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Conosciamo meglio GIANGILBERTO MONTI

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Giangilberto Monti, ha recentemente pubblicato il suo nuovo libro “ROMANZO MUSICALE DI FINE MILLENNIO” uscito l’1 giugno. Giangilberto è un artista estremamente interessante sotto diversi punti di vista come la ricerca storica in ambito musicale, le sue vicende artistiche e musicali fortemente legate alla città di Milano o la sua capacità di saper spaziare fra musica, scrittura e teatro. Noi l’abbiamo raggiunto per farci raccontare qualcosa di più su questo progetto.\r\n\r\nQuando nasce la tua passione per la ricerca storica in ambito prettamente musicale?\r\n\r\nDalla metà degli anni Novanta, quando ho intrapreso un lungo lavoro di ricerca – e poi di adattamento in italiano – del repertorio musicale di Boris Vian (1920-1959), un artista francese che ha infuenzato grandemente la cultura del secondo dopoguerra. E non solo a Parigi.\r\n\r\nNel tuo “Romanzo Musicale di Fine Millennio” racconti e analizzi un trentennio della cultura pop. Cosa è cambiato in maniera più decisa e cosa è rimasto tale?\r\n\r\nI rapporti nel mondo discografico si sono fatti più difficili, proprio perchè il mondo che conoscevo si è trasformato profondamente: da importante industria del paese che dava lavoro a migliaia di persone ad artigianato disperso in mille rivoli. Rimane tale la passione dei singoli e il desiderio di comunicare attraverso la musica quelle utopie che ognuno coltiva nel proprio intimo.\r\n\r\nCosa hai evinto guardando questo trentennio in un unico sguardo d’insieme?\r\n\r\nChe il tempo passa per tutti e non è detto che il futuro sia migliore o peggiore.\r\n\r\nQuanto è come sei legato a Milano?\r\n\r\nAnche se le mie vere origini sono napoletane, è stata la città dove sono cresciuto. Ora è diventata un punto d’incrocio per incontri e serate con amici e colleghi. Ho molto amato le sue contraddizioni e ugualmente odiato la sottocultura di alcuni suoi ambienti, dove l’ “inciviltà dello spettacolo” ha fatto strada, fabbricando illusioni. Nella vera Milano nessun pasto è gratis, a parte quelli che fornisce il Pane Quotidiano ai più disperati. Se andate sulla circonvallazione, li vedete in fila quasi tutto il giorno. E quando li vedo, mi dico che rimango una persona molto fortunata, e che ancora oggi riesce a fare il suo mestiere…\r\n\r\nMusica, scrittura, teatro quanto entrano l’una nell’altra nel tuo raccontare la vita?\r\n\r\nEsattamente come nella vita, dove le divisioni non esistono.\r\n\r\nCosa ti aspetta?\r\n\r\nMagari lo sapessi… ma forse è meglio così.\r\n\r\n \r\n\r\nIntervista di: Lucrezia Monti

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