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UN SOLO ESSERE Marco Montemarano

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IN LIBRERIA DA SETTEMBRE 2015

\r\n \r\n\r\nIn una mite sera d’autunno, Natalia e Martin tornano in bicicletta da una cena al loro solito ristorante greco di Erlangen, in Germania. Ha piovuto e la strada eÌ bagnata e buia. La ciclabile eÌ troppo stretta per viaggiare affiancati. Martin, che ha bevuto tre ouzo, pedala forte e ogni tanto si mette a cantare. Natalia resta indietro, impacciata sulla bicicletta dell’ex fidanzata di Martin, troppo grande per lei, piccola ragazza italiana.\r\n\r\nNel buio, nota una sagoma scura sulla sua destra, un uomo incappucciato, avvolto in un cappotto nero, che saltella sul marciapiede. Continuando a saltellare, l’uomo la raggiunge, le taglia la strada e si allontana. Poco prima di frenare e poggiare i piedi per terra, Natalia si rende conto di avere una sostanza appiccicosa sulla faccia: uno sputo.\r\n\r\nOre dopo, sotto shock, la ragazza ricorda agli inquirenti il tragico succedersi degli eventi: lei che urla a Martin di raggiungerla e, indignata, lo ragguaglia sull’offesa ricevuta, Martin che si lancia rabbiosamente all’inseguimento dell’uomo nero, Martin e l’incappucciato che lottano, Martin che si accascia al suolo, colpito mortalmente da numerose coltellate, l’incappucciato che fugge.\r\n\r\nArticoli a pagina piena sui giornali, servizi in tv, con i residenti della zona che piangono o mostrano flaconi di spray al pepe, e cani che annusano il punto in cui eÌ avvenuto il crimine, il caso desta uno scalpore enorme in Germania. La polizia indaga innanzi tutto nel luogo di lavoro di Natalia, l’istituto universitario dove la ragazza figura tra i collaboratori di un noto cattedratico di storia antica e tardo- antica, Alexander, un professore il cui cognome suona italiano – anzi meridionale, campano, pugliese o lucano – ma le cui origini risultano ignote alla sua stessa cerchia di assistenti e collaboratori. Nella scarsitaÌ degli indizi, gli inquirenti cercano in primo luogo di venire a capo di singolari lettere anonime in cui l’autore prova a entrare nella mente dell’assassino. Una volta viene presentato un nazista, un’altra volta un tossicodipendente che frequenta concerti rock, oppure un cittadino insospettabile che fa amicizia con il suo coltello da cucina…\r\n\r\nPoco a poco il lettore scoprirà il legame segreto che corre tra il delitto di Erlangen e un trauma sepolto nell’infanzia di Alexander. Una discesa agli inferi in cui il protagonista accompagnerà il lettore fino alla faglia più dolorosa della memoria.\r\n\r\nUn romanzo intenso e viscerale che partendo da un fatto di cronaca realmente accaduto diventa una straordinaria parabola esistenziale. Un romanzo maturo e ambizioso dell’autore de La ricchezza, che ricorda, per stile e capacità di ricostruzione storica, il miglior Javier Cercas.\r\n\r\n \r\n\r\nToccato personalmente dall’omicidio di un ragazzo italiano avvenuto il 28 maggio 2013 a Monaco di Baviera e tuttora irrisolto (il delitto avvenne a trecento metri da casa sua e la fidanzata del ragazzo era una sua studentessa), Marco Montemarano – vincitore della prima edizione del Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza con La ricchezza – ha scritto un romanzo che ripercorre una storia vera per non consegnarla all’oblio e, insieme, un’opera in cui i temi propri della sua scrittura, l’estraneitaÌ al mondo e la faticosa ricerca della propria identitaÌ, si danno mirabilmente appuntamento.\r\n\r\n \r\n

HANNO SCRITTO DE “LA RICCHEZZA” (Neri Pozza 2013)

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‹‹La fugacità della giovinezza, l’inganno della memoria e di un’identità ritenuta inattaccabile. Sono queste le tematiche di Montemarano,

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affrontate in uno stile portato all’essenzialità. ››

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Paolo Di Stefano, Corriere della Sera

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‹‹È l’effimero del passato il sale del romanzo di Marco Montemarano (…) un racconto asciutto e sagace di un pezzo della meglio gioventù dei tardi anni ’70, senza i drammi e le passioni di quei tempi turbolenti, capace di svelare il doppio registro dei ricordi. ››

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Silvana Mazzocchi, La Repubblica

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‹‹Montemarano ha compilato un romanzo solidissimo e avvincente, un capo d’opera che onora le sempre più stringenti regole della corporazione degli scrittori, ma trova ugualmente il modo di regalare al lettore pagine intense.››

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Fabrizio Ottaviani, Il Giornale

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“Un romanzo i cui personaggi restano a lungo nel ricordo del lettore. Costruito narrativamente in maniera magnifica, dal quale è impossibile staccarsi fino alla fine.”

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Giuseppe Russo, ideatore del Premio e Direttore editoriale Neri Pozza.

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‹‹Fra i cinque finalisti, La ricchezza è sembrato il più risolto, in grado di uscire subito in libreria a novembre come voleva l’editore. Io ne ho amato la scrittura calma e sicura, direi classica, la vicenda complessa di rapporti difficili fra fratelli, fra amici, fra innamorati in anni lunghi che vanno dai Settanta a oggi in una bella prospettiva di evoluzione e svelamenti dalla giovinezza all’età adulta.››

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Sandra Petrignani, scrittrice e giurata del premio Neri Pozza

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‹‹Ai lettori il piacere di scoprire il finale, che ha un vago retrogusto tra Pirandello e Calvino.›› Pier Mario Fasanotti

\r\n\r\n\r\nMarco Montemarano eÌ nato a Milano, cresciuto a Roma e vive da oltre 20 anni a Monaco. EÌ scrittore, giornalista, traduttore e musicista. Il suo romanzo Acqua passata eÌ tra i vincitori dell’edizione 2012 del concorso Io-Scrittore ed eÌ stato pubblicato in e-book. I due album musicali Cosiì sempre e The Art of Solo Guitar (RoBa/Zaraproduction) raccolgono sue composizioni per chitarra. Con La ricchezza (2013) ha vinto la prima edizione del Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza. Un suo racconto è raccolto nell’antologia Roma d’Autore Morellini editore.\r\n\r\n \r\n\r\n 

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