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Conversazioni Napoleoniche 20-21-22 agosto a Lucca

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Il Palazzo e le sue trasformazioni, il fratello di Napoleone e la sua politica “da salotto”, i (tanti) amori dell’Imperatore
Nella 12ma edizione delle Conversazioni Napoleoniche
Appuntamento il 20, 21 e 22 agosto nel chiostro di San Micheletto con particolari inediti ed assaggi rinfrescanti per gli ospiti

Ingresso libero

Il Palazzo e le sue trasformazioni, il fratello maggiore di Napoleone e tutto quello che ha fatto (o cercato di fare) per lui, i (tanti) amori dell’Imperatore. Ecco gli argomenti della 12ma edizione delle Conversazioni Napoleoniche, appuntamento culturale dell’agosto lucchese che si svolge nell’ambito del progetto “Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”, ideato da Roberta Martinelli con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione di Livorno.

Appuntamento lunedì 20, martedì 21 e mercoledì 22 agosto nel chiostro di San Micheletto (centro storico, Lucca), sempre alle 21,30 a ingresso libero, per tre incontri che offrono al pubblico particolari inediti o guardati in chiave innovativa e di costume, esito di continue ricerche negli archivi lucchesi e francesi sulle tematiche della vita e del “mito” dell’imperatore e della famiglia, e sulle tracce lasciate dalla loro presenza a Lucca e in Toscana.

A presentare l’iniziativa alla stampa, stamani a Palazzo Orsetti, il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, Andrea Salani che ha portato i saluti di Marcello Bertocchini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Roberta Martinelli, Velia Gini Bartoli, Simonetta Giurlani Pardini e Pier Dario Marzi, relatori delle serate.

Palazzo Ducale è il centro del potere politico della città da secoli, ma solo con Elisa Bonaparte Baciocchi assume l’aspetto che ha attualmente, e solo con il suo profondo e innovativo intervento diviene così visibile e leggibile nella mappa funzionale della città. Della trasformazione di questo edificio dalla Repubblica al Principato parlano Velia Gini Bartoli e Simonetta Giurlani Pardini lunedì 20 agosto alle 21,30 con “Elisa a Palazzo: dal rigore allo splendore”.
Martedì 21 agosto alle 21,30 Peter Hicks, docente universitario di storia, storico e responsabile delle relazioni internazionali della Fondation Napoléon di Parigi, recentemente protagonista di scoperte di grande rilievo sull’esilio dell’Imperatore, parlerà di “Giuseppe Bonaparte, capo della famiglia Bonaparte”. Quale ruolo ha Giuseppe nelle vicende politiche del fratello Napoleone? E quanto, i suoi contemporanei, ne sapevano? Affari di stato condotti “in salotto” grazie a una intera “famiglia” di diplomatici, francesi e americani.
Mercoledì 22 agosto alle 21,30 Pier Dario Marzi, grazie alla collaborazione con il Cineforum Cinit Ezechiele 25,17, prosegue nella lettura dell’Imperatore attraverso le pellicole a lui dedicate. Quest’anno l’argomento è “L’Eros di un imperatore. Gli amori di Napoleone nel cinema”, in cui si ripercorrono i momenti cinematografici più famosi o significativi che hanno visto per protagonista Napoleone e le sue molte donne. Una serata.. romanticamente imperiale.

Come di consueto, tutti sono invitati ad unirsi alle serate per scoprire atmosfere e curiosità del passato gustando anche qualcosa di fresco, gentilmente offerto dalla Pasticceria Pinelli, sponsor dell’iniziativa
Info su https://napoleoneeilsuotempo.wordpress.com e su www.facebook.com/napoleonidi

