Axel Scapin nato a Desio l’11 Gennaio 1997. Diplomato all’IIS come perito elettrotecnico, nel 2017 si è iscritto alla Scuola del Fumetto di Milano finendo il suo percorso nel 2020.
Ha collaborato con realtà internazionali quali Orb Art Studio come illustratore e NFT artist.
Attualmente lavora come Fumettista presso Future Fiction.
“Come e quando hai deciso di fare il disegnatore e cosa significa per te essere un disegnatore?”
“Nonostante fin da piccolo leggessi fumetti e libri illustrati, non avevo mai pensato che quello fosse un lavoro nel senso più
pratico del termine cioè con consegne, stipendio, datori e dipendenti.
Per me questi prodotti semplicemente esistevano e forse qualcuno veniva pagato.
Quando su suggerimento delle persone che avevo vicino, le quali insistevano per farmi “seguire la mia passione”, mi sono iscritto ad un corso serale di disegno e fumetto, ho avuto un primo contatto con una persona che lo faceva di lavoro.
Mi spiegò come avere un metodo, che esistevano vari tipi di applicazioni del disegno per vari tipi di clienti e infine mi
consigliò di iscrivermi ad una Scuola. Alla Scuola ho scoperto autori, mercati e soprattutto lo studio che esiste dietro ad un’opera creativa.
Da lì in poi ho capito che questo poteva essere un lavoro appagante e che avrei potuto fare per molti anni senza stancarmi.
Essere un disegnatore significa essere un artigiano. Invece di creare beni di uso quotidiano, creiamo intrattenimento
di uso quotidiano. Ovviamente tutti noi abbiamo bisogno di un elettricista che ci permetta di usare i nostri elettrodomestici o un idraulico che ci permetta di usare l’acqua, ma quando torniamo a casa da lavoro abbiamo acceso la luce e ci siamo fatti una doccia cosa ci resta?
Qui entriamo in scena noi che cerchiamo di distrarti dalle varie vicissitudini della vita: con un bel film, una canzone rilassante,
un libro interessante… o un fumetto. Non ci considererei Artisti, perché la ritengo una definizione che allontana molto dal quotidiano. I disegnatori usano l’arte per creare dei servizi, ovvio che essendo prodotti creativi l’estro, la bravura e l’innovazione sono più evidenti che in altri lavori.”
“Una riflessione sull’attualità e sulle nuove tecnologie che a detta di molti stanno cercando di sostituirvi?”
“Proprio per il discorso a cui accennavo nella domanda precedente, cioè che le persone non possono vivere senza intrattenimento, io non ho una visione pessimistica del futuro. Sono convinto però che i creativi e i distributori debbano
ricreare un rapporto più umano.
I social sono uno strumento di crescita e di visibilità, ma non possono influenzare le scelte del mercato.
I social non credono nelle persone ma nei numeri, un lavoro creativo a volte necessita di fiducia e di rischio e questa
valutazione può essere solo umana. Non tutti gli autori sono bravi comunicatori: è meglio valutarli
per ciò che propongono e per le idee che portano.
L’IA a parer mio è solo un ulteriore strumento, nè positivo nè negativo. La percezione è che voglia sostituire gli artisti, ma coloro che la usano in questo modo non sono clienti in grado di valutare il nostro lavoro, avrebbero comunque cercato un modo per ottenere un risultato approssimativo ed economico.
Al contrario molti clienti la usano per cercare di avvicinarsi al disegnatore, parlare la stessa lingua per così dire e quindi
ottenere il meglio limitando le incomprensioni e i compromessi.
Inoltre, senza mentire a noi stessi, anche i disegnatori hanno idee che hanno bisogno di ragionamenti complessi e di
previsualizzazioni, l’IA ci permette di avere un contatto più veloce con il risultato finale.”










