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FESTIVAL DI PIANO ROMANTICO FRANCESE

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\r\n\r\nGiovedì 30 maggio 2013\r\n\r\nDANS L’INTIMITÉ DES ROMANTIQUES\r\n\r\nMusiche di Frédéric Chopin, Théodore Gouvy, Franz Liszt\r\n\r\nEmmanuelle Swiercz, pianoforte\r\n\r\nConservatorio “Luigi Cherubini”\r\nFirenze\r\nOre 21\r\n\r\nin collaborazione con\r\nPalazzetto Bru Zane, Centre de musique romantique française,\r\nInstitut français Firenze\r\n\r\nIl “pezzo di genere” fiorisce in età romantica sotto l’influsso di quello spirito rapsodico che definisce l’intero Ottocento: la mente sembra libera da costrizioni formali e si dispiega a seconda dell’ispirazione del momento. Ma già le epoche precedenti incoraggiavano questa creatività attraverso l’arte dell’improvvisazione. I preludi romantici (Chopin, Kalkbrenner, Hummel…) riprendono questa vena barocca, ravvivata da armonie sulfuree e spesso sorprendenti. Contemporaneamente quei “pianisti-poeti” che furono Chopin, Heller o – in Germania – Mendelssohn, Schumann e Brahms inventano il “notturno”, l’“intermezzo”, la “rapsodia”… Perfi no lo “studio” pianistico, genere didattico che parrebbe così poco propizio all’effusione dell’anima, si carica di un pathos nuovo. Poiché, accanto a Cramer o Czerny, Hélène de Montgeroult, Chopin, Liszt, Chaminade e Saint-Saëns gli conferiscono una nuova capacità espressiva. Certe menti rivoluzionarie, come Alkan, non esiteranno a conferirgli una spettacolare dimensione temporale (dai venti ai trenta minuti).\r\n\r\n\r\n

www.bru-zane.com\r\nwww.institutfrancais-fi renze.com\r\nwww.conservatorio.firenze.it\r\n

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Sabato 1 giugno 2013\r\n\r\nWAGNER À LA FRANÇAISE\r\n\r\nMusiche di Alfred Jaël, Franz Liszt, Richard Wagner, Alfred Jaël\r\n\r\nDana Ciocarlie – pianoforte\r\n\r\nConservatorio “L. Cherubini”\r\nFirenze\r\nOre 21\r\n\r\nin collaborazione con\r\nPalazzetto Bru Zane, Centre de musique romantique française,\r\nInstitut français Firenze\r\n

\r\n\r\nMovimento culturale senza precedenti in Europa e tra i più rilevanti dell’Ottocento, il “wagnerismo” ha trovato in Francia la sua terra elettiva: dalla metà dell’Ottocento fino almeno al 1914, è ragguardevole l’influsso artistico, sociale e politico di Richard Wagner. I primi propagatori del suo pensiero e della sua opera appartengono agli ambienti letterari\r\nd’avanguardia. Nonostante lo “scandalo” di Tannhäuser a Parigi nel 1861 e a dispetto delle tensioni politiche legate alla guerra franco-prussiana del 1870, le società concertistiche inseriscono progressivamente Wagner nei loro programmi. A partire dal 1876 i melomani e i musicisti vanno in pellegrinaggio a Bayreuth, centro nevralgico dell’Europa wagneriana. Gli scrittori s’ispirano all’opera del Maestro (Baudelaire, Mallarmé, Claudel, Louÿs, Proust) e i pittori cercano i suoi equivalenti pittorici (Fantin-Latour, Redon, Maurice Denis). Di certo i compositori sono profondamente segnati dall’opera di Wagner (Franck, Duparc, Chausson, Ropartz…), e un rifiuto violento si rivela talvolta l’unica soluzione per emanciparsene (Debussy, Saint-Saëns). Non è esagerato affermare che il wagnerismo fu uno dei fenomeni più strutturanti della Francia musicale del Secondo Impero e della Terza Repubblica.\r\n\r\n\r\n

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Domenica 2 giugno 2013\r\n\r\nRELIRE WAGNER\r\n\r\nMusiche di Charles-Valentin Alkan, Richard Wagner, Richard Wagner/ Alfred Jaell, Richard Wagner/ Franz Liszt, Richard Wagner / Louis Brassin Hugo Wolf\r\n\r\nWilhem Latchoumia, pianoforte\r\n\r\nore 21\r\n

\r\n\r\nL’aggettivo “wagneriano” non definisce nell’Ottocento una serie di principi tecnici riconosciuti o una precisa estetica, ma più in generale un gusto per il “bizzarro”, lo “scientifico” e il “moderno”. È solo perché si scontra con la mentalità francese e si contrappone alla concezione del teatro lirico come luogo di distrazione che la musica di Wagner viene frettolosamente assimilata a uno stile sconvolgente: quello della “musica dell’avvenire” che perora la “melodia infinita”. Ma lo si conosce bene, Wagner, a Parigi?\r\nNo di certo, poiché bisogna attendere la prima di Lohengrin nel 1891 perché l’Opéra tenga a lungo in cartellone un’opera del maestro.\r\nCiò non toglie che il “wagnerismo”, inteso questa volta come procedimento artistico, susciti dopo gli anni Ottanta un entusiasmo che esplode tanto negli ambienti altolocati della capitale francese (il viaggio a Bayreuth è di rigore per il perfetto snob) quanto nei salotti artistici d’avanguardia.\r\n\r\n\r\n

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II  festival Suona francese è organizzato e promosso dall’Ambasciata di Francia in Italia e l’Institut français Italia, con il sostegno dell’Institut français, della Fondazione Nuovi Mecenati, della Sacem, del Ministère de la Culture et de la Communication e del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca – Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica.\r\n\r\n

\r\nSuona francese\r\n\r\nOfficial Web site:\r\nhttps://www.institutfrancais-italia.com/\r\n\r\nSocial Media:\r\nhttps://www.facebook.com/Suona.francese\r\ntwitter.com/suonafrancese\r\n#suonafrancese\r\n

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