quella parte corrotta dell’Italia e far riemergere quella sana che ha bisogno assolutamente di risvegliare il cervello. Comunque malgrado tutto, c’è “l’Italia che resiste”, come cantava Francesco De Gregori in “Viva l’Italia”.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nIntervista di: Matilde Alfieri\r\n\r\n 

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