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Giuseppe Sgarbi Non chiedere cosa sarà il futuro

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In libreria il 1 ottobre\r\n\r\nGiuseppe Sgarbi torna con un nuovo libro appassionato e intenso, una profonda riflessione sullo scorrere del tempo e dell’esistenza: il bilancio di una vita vissuta con passione e intensità, gli incontri importanti come quelli con Giorgio Bassani e Valerio Zurlini, si fondono a scene sfiorate, immaginate o solo vagheggiate, dando vita a una riflessione – allo stesso tempo lieve e profonda – sulla memoria, lo spazio e il senso delle cose.\r\n\r\nGiuseppe “Nino” Sgarbi (novantaquattro anni, oltre sessanta dei quali trascorsi nella sua casa-museo, cenacolo di scrittori, artisti e personalità della cultura) tesse, in un delicato gioco di rimandi fra passato, presente e futuro, le tre correnti che sono state vento alla vela della sua vita: l’aria – la passione per il volo, la caccia, il cinema; l’acqua – il fiume, la pesca, il mare; il pensiero – i grandi incontri con i libri e la poesia, ma anche con alcuni tra i protagonisti della scena culturale del Novecento.\r\n\r\nCome scrive Claudio Magris nella prefazione, “I toni tragici non si addicono alla ferma dignità di un vecchio signore familiare con la ruvida terra e l’acqua del fiume, ma sempre attento alle buone maniere. Sarebbe bello potergli assomigliare, almeno un pochino…”.\r\n\r\nGiuseppe Sgarbi, padre di Vittorio ed Elisabetta, per quasi mezzo secolo ha esercitato la professione di farmacista nella campagna tra Veneto ed Emilia. Con Skira ha pubblicato il suo romanzo d’esordio Lungo l’argine del tempo. Memorie di un farmacista (2014, vincitore del Bancarella Opera Prima e del Premio Internazionale Martoglio).\r\n\r\n \r\n\r\nFonte Alba Donati \ Davis & Franceschini 

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