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ìMuseo Marino Marini FOSCA/SIBI VACARE 4 movimenti sull’arte dell’esistenza 1°movimento

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Mercoledì, 4 giugno 2014 ore 18.00 \r\n\r\nPRIMO movimento\r\n\r\nFree Home University (FHU)\r\n\r\n“Intimità, immersione, autoapprendimento, mutuo scambio” per un ripensamento dell’apprendere.\r\n\r\nInterviene Giancarlo Norese e Mattia Pellegrini\r\n\r\n \r\n\r\nIngresso libero\r\n\r\n \r\n\r\nComunicato stampa\r\n\r\n \r\n\r\nPer il Teatro di Marino, il Museo Marino Marini ospita Sibi vacare 4 movimenti sull’arte dell’esistenza, un progetto di Fosca, a cura di Maria Pecchioli con il coordinamento  Maria Caterina Frani.\r\n\r\n \r\n\r\nSibi vacare 4 movimenti sull’arte dell’esistenza è il progetto scaturito dall’invito che il Museo Marino Marini ha rivolto a Fosca nel considerare gli spazi museali come unaloro casa, come un luogo da poter vivere liberamente, superando le concettuali restrizioni che l’idea di museo continua ancora a trasmettere. Il museo come luogo del corpo e dello spirito, come luogo dove corpo e mente si incontrano generando pratiche in grado di aumentare la consapevolezza e il beneficio del sé, per intendere l’arte come uno strumento privilegiato e attivo nella realizzazione di tale principio.\r\n\r\nNon solo conservazione o trasmissione della memoria ma anche azioni dinamiche legate alla cura del proprio corpo possono essere attivate durante una visita, una permanenza all’interno di un museo.\r\n\r\n \r\n\r\nIl primo appuntamento sarà mercoledì 4 giugno, alle ore 18.00 con Free Home University (FHU) “Intimità, immersione, autoapprendimento, mutuo scambio” per un ripensamento dell’apprendere, interverranno Giancarlo Norese e Mattia Pellegrini.\r\n\r\n \r\n\r\nSibi vacare è un “public program” di Fosca con il quale si intende investigare e costruire un percorso all’interno del museo partendo dal concetto di cura, di pausa, di riflessione e dedizione al sé, includendo in “sé” l’individuo singolo, il gruppo artistico e il corpo sociale.\r\n\r\n \r\n\r\nA partire da “Cura di sé, storia della sessualità 3” di Michel Foucault si è approfondito il concetto di epimeleia. “Il termine epimeleia non designa una semplice preoccupazione, ma un insieme di occupazioni… implica un preciso lavoro. Richiede tempo. Uno dei grandi problemi di questa cultura di sé consiste appunto nel fissare, nell’arco della giornata o in quello della vita, la parte che è opportuno consacrarle.” (La cura di sé, M.Foucault pag.54, edizione Feltrinelli 2009).\r\n\r\n \r\n\r\nI 4 movimenti sono l’opportunità personale e collettiva per consacrare un tempo specifico a rielaborare il concetto stesso di cura di sé. Ci siamo interrogati su cosa significa oggi “arte dell’esistenza”, quali siano i confini e gli sconfinamenti dell’essere individuale, come possa essere ricalibrato e ampliato il processo di consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante, quali siano le sfumature più attuali di questo processo dal punto di vista delle esigenze individuali e comunitarie. Prendersi il tempo per la cura del sé ci porta a stabilire un processo fatto di tappe, argomenti, intuizioni, fino a definire ambiti di investigazione e di ascolto, punti deboli e di forza da cui si avvia questo per-corso.\r\n\r\n \r\n\r\nL’idea di cura, passando dal ritorno a sè stessi, fa da cassa di risonanza dal corpo singolo al collettivo, dalla conoscenza individuale alla trasmissione del sapere.\r\n\r\n \r\n\r\nI 4 movimenti si propongono come esercizio pubblico alla consapevolezza, fanno convergere in un unico per-corso discipline diverse, ognuna, a suo modo, ci porta a rivisitare lo stesso concetto di prendersi cura.\r\n\r\n \r\n\r\nCiascun appuntamento sarà accompagnato da una serie di semplici azioni pratiche al fine di stimolare quella cura di sé da cui siamo partiti.\r\n\r\nFosca creerà un percorso itinerante coinvolgendo in modo dinamico le strutture del museo, i cui spazi saranno vissuti, in questa chiave, come agorà del benessere.\r\n\r\n \r\n\r\nQuesto PRIMO movimento sull’arte dell’esistenza è strutturato su due momenti: il primo di adattamento allo spazio e di riscaldamento fisico in cui il museo viene attraversato dai partecipanti che prendono confidenza/coscienza dellospazio partendo da una semplice serie di esercizi proposti da Michele Calà.\r\n\r\n \r\n\r\nIl secondo momento è di riflessione, scambio e dibattito sulla natura e la pratica del “movimento proposto”. Per “Free Home UniversityGiancarlo Norese e Mattia Pellegrini approfondiranno le necessità sottese al progetto,  il valore non solo simbolico delle parole Free/Home/University che determinano l’approccio e la pratica di questa esperienza. Indagheremo le necessità che hanno dato l’avvio al progetto, le modalità che lo caratterizzano, il lavoro di gruppo nella sua struttura e come valore di crescita.