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Gae Campana: l’intervista

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Sei un musicista poliedrico, ti piace cambiare veste, suoni con gruppi emergenti e nello stesso tempo apri concerti di artisti importanti. Dove risiede la tua identità?\r\n\r\nIn  effetti faccio ancora un po’ fatica a collocarmi in un solo posto. Forse darsi un identità precisa è difficile perché  in questo modo devi tagliare, soffocare, alcune parti di te che invece di fatto esistono.  O, anche se non esistono più, ci sei comunque affezionato perché hanno significato tanto per te in passato. Come tagliarti i capelli lunghi dopo anni oppure buttare via per sempre un paio di scarponi anfibi.\r\n\r\nIl mondo dello spettacolo invece vuole chiarezza, vuole sapere chi sei, non ha tempo, vuole semplificazione. \r\n\r\nScegliere di definirmi cantautore è già stato un grande passo in questo senso, anche se poi capita (mi è successo ieri alla fine di un concerto solo chitarra e voce) che uno spettatore venga a dirti ”ma tui non sei un cantautore… la tua musica è varia, c’è ironia… tu vari tra blues, bosssanova, ballad.. il cantautore di solito è più piatto, così è bello”\r\n\r\nQuindi diciamo che sono un cantautore che però forse sa sorprendere lo spettatore che  ha voglia di mettersi in gioco. \r\nQual è la suggestione musicale che ti assomiglia di più?\r\n\r\nScopro che col passare del tempo ho bisogno più di togliere che di aggiungere. Credo di andare verso una dimensione artistica più minimale rispetto al passato.\r\n\r\nHo bisogno di dire poche cose ed essere certo che arrivino.\r\n Come musicista cosa ti piace ascoltare e quali sono, se ci sono, gli autori o i generi musicali che ti si appiccicano addosso?\r\n\r\nIn questo periodo ascolto artisti come Max Gazzè, Simone Cristicchi, Colapesce, artisti creativi che hanno anche la capacità di comporre belle canzoni.\r\n\r\nPaolo Nutini grande vocalità, Battiato & Antony, Luigi Tenco, diciamo che mi piace spaziare con gli ascolti. Non credo ci sia un solo genere musicale cui faccio riferimento.\r\n\r\nQuando nasce Mondo Matrioska?\r\n\r\nMondo Matrioska nasce alla fine del ‘2013 dopo un anno di lavoro. E’ stato registrato presso lo Studio Flessibile di Castel Frentano  con i preziosi suggerimenti e l’aiuto di Lucio Piccirilli. Nasce grazie alla partecipazione di molti musicisti che hanno partecipato con passione alle registrazioni dando il massimo. \r\n\r\nEsce grazie all’incontro dell’etichetta Music Force di Chieti.\r\n Cosa è confluito in questo tuo album d’esordio?\r\n\r\nSi tratta di brani nati negli anni e chiusi in un cassetto per poi essere ripresi alla fine del 2011, quando abbiamo iniziato a lavorare al disco.\r\n\r\nCi sono anche canzoni che in precedenza erano state incluse in un mini ep dal nome Electroquiet, si trattava di un progetto in inglese che poi non è andato avanti. Ero affezionato alle canzoni quindi ne ho riscritto i testi in italiano. My Love, che poi è diventata Non dimenticare.  Clever che adesso è Solo adesso. Due pezzi direi di area Latin.\r\n\r\nC’è “Trivella più che puoi” si tratta di un riff blues che avevo scritto molti anni fa, dai tempi in cui ascoltavo Robert Johnson e suonavo solo blues. Non c’era il testo ma poi ho sentito il bisogno di dedicare un pensiero al problema della petrolizzazione delle nostre coste abruzzesi  e mi è venuto naturale pensare al blues che è un canto di protesta e sofferenza. \r\n\r\nC’è Mondo Matrioska che forse è la canzone che mi sta portando più fortuna insieme a Quintino ha perso il treno.  \r\n\r\nSi tratta comunque di brani da cui di sicuro non mi volevo separare e anche per questo è nato il disco. Per mettere un punto e andare a capo, per voltare pagina senza perdere quello che era germogliato fino a quel momento. \r\n\r\nIntervista di: Elena Torre

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