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Nan Shepherd in libreria con La montagna vivente

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«Quasi tutte le opere di letteratura alpinistica sono state scritte da uomini, e quasi tutti gli alpinisti uomini focalizzano la loro attenzione sulla vetta […]. Ma aspirare a raggiungere il punto più alto non è il solo modo possibile di scalare una montagna, né il racconto di un assedio e di un assalto è

il solo modo per scriverne. La montagna vivente racconta di come, col tempo, [Nan] imparò a inoltrarsi nelle alture senza una meta, “semplicemente per stare con la montagna come

quando si fa visita a un amico, senza altra intenzione che stare con lui”».

 

Dall’Introduzione di ROBERT MACFARLANE

  

L’EVENTO

 

PRESENTAZIONE/SPETTACOLO AL TRENTO FILM FESTIVAL

Domenica 29 aprile 2018

allo Spazio archeologico del SASS, Piazza Cesare Battisti

andrà in scena lo “spettacolo poetico”

 

La montagna vivente

con Marco Albino Ferrari e le letture di Cristina Palomba

 

Durante l’evento, a cura di Ponte alle Grazie e CAI, Marco Albino Ferrari racconterà l’affascinante figura della scrittrice scozzese Nan Shepherd che per tutta la vita ha affrontato le impervie alture dei Cairngorm, nella Scozia Meridionale, alla scoperta del loro straordinario ambiente naturale. Verso la fine della Seconda guerra mondiale le sue riflessioni e i suoi appunti sono confluiti in un libro che in Gran Bretagna è diventato un classico, considerato da “The Guardian” “Il libro più bello sulla natura e il paesaggio che sia mai stato scritto”.

Nato dal fuoco, scolpito dal ghiaccio, rifinito dal vento, dall’acqua e dalla neve: il massiccio dei monti Cairngorm, nella Scozia nordorientale, chiamato anche «l’Artico della Gran Bretagna», è il protagonista di questo vero e proprio capolavoro della letteratura di alpinismo. L’autrice, la scrittrice e poetessa scozzese Nan Shepherd (1893-1981), lo ha esplorato per tutta la vita, percorrendolo in lungo e in largo in un eterno ritornare, scoprire, ricordare. «Eterno» perché muoversi negli spazi di queste montagne, vibranti delle energie che operano da milioni di anni nell’universo, significa per lei entrare in contatto con la vera essenza della natura e di sé stessi. In quel moto che è al tempo stesso contemplazione, i sensi si acuiscono per percepire suoni, colori, profumi e consistenze e la mente li accompagna, dapprima rapita e poi forte di una nuova consapevolezza. Chi ha dimestichezza con la montagna conosce questa pienezza nella rarefazione, questa vertigine così vicina al filosofare nel suo senso più originario; ma Nan Shepherd ha trovato meglio di chiunque le parole per descriverla. Ognuno di noi ha un luogo – una montagna, ma anche un bosco, un sentiero, un fiume, una vallata – nei confronti del quale prova un intimo senso di appartenenza. La montagna vivente è il libro da portare con sé per compiere ancora una volta quell’escursione prediletta.

L’AUTRICE

Nan Shepherd (1893-1981), scrittrice e poetessa scozzese, si è laureata nel 1915 all’Università di Aberdeen e ha insegnato Letteratura inglese per più di quarant’anni.

Camminatrice e appassionata di giardinaggio, ha trascorso lunghi periodi sui monti Caringorm, amandoli e percorrendoli senza stancarsi mai, alla ricerca della loro vera essenza. Scritto durante la Seconda guerra mondiale,  La montagna vivente è stato pubblicato in Inghilterra solamente nel 1977, diventando subito un classico, più volte ristampato e tradotto in diverse lingue.

 

 

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