Home Interviste Lorenzo Cittadini cantautore trevigiano ospite del nostro format

Lorenzo Cittadini cantautore trevigiano ospite del nostro format

130
SHARE

Quando hai iniziato a fare musica? Come nasce la tua musica? Quali sono le tue fonti d’ispirazione? Qual è il momento in cui hai scoperto che avresti voluto intraprendere la strada della musica?

Cresco artisticamente grazie alla passione musicale dei genitori ma soprattutto grazie ad un rapporto molto particolare con Silvestro Neri, cugino di mia madre, poeta, scrittore, paroliere e musicante. Questa vicinanza artistica ha formato e plasma tutt’ora la mia vita artistica ed è una delle figure di riferimento. Con lui si formarono i miei primi testi. A parte i primi in cui strimpellavo la chitarra, la cosa si è fatta serie durante gli anni del liceo, il primo demo autoprodotto con un compagno di banco pianista; successivamente il primo Ep autoprodotto con la band di cui ero il frontman, ci chiamavamo Masterchild. E da lì sino ad arrivare ai giorni nostri in cui la musica evidentemente è diventata molto di più una passione. Con lo stesso Silvestro, tra le altre cose, ho appena pubblicato il primo volume di una collana chiamata Quaderni Mediterranei, un insieme di testi, poesie, racconti e analisi del mondo artistico mediterraneo.

​Con quali artisti sei cresciuto? Quali sono i generi in cui spazi nella tua produzione?o

Sono stati tanti e di generi tra loro molto diversi. Ciò che ho sempre pensato è che la cosa più bella per chi ha la fortuna di lavorare nel mondo dell’arte è quella di saper cogliere da tutti gli artisti quel particolare, quel dettaglio, quella specialità, nel suono, negli atteggiamenti che li rendo grandi. Da lì ho sempre lavorato per farli miei e trovare la mia personale identità sonora. Da giovane i miei ascolti erano principalmente Pino Daniele, Simply Red, piuttosto che tutto il cantautorato classico italiano. Oltre a questi mi sono avvicinato molto alle sonorità inglesi degli U2, per poi passare ai REM. Insomma tanti ascolti; questi sono solo alcuni dei mille artisti che ascoltavo. Per il disco 22.12 sono stati determinanti gli ascolti di band e artisti come The War on Drugs, Kings of Leon, The National, Ryan Adams, Kurt Vile e tanti altri.

Di cosa parla la tua nuova avventura musicale? Cosa hai deciso di raccontare con il tuo progetto?

Fa riferimento a una data particolarmente significativa, ovvero il 22.12.2015, giorno in cui sono riapparso quasi per magia a casa dopo un’esperienza fatta in Spagna, per la precisione a Malaga. Un’esperienza che partiva dal mondo universitario ma che poi si è trasformata in un’esperienza di viaggio e di scoperta. Quel giorno segna il rientro a casa e la voglia di dedicare anima e corpo per consolidare la mia esigenza musicale e di scrittura. Infatti da quel giorno, non troppo lontano sono stati scritti due album e uno è già in fase di scrittura. Diciamo che fa riferimento ad una nuova visione della mia vita artistica che vuole aggrapparsi a una data, simbolo della storia e del corso degli eventi.

Credo che 22.12 abbia tracciato in maniera ben definita quello che vuole essere il percorso e l’identità artistica. Un album che mi ha dato nuova consapevolezza e mi ha fatto immergere in un mondo musicale e sonoro ben definito. Soprattutto ha confermato quella che è la mia visione e attitudine in questo lavoro, ovvero quella dell’artigiano della musica. Questo album mi ha fatto capire quanto conta viaggiare, documentare fatti, esperienze, conoscere persone, immagazzinare profumi e sensazioni e poi plasmarle facendole tue e dandogli la tua personale veste. Questo album ha consolidato questa mia idea che sta alla base della mia identità artistica

Qual è il messaggio che vuoi mandare con la tua musica?

Sono ottimista e credo fortemente nell’importanza dell’atteggiamento di chi fa questo mestiere. È quello che cerco di portare avanti ogni volta che mi trovo sopra un palco o quando scrivo. Cerco di trasmettere passioni e valori, le cose importanti, le cose che mi divertono e le cose che temo maggiormente. Parlo soprattutto dell’esperienza del viaggio, vera medicina della nostra anima, che ci rende felici, ci libera e ci collega col mondo intero. Mi piace che le persone possano servirsi delle mie canzoni o di alcuni miei versi per portarli con sé nel momento del bisogno.

Cosa significa lavorare nella musica oggi? Cosa ne pensi dei social e del web in generale come mezzo per farsi conoscere?

Mi piacerebbe parlare di discografia, di mercato del disco e di concerti ma oggi purtroppo è tutto diverso. Chi compra più i dischi? Ahimè stiamo vivendo un momento di passaggio abbastanza netto e duro. Oggi sta cambiando il vocabolario musicale, si parla di streaming, di views, di followers. Internet ha aiutato la diffusione mondiale della musica ma non c’è più selezione, è stata privata la figura del musicista/artista della propria professionalità, della propria creatività ed originalità. Tutti allo stesso modo e tempo possono irrompere in questo mondo e portare qualcosa. Vedo un mondo musicale freddo, senza identità, dove conta solo il successo fine a sé stesso. E ahimè questa responsabilità non è solo degli artisti e di chi lavora nel settore ma credo che gran parte della responsabilità sia proprio di chi ascolta. Viene meno l’interesse e la “fatica” di ascoltare qualcosa di nuovo piuttosto che qualcosa di strutturato o che abbia un messaggio importante. Io credo in un diverso universo musicale, credo nelle ore passate a viaggiare e ricercare suoni e parole. Credo nei concerti suonati dove il sudore e i km di strada contano più di ogni altra cosa.

Prossimi appuntamenti dal vivo? Progetti?

In questo momento stiamo lavorando molto in studio e stiamo facendo una programmazione ben nutrita per il ritorno sui palchi live da fine gennaio/ inizio febbraio in poi. Dall’uscita del disco a giugno non ci siamo praticamente mai fermati. Come detto torneremo live, per esempio il 3 febbraio saremo al Garage Moulinski di Milano, poi saremo anche nelle mie zone, quindi il trevigiano e il veneziano. Il calendario completo sarà disponibile da inizio gennaio. Mi muoverò sempre con la Banda Larga, questa famiglia di amici musicisti che hanno creduto nel progetto, lo hanno fatto loro e lo stiamo portando avanti con tenacia e convinzione. Da Simone Chivilò, chitarrista e produttore dei miei dischi, a Moreno Marchesin, batterista; Alessandro Simeoni al basso, Nicola Gomirato alla chitarra e Nicolò Martin al pianoforte. A tenere tutto insieme la mitica Giovanna Pesce, responsabile web e fotografa, che riesce a mettere ordine e a tirare fuori il meglio di noi con i suoi scatti. Inoltre sta proseguendo la promozione del libro scritto insieme a Silvestro Neri “Quaderni Mediterranei”. Saremo in varie Università a presentare questo libro. Siamo tornati da un tour promozionale in Spagna in cui siamo stati accolti da studenti, artisti e accademici.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.