Il programma nel dettaglio

Lunedì 20 agosto alle 21,30: “Elisa a Palazzo: dal rigore allo splendore”. Velia Gini Bartoli e Simonetta Giurlani Pardini parleranno del passaggio di Palazzo Ducale dalla gestione sotto la Repubblica a quella sotto il Principato.
Quando arrivò a Lucca, il 14 luglio 1805, Elisa si trovò ad affrontare il problema della sua residenza dato che un palazzo destinato al governo della Repubblica era molto lontano dagli standard previsti per alloggiare una corte principesca. L’ostacolo era impegnativo da affrontare, ma non per Elisa che aveva ben chiari quali erano i requisiti di una reggia e, non ultimi, i tempi utili per realizzarla.
Il 4 agosto, appena ventuno giorni dopo il suo arrivo, disponeva già di un progetto definitivo e di un dettagliatissimo capitolato; il 10 agosto i lavori più urgenti, che interessavano le ali sud e ovest del palazzo, cioè quelle di rappresentanza e di servizio, vennero affidati a maestranze locali: tempi previsti per il completamento delle opere, oggi inimmaginabili, 4 mesi.
Elisa, però, aveva fretta e il 4 novembre ordinò di iniziare il trasloco dalla residenza dei Buonvisi, dove era temporaneamente ospite, al Palazzo nonostante questo fosse ancora un cantiere in attività.
I progetti ed i lavori vennero eseguiti secondo il principio del “tout comme à Paris” e l’adeguamento della zona dei servizi, come cucine, dispense, impianto idraulico con acqua calda e fredda sia nelle cucine che nei bagni, la sistemazione di “water closet”, oggetto allora molto raro ordinato appositamente in Inghilterra, fecero una gran differenza.
Con il Consolato e l’Impero, il formarsi di una nuova ricchezza e dell’attività della diplomazia, l’arte della tavola diventa lo specchio della nuova società che si forma intorno a Napoleone Imperatore in un quadro regolamentato dall’etichetta dove il lusso regna sovrano. Tutta l’Europa si adegua a Palais Royal e la diplomazia, da allora in poi, farà di tutto per assicurarsi l’arte dei grandi chef.
Elisa, in linea con i desiderata di Napoleone, a Lucca organizzerà una nuova struttura sociale all’interno della quale l’etichetta relativa alla presentazione del cibo sarà, oltre che indice di appartenenza sociale, portatrice di un messaggio a sostegno di un nuovo tipo di propaganda. Ancora una volta “tout comme à Paris”.
Anche l’arte del ricevimento, e la cucina grazie agli sviluppi della chimica, hanno un notevole sviluppo in questo periodo: nascono i ristoranti in cui ci si incontra e si fa cultura oltre che mangiare, nuovi modi di cucinare con il mito del grande chef Marie Antoine Carême, e quello che è considerato l’antesignano della Guida Michelin: l’“Almanacco dei golosi” di Grimod de la Reynière, inventore del giornalismo gastronomico.

Martedì 21 agosto alle 21,30: il docente universitario di storia, storico e responsabile delle relazioni internazionali della Fondation Napoléon di Parigi, Peter Hicks, parla di “Giuseppe Bonaparte, capo della famiglia Bonaparte”.
Nell’estate del 1815, quando il fratello di Napoleone, Giuseppe, si trasferì negli Stati Uniti dopo la caduta del Primo Impero, si presentò a Washington come un contadino gentiluomo in pensione dalla vita politica. Tuttavia, questa sua villeggiatura sotto il nome di Conte di Survilliers non mancò di giochi di potere e di azioni di influenza internazionale. Il suo palazzo gigantesco in New Jersey, e sua collezione d’arte senza uguale nel Nuovo Mondo, attirarono su di lui tanta attenzione quanto il flusso costante di visitatori non certamente politicamente neutri, come Lafayette e altri. Non solo Giuseppe accoglie simpatizzanti bonapartisti, come dimostra la sua poco nota corrispondenza con l’attivista Barry O’Meara, ma partecipa (anche se a distanza) a operazioni clandestine in favore di Napoleone in esilio a Sant’Elena o di suo figlio in esilio a Vienna. E, con il passare del tempo, questa attività si intensificò. Nel 1830, Giuseppe acquistò un giornale francese e iniziò anche a partecipare attivamente ai tentativi di mettere il re di Roma sul trono di Francia. Figure oscure come il conte Cornaro, Achilles Murat, Colins de Ham (l’Aiutante di campo di Exelmans) e persino diplomatici americani conosciuti come Joel Poinsett completano, tra l’altro, il ritratto di famiglia degli agenti che collaborano nella rete di Giuseppe. Questa conversazione rivela l’azione politica celata sotto una superficie “da salotto”, la “non-politica” di Giuseppe, e mostra i suoi reali e costosi tentativi di continuare a partecipare alla vita politica del vecchio continente e di tentare di far regnare il figlio di Napoleone in Francia dopo l’avvento di Luigi Filippo nel 1830.

