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I nazisti della porta accanto

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Ricorre oggi il settantesimo anniversario del processo di Norimberga\r\n\r\n \r\n\r\nERIC LICHTBLAU\r\n\r\nI NAZISTI DELLA PORTA ACCANTO\r\n\r\nCome l’America divenne un porto sicuro per gli uomini di Hitler\r\n\r\nDal Premio Pulitzer Eric Lichtblau uno straordinario esempio di giornalismo investigativo: la storia di come anche gli Stati uniti divennero un rifugio sicuro per gli uomini di Hitler.  Diritti venduti in 6 Paesi. La acuta e coinvolgente ricostruzione di fatti che credevamo di conoscere e che invece nessuno, prima di Eric Lichtblau, aveva raccontato.\r\n\r\n \r\n\r\nEric Lichtblau ha controllato in ogni particolare i documenti inediti e raccolto preziose testimonianze, ricostruendo con lavoro meticoloso i fatti di una storia vera che ha dell’incredibile. Leggendo queste pagine sorprendenti si ha l’impressione di avere davanti agli occhi la sceneggiatura di un film di fantaspionaggio. È ampiamente noto che dopo il crollo del Terzo Reich migliaia di gerarchi nazisti trovarono rifugio in Sudamerica, specialmente in Argentina. Criminali di guerra come Mengele, Eichmann, Priebke, Barbie e numerosi altri fuggirono indisturbati, avvalendosi dell’assistenza di una misteriosa ed efficiente organizzazione, nome in codice Odessa, che operava in tutta Europa anche con l’aiuto di alte autorità ecclesiastiche e della Croce Rossa. Si sospettava che dopo la guerra molte centinaia di nazisti si fossero insediati indisturbati anche negli Stati Uniti, ma nessuno prima di Eric Lichtblau lo aveva raccontato. Incredibilmente, molti di loro, benché riconosciuti come criminali di guerra, furono reclutati dall’FBI e dalla CIA e utilizzati come informatori negli anni della Guerra fredda A molti furono ribaltate le imputazioni a loro carico grazie all’intervento diretto del capo dell’FBI, J. Edgar Hoover. Secondo quanto contenuto nei documenti che Lichtblau ha potuto esaminare dopo la loro desecretazione, le autorità dell’FBI e della CIA erano convinte che la collaborazione dei nazisti «moderati» potesse risultare utile per la sicurezza degli Stati Uniti. Fu così che per molti anni, protetti dalla passività e dall’acquiescenza delle agenzie americane, personaggi come Ivan Demjanuk, meglio noto ai sopravvissuti del campo di concentramento di Sobibor come Ivan il Terribile, Otto von Bolschwing, già ufficiale delle SS e stretto collaboratore di Adolf Eichmann, Jakob Reimer, noto per aver partecipato alla «liquidazione» del ghetto di Varsavia, e numerosi altri nazisti, vissero indisturbati negli Stati Uniti in quanto «meritevoli di protezione».\r\n\r\n \r\n\r\nEric Lichtblau è un giornalista investigativo, attivo nella sede di Washington, del «New York Times», e vincitore del premio Pulitzer nel 2006 grazie a una serie di articoli dedicati alle registrazioni telefoniche illegali autorizzate da George W. Bush dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001. Ha lavorato per il «Los Angeles Times», ed è autore diBush’s Law. The Remaking of American Justice. Per la scrittura di questo libro – il primo dell’autore tradotto in italiano – è stato Professore ospite presso lo United States Holocaust Museum di Washington.\r\n\r\n \r\n\r\nFonte: Bollati Boringhieri

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