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Le nozze del secolo: William di Galles e Catherine Middleton…

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Al British Institute of Florence la comunità inglese e personalità cittadine riunite per brindare all’evento in onore dell’ex allieva Kate Middleton\r\n\r\nFIRENZE, 29 APRILE 2011 – “To the Royal couple, to the Queen, to the Presidente della Repubblica”: il brindisi del British Institute of Florence ha celebrato così le nozze di Sua Altezza Reale Principe William di Galles con Miss Catherine Middleton.\r\nRiuniti nella “Sala Ferragamo” di Palazzo Lanfredini, oltre 100 invitati si sono assicurati un posto per l’esclusivo evento che ha visto la numerosa comunità inglese residente a Firenze e le personalità fiorentine assistere alla diretta televisiva mondiale del matrimonio del secolo mandata in onda dalla BBC.\r\n\r\nL’evento ideato dalla nuova direttrice del British Institute Sara Milne, che insieme ad Amanda Lowe, responsabile dei corsi di lingua e a Mark Roberts, storico dell’istituto, ha accolto calorosamente invitati e giornalisti, è stato un modo per rendere un omaggio speciale ad una ex allieva, quella giovane Kate Middleton che nel 2000 trascorse tre mesi a Firenze seguendo i corsi di lingua italiana e storia dell’arte che rappresentano il fiore all’occhiello del dinamico istituto britannico fondato a Firenze nel lontano 1917.\r\n\r\nGli ospiti hanno assistito con commozione alla solenne cerimonia, che è stata proiettata su maxi schermo, dove hanno potuto ammirare nei particolari l’evento, l’abito nuziale semplice ma regale della sposa, e l’emozione del Principe William al momento del fatidico sì.\r\n\r\nL’abbazia di Westminster, per l’occasione trasformata in un verde giardino con alberi scenograficamente posizionati lungo la navata centrale in onore del luogo di nascita della principessa, ha accolto oltre 1900 illustri ospiti tra i quali i Marchesi Frescobaldi.\r\n\r\nA Firenze, gli ospiti si sono idealmente raccolti intorno alla coppia reale assistendo alla diretta tv nella sala più prestigiosa della biblioteca “Harold Acton”. In prima fila tra gli illustri ospiti, Wanda Ferragamo patron dell’Istituto, David Broomfield console britannico a Firenze, i conti Capponi e Domenico Savini esperto di storia araldica.\r\n\r\n“Sono lieta e orgogliosa di poter accogliere gli amici del British Institute di Firenze a questo evento che ha “captured the hearts” del popolo italiano – ha dichiarato Sara Milne – Ĕ molto bello quando si può condividere un momento storico e speciale di questo genere con amici stretti. Ci sentiamo come se fossimo a casa, anche se lontani. Spero di poter continuare ad offrire al British altri eventi che celebrano il nostro rapporto speciale con la città di Firenze e di far vedere un giorno direttamente alla nuova Principessa i commenti affettuosi che hanno lasciato i visitatori in occasione del suo matrimonio.”\r\n\r\nCome molti inglesi amanti dell’arte la Signorina Middleton volle approfondire i suoi studi nella nostra città durante il suo “Gap Year”, l’anno sabbatico che molti studenti inglesi decidono di dedicare ai viaggi studio. Dopo i primi contatti con l’istituto avvenuti telefonicamente, la neo principessa si iscrisse ad un corso di italiano avanzato, livello “A” (cioè Advanced Level), seguendo inoltre lezioni di storia dell’arte rinascimentale.\r\nA Firenze la giovane Kate decise di vivere in un appartamento del centro storico (a pochi passi dalla sede della scuola in Piazza Strozzi) condiviso con altre quattro studentesse.\r\n\r\nÈ facile immaginare la sua vita da brillante allieva dell’stituto: la mattina la possiamo immaginare a prendere un caffè al bar Megàra, ancora molto frequentato dagli studenti del British Institute, a due passi dalle vetrine di via Tornabuoni.\r\n\r\nNel 2000 come ancora oggi la scuola organizzava un “welcome drink”, cioè un saluto di benvenuto agli studenti da parte della direzione e dello staff dell’Istituto per un primo orientamento nella nuova città. Durante la prima settimana del corso gli studenti erano e sono anche invitati al “Pizza evening”, dove in un clima informale fanno amicizia e si scambiano le prime impressioni della città.\r\n\r\nLa mattina Kate frequentava i corsi di lingua e cultura italiana in Piazza Strozzi a Palazzo Strozzino con docenti madrelingua, e forse lezioni aggiuntive d’italiano chiamate nel 2000 “Grammar Clinic” e oggi più ironicamente “Aiuto”.