Mercoledì 22 agosto alle 21,30 Pier Dario Marzi, grazie alla collaborazione con il Cineforum Cinit Ezechiele 25,17, prosegue nella lettura dell’Imperatore attraverso le pellicole a lui dedicate. Quest’anno l’argomento è “L’Eros di un imperatore. Gli amori di Napoleone nel cinema”.
Napoleone è ben noto come condottiero e conquistatore, ma non lo è stato soltanto di nazioni e territori: anche di donne, spasimanti e amanti, che ha collezionato in gran quantità. I due suoi matrimoni non sono che la facciata pubblica di una vita privata all’insegna della conquista e dell’avventura galante. Il cinema non poteva trascurare questo aspetto della sua vita e molti sono i film o gli sceneggiati che hanno raccontato più o meno romanzescamente queste vicende. Esiste addirittura una serie televisiva inglese del 1974, intitolata “Gli amori di Napoleone” e divisa in capitoli dedicati ciascuno ad una specifica amante del Bonaparte.
La serata si propone di ripercorrere i momenti cinematografici più famosi o significativi che hanno visto per protagonista Napoleone e le sue donne. Una serata romanticamente imperiale.

Il progetto “Da Parigi alla Toscana: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa” (https://napoleoneeilsuotempo.wordpress.com) è nato nel 2007 sulla scia del rinnovato interesse verso il periodo napoleonico lucchese e toscano, stimolato dalle mostre e dal lavoro realizzati a partire dal 2002 dalla dottoressa Roberta Martinelli a Palazzo Ducale, e comprende iniziative che si svolgono durante tutto l’anno in diversi luoghi della Toscana (Lucca, Livorno, Elba).
In questi anni ha preso vita una lunga collezione di eventi, tra cui si ricorda la mostra che Roberta Martinelli e Velia Gini Bartoli hanno curato ed allestito al Musée de l’Armée di Parigi, dal titolo “Avec Armes et bagages. Dans un mouchoir de poche” (26 ottobre 2012 – 13 gennaio 2013; 238 oggetti esposti, con la partecipazione di 25 soggetti tra musei, biblioteche internazionali e raccolte private), nata in seguito alla mostra “Mito e Bellezza” (Lucca, 2009-2010), e che ha ispirato un nuovo filone di studi internazionali sul rapporto tra l’Imperatore e il costume.
Grazie agli studi inediti condotti in archivi italiani e francesi, recentemente è stato riportato all’aspetto originario il Palazzo dei Mulini di Portoferraio, reggia imperiale di Napoleone all’isola d’Elba, nella suddivisione degli spazi e nelle facciate che egli aveva voluto. L’intervento è oggetto del volume di Roberta Martinelli e Velia Gini Bartoli “Napoleone Imperatore, imprenditore e direttore dei lavori all’Isola d’Elba”, Gangemi 2014.
È stata presentata nel maggio 2015 all’Archivio di Stato di Lucca una preziosa scoperta tutta toscana: la cravate che l’Imperatore lasciò all’Elba, sul suo cuscino, la notte della fuga, mentre nel 2017 l’associazione ha presentato al pubblico due frammenti di tessuto ricamato del tempo di Elisa e Napoleone, di committenza principesca. Sempre del 2017 la collaborazione con il Centro studi Luigi Boccherini per un omaggio al musicista lucchese e alla sua musica per il ballo del Fandango, e la tavola rotonda in preparazione del VII Forum Consultivo degli Itinerari Culturali del Consiglio D’Europa “I Bonaparte a Lucca e in Toscana: i percorsi napoleonici fra storia, turismo ed enologia”.

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