\r\n\r\n \r\n\r\nGli altri 3 movimenti saranno:\r\n\r\n26 giugno 2014 – The Museum of Arte Útil Come possiamo utilizzare il museo? Come può il museo trasformare la sua funzione e divenire un’istituzione civica?\r\n\r\nInterviene Alessandra Saviotti \r\n\r\n10 settembreOpen source dall’informatica al sentire terapeutico, il valore del tempo e dello scambio Interviene Lorenzo Becchi\r\n\r\n24 settembre – A.titolo – La comunità come pratica – approfondimenti su “nuovi committenti” e “We traders”\r\n\r\nIntervengono Francesca Comisso e Luisa Parola \r\n\r\n \r\n\r\nIl Teatro di Marino è un format che accoglie una serie di appuntamenti con contributi di artisti, autori, critici, performers e musicisti. L’idea nasce dalla volontà di mettere in gioco lo spazio, le opere e la storia di Marino Marini con protagonisti della scena artistica contemporanea. Il museo verrà pervaso ogni volta, per un giorno al massimo, da presenze che porteranno le loro esperienze, la loro poetica la loro identità all’interno dello spazio di San Pancrazio.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nFree Home University (FHU)\r\n\r\nFHU è un esperimento pedagogico creato nel 2013 da un gruppo di artisti e “pensatori” internazionali. Si dedica all’esplorazione di nuove modalità di condivisione del pensiero e della conoscenza attraverso l’esperienza della vita vissuta in comune. Il nome Free Home University si riferisce a un ambiente orizzontale, accogliente, che libera energie (Free), all’interno di uno spazio intimo e protetto (Home), che possa provvedere a una alternativa ma pure universale condivisione della conoscenza (University).\r\n\r\nIntimità, immersione, autoapprendimento, mutuo scambio, “fare” le cose sono considerati valori fondamentali.\r\n\r\nFree Home University (FHU) è un progetto di Loop House (Lecce) e della fondazione canadese Musagetes, curato da Alissa Firth-Eagland, Luigi Negro e Alessandra Pomarico.\r\n\r\n \r\n\r\nGiancarlo Norese (1963) è stato uno degli iniziatori del Progetto Oreste (48ª Biennale di Venezia) e editor delle sue pubblicazioni. Sin da metà degli anni Ottanta ha partecipato a numerosi progetti collaborativi, molti dei quali aventi a che fare con la precarietà, le metafore dello spazio pubblico, gli errori del paesaggio, l’estetica della sconfitta, la bellezza autogenerata dal caso. Da qualche anno, insieme a Emilio Fantin, Luigi Negro, Cesare Pietroiusti e Luigi Presicce ha dato vita alle storie de Lu Cafausu e dal 2013 partecipa come “mentor” alle prime sessioni di Free Home University. Nella sua pratica individuale si interessa a una forma d’arte senza forma.\r\n\r\n \r\n\r\nMattia Pellegrini, artista e curatore indipendente, collabora al progetto del “Museo dell’arte contemporanea in esilio” di Cesare Pietroiusti e al MAAM (Museo dell’altro e dell’altrove) di Metropoliz_città meticcia. Ha partecipato con il Museo in Esilio alla 54ª Biennale di Venezia all’interno del progetto “L’inadeguato Lo inadecuato The inadequate” di Dora Garcia, al Padiglione spagnolo. Nel febbraio del 2013 ha pubblicato “Se io sono la Lingua. Aldo Piromalli e la scrittura dell’esilio” curato insieme a Giulia Girardello ed edito da Sensibili alle Foglie, tradotto poi in inglese per il progetto “EXILE” di Dora Garcia, a cui ha collaborato, ed è stato presentato a cura di Steven Henry Madoff presso il Tel Aviv Museum of Art. È tra gli artisti selezionati per la Free Home University.\r\n\r\n \r\n\r\nMichael Calà, Dottore in Fisioterapia e Terapia manuale Osteopatica e Pressopuntoria, proviene da varie esperienze in ambito delle Arti Marziali (Karate Shaonlin Mon – Escrima – Kung Fu Tradizionale) e da esperienze sia in campo Sanitario Tradizionale che Olistico per la salute.\r\n\r\nLa sua formazione nelle Arti Marziali Interne è iniziata con il Maestro Wang Fu Lai, dal quale ha appreso l’Arte del Tai Ji Quan di Sintesi e le basi dello Xing Yi Quan tradizionale. Nel 2010 entra a far parte dell’AmuRR (Associazione Multidisciplinare per la Riabilitazione Reumatologica) con incarico di sperimentare scientificamente l’applicazione del Qi Gong e del Tai Ji Quan sulle patologie di tipo reumatologico, ottenendo spazi per la ricerca e la docenza al Master in Riabilitazione Reumatologica con specifica in Qi Gong e Tai Ji Quan in ambito Terapeutico.\r\n\r\nMuseo associato\r\n\r\nMuseo Marino Marini\r\n\r\nPiazza San Pancrazio, Firenze\r\n\r\nTel. +39 055.219432 – e.mail: info@museomarinomarini.itwww.museomarinomarini.it

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