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Intervista DER NOIR

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-Der Noir si definisce un progetto quando nasce e perché?\r\n\r\nDer Noir nasce alle porte dell’estate 2011 dall’incontro tra me (Manuel Mazzenga) e Luciano Lamanna nello studio di registrazione di quest’ultimo, a Roma. Quest’incontro ha portato alla luce da subito l’amore per le sonorità e le atmosfere Dark Wave e Cold Wave che avevamo in comune e così abbiamo deciso di dar vita alle prime bozze di quelli che poi sono divenuti i brani del nostro debut album “A Dead Summer”. Manuele Frau è diventato membro della band appena qualche giorno dopo. Der Noir nasce dal bisogno da parte di tutti e tre di fare musica e di esprimersi attraverso di essa. Per noi è uno stile di vita e non possiamo proprio farne a meno.\r\n\r\n-Vi siete fatti conoscere ed apprezzare all’estero quali secondo voi le vostre caratteristiche che hanno convinto il pubblico d’oltralpe?\r\n\r\nForse il fatto di aver saputo fondere diversi stili e influenze in un unico progetto che viene sì catalogato nella frangia Dark Wave/Cold Wave ma che gode anche di influenze quali lo Shoegaze più tipico degli anni ’90, il Dream Pop, l’Electronic Music in generale e molto altro ancora. Non ci è mai interessato essere un gruppo copia o una “tribute band” di un genere più che di un altro, abbiamo scelto una linea guida che funzionasse solo come punto di partenza per le nostre composizioni e credo che questo si riesca a percepire specialmente nel nostro secondo album “Numeri e Figure”, dove le contaminazioni sono ancora più numerose ed evidenti.\r\n\r\n-Come siete arrivati sul palco dei Duran Duran? Come avete vissuto quell’esperienza? Ha cambiato qualcosa in voi? In quale prospettiva s’inserisce la vostra musica?\r\n\r\nAttraverso la nostra fatica ed è stata una bellissima esperienza. Suonare davanti a così tante persone e avere un riscontro positivo da parte loro è stato davvero magico.\r\n\r\nSperiamo che sia stata solo la prima di una serie di esperienze del genere, vorremmo ancora toccare palchi di quel calibro in futuro. Ci chiedi se ha cambiato qualcosa in noi: io più che di cambiamento parlerei di un vero e proprio incremento di volontà e dedizione da parte nostra nei confronti della musica. Abbiamo capito che se vogliamo possiamo e che è d’obbligo andare avanti ad ogni costo dando sempre il massimo.\r\n\r\n-Il vostro nuovo lavoro Numeri e figure  è sono stato anticipato dal singolo L’inganno, perché avete scelto proprio quel brano?\r\n\r\nCosa vi proponete?\r\n\r\nLo abbiamo selezionato poiché volevamo uscire subito con un brano in italiano e perché è uno dei nostri preferiti all’interno dell’album. In più conta anche della partecipazione speciale di Luca Gillian e Hannes Rief (Die Selektion), persone che apprezziamo sia dal punto di vista artistico che da quello umano.\r\n\r\nColgo l’occasione per ringraziare i realizzatori del videclip de “L’Inganno”, in particolar modo i registi Simone Mogliè e Fernanda Veron. Quest’ultima anche realizzatrice del lato grafico e fotografico di “Numeri e Figure”.\r\n\r\nContiamo di poter portare la nostra musica dal vivo su più palchi possibili e di crescere e migliorare ad ogni disco. Stiamo pianificando delle date in Italia e all’estero, ci vedremo quindi presto nelle vostre città. Un saluto e grazie per lo spazio concessoci.\r\n\r\nIntervista di: Elena Torre\r\n\r\n 

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