\r\n\r\nSempre in quegli anni la scuola organizzava pranzi con gli insegnanti, di solito in un ristorante con cucina tipica toscana accanto alle poste centrali di piazza Repubblica.\r\n\r\nNel pomeriggio si attraversava l’Arno, sul ponte di S. Trinita, per arrivare alla Biblioteca Harold Acton dove si tenevano e si tengono le lezioni di storia dell’arte, e si organizzano anche tour esterni dei principali musei, gallerie e monumenti, sempre accompagnati dai docenti. Certamente Katherine Middleton si sarà fatta una buona conoscenza di base sull’arte del Rinascimento, nella speranza che questo le sia sempre fonte d’ispirazione.\r\n\r\n“I nostri studenti sono fedeli, rimangono affezionati all’Istituto e a Firenze. Molti di loro ritornano per studiare o solo per salutarci, alcuni sono diventati Governatori del British stesso. Alcuni di loro sono presenti anche tra il pubblico degli spettatori di oggi – ha aggiunto Sara Milne – Speriamo vivamente di ospitare la nuova Principessa il prima possibile, forse accompagnata da suo suocero, il Principe di Galles, nostro Patron insieme alla Signora Wanda Ferragamo”.\r\n\r\nÈ importante ricordare che il British Institute of Florence entrò letteralmente nella storia per essere il primo degli istituti culturali britannici a operare al di fuori del Regno Unito, rappresentando inoltre il modello da cui si prese spunto alla nascita del British Council nel 1934.\r\n\r\nNella fervida Firenze di inizio Novecento, caratterizzata già dalla presenza di una ben radicata comunità inglese, quella di creare uno spazio e una biblioteca dove fosse possibile uno scambio culturale tra il mondo inglese e quello italiano divenne una vera e propria necessità e ancora oggi accolgono studenti e studiosi da tutto il mondo.\r\n\r\nLe attività culturali che caratterizzano il lavoro svolto a Firenze dal British Institute sono molteplici e supportate da una delle più grandi biblioteche di libri in prestito in lingua inglese, la “Harold Acton Library”, con oltre 50.000 volumi su scaffali aperti.\r\n\r\nVissuta da molti come un vero e proprio rifugio letterario anglo-fiorentino nel cuore della città, la biblioteca avvolge i visitatori in un’atmosfera d’altri tempi, grazie alla presenza di collezioni di antichi volumi autografati, periodici del 1800 e sezioni di storia dell’arte, musica, storia, letteratura inglese ed italiana, topografia e viaggi.\r\n\r\nLa valorizzazione della cultura inglese passa anche dai corsi di lingua che il British Institute of Florence offre ad adulti e ragazzi di ogni età.\r\n\r\nQui i più piccoli imparano la lingua inglese già a partire dai 5-6 anni tramite momenti di gioco ed esercizi studiati per l’infanzia.\r\n\r\nIl percorso scolastico prosegue con la preparazione di corsi e workshops su aspetti della cultura anglofona dedicati a studenti di ogni grado fino all’università.\r\nL’istituto è inoltre il principale centro autorizzato in Toscana per gli esami dell’Università di Cambridge, la più importante certificazione per quanti studiano l’inglese come lingua straniera.\r\n\r\nLa natura internazionale del British Institute si riflette inoltre nel programma di collaborazione internazionale con alcune delle migliori università britanniche e con l’accoglienza a Firenze di studenti delle università inglesi di Cambridge, Leicester, Leeds e di università americane tra cui James Madison, Iowa State University e Wisconsin Green Bay, che si recano in Toscana per seguire i corsi di lingua italiana e di storia dell’arte del Rinascimento e per approfittare dell’occasione di immergersi nella cultura italiana offerta dai corsi in lingua italiana e storia dell’arte, come fece la giovane Catherine Middleton.\r\n\r\nL’appuntamento organizzato in occasione delle nozze reali, vuole quindi essere un omaggio dell’istituto alla ex allieva, ma anche un modo per rappresentare egregiamente il ruolo di “ponte” tra le due culture che questo riveste da quasi un secolo ma anche rappresentare quel segnale di stabilità indirizzato alla comunità inglese fiorentina, che nelle scorse settimane ha appreso, con non poca preoccupazione, la notizia della prossima chiusura del consolato britannico, prevista per la fine del 2011.\r\n\r\nFonte: Ufficio Stampa Wega Comunicazione

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