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Pesca illegale Con sanzioni irrisorie l’Italia rischia una multa da 120 milioni di euro

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E’ in dirittura di arrivo il decreto legislativo di attuazione dei Regolamenti comunitari sulla pesca illegale e sui controlli.\r\n\r\nLe organizzazioni ambientaliste, Greenpeace, Legambiente, Marevivo e la coalizione OCEAN2012, ricevute oggi in audizione in Commissione Agricoltura della Camera dei deputati, hanno evidenziato la palese difformità del testo dello schema di decreto con le prescrizioni comunitarie.\r\nL’Unione Europea infatti, individua una serie di infrazioni gravi a cui devono corrispondere sanzioni dissuasive, efficaci e proporzionate mentre il governo punta a risolvere il grave problema della pesca illegale in Italia con lievi sanzioni dal minimo effetto deterrente.\r\n\r\nL’Italia, già sanzionata dall’UE nel 2009 “non avendo provveduto in misura sufficiente a che fossero adottati adeguati provvedimenti nei confronti dei re­sponsabili delle infrazioni alla normativa comunitaria”, ed è entrata lo scorso settembre in seconda procedura di infrazione per le stesse carenza nel dispositivo legislativo. Se non si introducono con questo decreto delle misure realmente efficaci e totalmente corrispondenti alla normativa comunitaria quindi, l’Italia rischia una nuova condanna e una multa da 120 milioni di euro, come dichiarato lo scorso luglio dal Commissario UE per gli affari Marittimi e la Pesca, Maria Damanaki.\r\n\r\nLa pesca senza licenza, senza autorizzazioni, senza bandiera, la pesca di specie vietate e in tempi e luoghi vietati, la pesca di stock di cui è esaurita la quota, la pesca con attrezzi e strumenti vietati non può essere perseguita con multe irrisorie rispetto a quanto previsto dalla legislazione europea.\r\n“Questo schema di decreto – dichiarano Greenpeace, Marevivo, Legambiente e la coalizione OCEAN2012 – è un’occasione che il nostro Paese non può mancare per mettersi in regola con quanto richiesto dall’UE e dimostrare che si vuole combattere seriamente la pesca illegale”.\r\n\r\nFonte: Ufficio stampa Legambiente

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