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GENE GNOCCHI \ COSA FARE A FAENZA QUANDO SEI MORTO

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Esce il nuovo romanzo di Gene Gnocchi, un monologo lunare sul nostro mondo fatto di notizie imperdibili\r\n\r\nche il protagonista però vorrebbe perdersi volentieri, e difatti si incammina verso il luogo dove potrà finalmente morire.\r\n\r\nChiama in causa tutti, da Veltroni a Severgnini, da Fazio e Gramellini alla Bignardi, dalle interviste di Gnoli a Woody Allen,\r\n\r\nda Emanuele Filiberto a Camilleri, da Al Bano e Romina a Sorrentino in un pastiche davvero comico.\r\n\r\nBuona lettura, Alba Donati\r\n\r\nGENE GNOCCHI\r\n\r\nCOSA FARE A FAENZA QUANDO SEI MORTO\r\n\r\nBompiani, AsSaggi, pag 176, Euro 14,00\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n10 settembre in libreria\r\n\r\nPresentazione a Festivaletteratura di Mantova (12 settembre)\r\n\r\n \r\n\r\nUna voce demenziale nella tradizione del comico padano – da Ruzante a Malerba, Celati, Benni.\r\n\r\nPaolo di Stefano, Il Corriere della Sera\r\n\r\n \r\n\r\nBarbie non ha più la sua mitica casa e dorme su un cartone. Il cartone è in vendita. Tutto è in vendita, tutto è imperdibile, eccezionale. Ecco, perché si vuole morire e non esserci più in questo mondo assurdo. Se questo è il sogno di qualcuno, Faenza è il buen retiro ideale. O almeno così pensa Piero Schivazappa, in arte Rudi Ortolani detto Rudi O’ che, in fuga dal frastuono del mondo, tenta maldestramente di scrollarselo di dosso.\r\n\r\nIl nuovo romanzo di Gene Gnocchi è un capolavoro di humor nero. Il mondo in cui viviamo, con tutta la sua assurda ricchezza di particolari insignificanti, appare come centrifugato. Anche darsi alla morte è difficile perché in mezzo alle piste ciclabili e con il mare in lontananza non c’è modo di sottrarsi al molesto cicaleccio degli indispensabili opinionisti nostrani, delle trasmissioni tv a bassissimo contenuto riflessivo, del frusto discorso politico, degli speciali su Padre Pio e soprattutto delle migliaia di notizie futili vomitate a getto continuo dai mass media. Attraverso un flusso di coscienza tra la confessione personale e la satira spietata, Gene Gnocchi in queste pagine dipinge un personaggio memorabile: comico, cupo e surreale allo stesso tempo, che sbeffeggia la nostra ossessione per la celebrità, l’ansia di essere à la page e le nostre velleità intellettuali. L’orgia chiassosa dei discorsi pubblici vuoti e ampollosi, degli scandali mediatici e della passività con cui facciamo finta che tutto questo sia normale. Ma tra una centrifuga di Ambra Angioini e una di Massimo Gramellini, tra una nuovo modello Wii Vendola 4D e il film di Sorrentino sul Quinto Pooh, si aprono delle pause, dei luoghi ameni, poetici, in cui si parla di un tempo del ‘sapiente ritirarsi’, un tempo dove il ‘nulla della vita’ era respirato fino in fondo. Del giorno in cui vicino a Guastalla un ragazzino giocava a pallone sull’argine del Po. Tempo di cose che non si comprano e non si mettono su youtube.\r\n\r\n \r\n\r\nGene Gnocchi è nato a Fidenza nel 1955. Comico, attore, conduttore, autore televisivo e teatrale. Per Bompiani ha pubblicato Il mondo senza un filo di grasso (2004), L’invenzione del balcone (2011) e Il Gene dello Sport (2013). Dal 2003 collabora con “SportWeek”, il settimanale della “Gazzetta dello Sport”, e fino a luglio 2015 ha condotto “Il Rompipallone” su Gazzetta Tv.\r\n\r\nFinte: Alba Donati \ Davis & Franceschini  \r\n\r\n 

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