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Anna Marani l’intervista

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-2Torna sulla scena letteraria la scrittrice Anna Marani che da poco ha riportato all’attenzione dei suoi lettori due nuove avventure narrative… noi l’abbiamo incontrata per saperne qualcosa di più… cominciamo con Scacco al pedone e tra qualche tempo ci dedicheremo al suo nuovo giallo…\r\n\r\nSotto quali spinte nasce questo moderno panphlet?\r\n

Ogni mattina, quando raggiungo l’ufficio – talvolta con l’impressione di essere appena stata miracolata – scambio con i colleghi impressioni e commenti sulle rispettive avventure mattutine nel traffico. Chi affronta la tangenziale, chi l’autostrada o qualche impervia statale, ognuno assiste a episodi inenarrabili, che tuttavia si sente l’impulso di raccontare, per una sorta di protagonismo o, più probabilmente, per sfogarsi. “Ce n’è abbastanza da scriverci un libro”, capitava di ripetere fino a qualche tempo fa. Diciamo che, quanto a questo, con me si sfondava una porta aperta…

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Da dove nascono secono te comportamenti tanto scellerati?

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 Principalmente, ritengo, dal fatto che siamo tutti troppo stanchi e stressati da una routine che ci costringe a tempi sempre sul filo del rasoio. Facciamo talmente tante cose in tempi così strizzati che premere sull’acceleratore è quasi una necessità. Se devi portare i figli all’asilo alle otto e alle nove bisogna timbrare un cartellino e, nel frattempo attraversare la città, si direbbe che non ci sia scelta. Siamo stressati e, giocoforza, nervosi e distratti. Se a questo si aggiunge che la società ci impone di essere anche competitivi, ecco che entra in gioco anche l’incapacità di accettare che possiamo commettere degli errori. Credo che, in questa maniera, sia fin troppo facile incorrere in controversie.

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Quali sono le cause che fanno dimentircare all’automobilista di essere nel tempo stesso un potenziale pedone?

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Non sono una psicanalista, quindi posso solo esprimere un giudizio personale in questo senso: oggi la macchina è diventata quasi un’appendice, riflette uno status sociale. Se è grossa e potente, talvolta serve a comunicare che quelli grossi e potenti siamo noi. Quindi, se una persona a piedi attraversa la strada, in un certo senso è come se la tagliasse a noi. E, anche se lo fa rispettando le regole, ossia utilizzando un passaggio pedonale, non avendo bisogno di chiederci il permesso ci fa sentire, in qualche modo, privati di un nostro potere.

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Invece, quando siamo appiedati, ci sentiamo sì più vulnerabili, ma non al punto da dimenticare che abbiamo comunque dei diritti. E, conoscendo l’altra faccia di noi, cioè quella ‘da automobilista’, sappiamo di dover stare attenti.

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Cosa ti aspetti da questa garbata invettiva?

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Senz’altro non ho pretese di insegnamento, prendo anch’io le mie brave multe, anche se cerco di stare attenta e di usare prudenza. Insomma, non sono certo uno stinco di santo. Spero, però, di invitare a una riflessione specialmente i neopatentati, in modo che non si facciamo prendere dall’entusiasmo con troppa facilità. Che si faccia per necessità o per piacere, guidare è una responsabilità che mette nelle nostre mani le vite di altri, non solo la nostra. Mi piacerebbe che fossimo tutti dotati di un po’ più di coscienza, che stessimo più attenti a osservare regole talvolta semplicissime, che invece per stanchezza o pigrizia ignoriamo. Per esempio, dalle mie parti sembra che usare gli indicatori di direzione sia passato di moda, eppure nessuno di noi è in grado di leggere nel pensiero o di indovinare dove intendiamo svoltare. Quando si affrontano le rotatorie, dove si verificano spesso incidenti, le frecce sono di un’utilità smisurata… ma in pochi sembrano comprenderlo. Per quanto riguarda le rotatorie, sospetto, in realtà, anche una certa ignoranza di fondo, nel senso etimologico del termine. Sembra che siamo tutti piuttosto confusi su come si debba fare… e su questo sì, ho fatto un po’ la maestrina.

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Quale canale hai scelto per la  sua diffusione?

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Attualmente il libro – che definirei più un libretto… non proprio di circolazione ma concedetemi la licenza poetica – si può ordinare mediante ilmiolibro.it, alla pagina https://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=923563, oppure presso le librerie LaFeltrinelli. Dopo Pasqua, il libro sarà disponibile anche in versione e-book per i più tecnologici, a un prezzo molto contenuto.

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Come hai realizzato le vignette?

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Il pedone e i cavalli motore delle auto mi hanno ispirato in tal senso, quindi ho motorizzato i pezzi degli scacchi, dando loro un volto e… ruote e fanali. Ho lavorato soprattutto con photoshop, un programma molto versatile e funzionale, cercando di rendere i personaggi simpatici a dispetto delle circostanze e con qualche eccezione.

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Tra quelli che ho realizzato, pezzo che preferisco è indubbiamente lo scooter una specie di pedone su ruote con il caschetto ben calzato. L’anello di congiunzione tra il pedone e l’automobilista, insomma…

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Intervista di: Elena Torre

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