Home Libri FAUSTA GARAVINI LE VITE DI MONSÙ DESIDERIO

FAUSTA GARAVINI LE VITE DI MONSÙ DESIDERIO

588
SHARE

Il mistero circonda François de Nomé, detto Monsù Desiderio, uno straordinario pittore del Seicento. Ben poco si sa di lui: nato a Metz, in Lorena, visse in Italia, tra Roma e Napoli. Dipinse architetture fantastiche squassate da silenziosi cataclismi, abitate da statue spettrali che sembrano muoversi come figure viventi. Scenari da incubo, sogni pietrificati, il gran teatro della morte e della notte. Su questi quadri densi di ambigue valenze Fausta Garavini costruisce il romanzo di Monsù Desiderio, disegnandone una possibile biografia. La difficile infanzia lorenese, poi l’adolescenza a Roma, dove impara la pittura, incrocia gli artisti del momento e partecipa alla variopinta e tumultuosa vita della città: conosce la corruzione della corte papale, il sesso, i bassifondi, le feste, i soprusi contro gli ebrei, le prediche infuocate dei frati contro le forze demoniache, ma orecchia anche i segreti che filtrano dai circoli ermetici in cui si riuniscono i seguaci di Bruno e Campanella. In questo clima eterogeneo e straniante s’insinua in lui la fascinazione per le antiche rovine, simbolo di una sofferta inclinazione a registrare i crolli interiori, il senso della vanità del tutto. Ventenne, si sposta a Napoli e altre esperienze lo segnano: l’amore per Isabella, l’incontro con lo scienziato, astrologo e “mago” Giambattista Della Porta, la miseria del popolo, le crudeltà del governo spagnolo. Ed ecco che i suoi quadri si caricano di celata rivolta, e l’elemento magico diventa forza visionaria, deformazione della realtà, capacità di dipingere non quello che si vede, ma quello che si intravede: il futuro di distruzione verso cui ogni cosa corre inesorabilmente. Non riuscirà a trovar pace il suo spirito inquieto. Il nuovo libro di Fausta Garavini racconta un secolo controverso, traboccante di violenza e di bellezza, percorso dai tormenti della fede e dai fermenti della nuova scienza. Umori e colori che ci vengono restituiti da una scrittura elegante, coinvolgente come il ricamo di uno splendido arazzo.\r\n\r\n \r\n\r\nFausta Garavinistudiosa di letteratura francese e occitanica, traduttrice e scrittrice, ha insegnato alla Facoltà di Lettere di Firenze. È autrice della traduzione integrale dei Saggi di Montaigne (1966, nuova edizione Bompiani 2012) e di numerosi lavori critici fra cui L’Empèri dóu Soulèu (1967), I sette colori del romanzo (1973), Il paese delle finzioni (1978), La casa dei giochi (1980), Parigi e provincia (1990), Mostri e chimere (1991). Redattrice di “Paragone-Letteratura” dal 1972, ha pubblicato diversi racconti in rivista. Fra i suoi romanzi, Gli occhi dei pavoni (1979), Diletta Costanza (1996), Uffizio delle tenebre (1998), In nome dell’Imperatore (2008). Presso Bompiani ha pubblicato Diario delle solitudini (2011) e Storie di donne (2012).\r\n\r\n \r\n\r\nImmagine di copertina: François de Nomé, La testa di San Giovanni Battista presentata a Salomè, 1620-1624, olio su rame, Baltimora, The Walters Art Museum.\r\n\r\nFonte: Alba Donati

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.