La storia del cantautore rap Erick Nicolas Sousa Panini, oggi semplicemente Erick Panini, inizia a Rio de Janeiro nel 1996 quando a soli due mesi viene abbandonato sulle scale di una chiesa, un episodio che segna profondamente il suo percorso umano e artistico. A cambiarne radicalmente il destino è l’incontro con Renato Panini, che lo accoglie e sceglie di affrontare il lungo e complesso iter burocratico per l’adozione, diventando per Erick un punto di riferimento solido e autentico. Fin da piccolo, Erick mostra una forte predisposizione per il canto e durante l’adolescenza inizia a studiare armonia, solfeggio e pianoforte. Nel 2014, vince il premio “Miglior Voce” al Verona Pop Festival e raggiunge la finale al Festival di Castrocaro su Rai 1, dove viene premiato come “Volto Nuovo”. Consapevole del proprio percorso artistico e delle possibilità ancora da esplorare, Erick prosegue la sua formazione, studiando per tre anni jazz al Conservatorio di Reggio Emilia. Dopo “Le mie poesie” (2022), “BARCELLONA PIANGE” (2023) e “MANI SPORCHE” (2024), Erick Panini torna ad aprile con “COSÌ VERO”, presentandosi come una figura difficilmente assimilabile, capace di trasformare una storia personale non convenzionale in una proposta musicale credibile e distintiva, dotata di un’identità forte in un panorama sempre più omologato.
Dal 15 luglio è online il videoclip di “MADEMOISELLE”, il brano estivo di ERICK PANINI: youtu.be/1ZWUaCQYx6Q
Diretto da Manuel Bongiorni e prodotto da PPG Studios con Direct Management di Maurizio Martellini, il videoclip di “MADEMOISELLE” trasporta lo spettatore sulle spiagge di Genova, dove prende vita il racconto di un incontro capace di trasformare una semplice notte d’estate in un momento destinato a lasciare il segno. Attraverso immagini luminose e un’atmosfera autentica, il video celebra i legami che nascono inaspettatamente e il potere della musica di creare connessioni sincere. “MADEMOISELLE” restituisce tutta l’energia e la libertà dell’estate, trasformandosi in un invito a vivere con leggerezza le emozioni e a custodire quei momenti che continuano a risuonare anche quando la stagione finisce. La protagonista femminile è interpretata da Mariela Nunez Suriel, finalista di Miss Italia 2022.
“Mademoiselle” nasce dall’atmosfera dell’estate, del mare e delle notti d’agosto. Qual è l’emozione che volevi trasformare in musica attraverso questo brano?
Un insieme di leggerezza e spensieratezza che però non vuole cadere nella banalità. Si rischia sempre di essere superficiali quando si parla di Estate, ma il mio obiettivo è quello di dimostrare che un sentimento leggero non è indispensabilmente superficiale.
Nel videoclip di “Mademoiselle” racconti un incontro nato durante una notte d’estate. Quanto c’è di autobiografico nella storia raccontata e quanto, invece, è frutto della tua immaginazione?
C’è sempre molto di autobiografico in ogni mia canzone e testo, anche se dopo il lavoro diventa indispensabile per fare uno schema e una dimensione ragionata a ciò che fa sfogo deve diventare musica.
Il videoclip è ambientato sulle spiagge di Genova e restituisce un’atmosfera molto luminosa e autentica. Com’è stato lavorare sul set e trasformare visivamente il significato della canzone?
La musica mi piace in ogni suo modo di espressione. Fare videoclip ne è una piccola parte ma la passione che ne nasce durante è uno di quelle sensazioni da tenersi stretti. Ho ricordi su quella spiaggia e quello mi ha consentito di metterci anche più anima nella seconda registrazione di un mio video su quelle spiagge.
Sei nato a Rio de Janeiro e nel tuo racconto l’estate sembra avere un legame particolare con le tue origini. Quanto ha influenzato il luogo in cui sei nato il tuo modo di vivere e raccontare la musica?
Il mio passato influenza la mia storia e di conseguenza la musica ne diventa specchio. Ora però la mia musica parla di nuovo me, consapevole e intraprendente, che ho trovato il linguaggio giusto e non ho paura di usarlo. Io mio passato influenza la mia storia e viceversa, la musica è solo la più bella conseguenza.
La tua storia personale e artistica è piuttosto singolare: dall’infanzia a Rio de Janeiro agli studi musicali, passando per il Verona Pop Festival, Castrocaro e il Conservatorio di Reggio Emilia. Quanto hanno contribuito queste esperienze a costruire l’artista che sei oggi?
Come spesso accade le cose più belle vengono da sole, e così, da un concorso di canto in un camioncino all’età di 14 anni, alle prime esibizioni nei locali e nelle piazze, l’amore per la musica che diventa cultura e cambia tutto, la voglia di scrivere e il bisogno di cantare, il conservatorio… Tutte è stato fondamentale per permettere a me, quel bambino delle favelas di Rio, di essere oggi l’artista a cui ancora aspiro e la persona che con fierezza cerco di migliorare sempre.
“Mademoiselle” è un inno alla vita, all’amore e alla leggerezza. Qual è il messaggio che vorresti arrivasse a chi ascolta il brano o guarda il videoclip?
Vorrei mettere in luci in contrasti tra leggerezza e superficialità innalzando alle stelle la prima e abbassando a “poco’ la seconda. Mademoiselle è un inno alla leggerezza che non cade nella banalità di un attimo destinato a sparire in poco tempo.










