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Incontriamo Cecilia Quadrenni

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CECILIA QUADRENNI è una cantante toscana che a giugno ha pubblicato l’ep “TO SUMMER”, contenente tre inediti e una cover del brano irlandese Scarborough Fair”. I brani di questo ep prendono tutti ispirazione dalla natura: esemplificativo di questo aspetto è il legame tra le emozioni umane e le stagioni, che emerge in ognuno dei quattro brani. L’ep è scritto e arrangiato da Cecilia Quadrenni e vanta la produzione artistica di Alessandro Sgreccia (Velvet). Dal 4 ottobre è in rotazione radiofonica il singolo It’s just rain, un brano con una linea melodica malinconica nato a Londra durante uno dei tour della cantante. A seguito infatti del primo ep della cantante, “Molto Personale”, Cecilia Quadrenni inizia a girare l’Italia e non solo, con un tour volto a promuovere questo suo primo lavoro discografico. Attualmente Cecilia Quadrenni è impegnata in studio per la registrazione di una nuova cover acustica anni ’80, che ben si inserisce nel percorso artistico della cantante.\r\n\r\n In che modo la natura entra nel tuo presente?\r\n\r\nLa natura è per me la madre di tutte le emozioni ed è la testimonianza che facciamo parte  di un tutto, di un qualcosa di sacro e potente che non ci abbandona mai. Ecco perché  le sensazioni di impotenza, gli amori lontani o finiti e gli stati d’animo di malinconia che spesso mi accompagnano, si confondono con il vento, con la pioggia, con il mare… con tutto ciò che la natura ci ha messo a disposizione, quasi per proteggerci da noi stessi e per testimoniarci che, in fondo, non siamo mai soli.\r\n\r\nCosa contiene il tuo EP?\r\n\r\nContiene 3 inediti (To Summer, It’s just Rain, e New Wind)e una cover del brano tradizionale celtico Scarborough Fair. Per ogni brano da me scritto si consacra una manifestazione della natura, come l’estate, il vento della primavera e la pioggia, e raccontano di storie di rinascita personale e di fuga dalla realtà che spesso non ci appartiene più.\r\n\r\nSu cosa hai voluto puntare la tua attenzione?\r\n\r\nPreferisco sempre puntare l’attenzione sulla mia voce, che considero lo strumento principale per esprimere e comunicare il mio universo artistico; gli arrangiamenti sono infatti essenziali e molto puliti. Volevo far emergere l’importanza della semplicità, del contenuto e togliere ogni abbellimento ridondante e superfluo. Questo rappresenta in pieno il mio stile musicale ma anche il mio modo di vivere sia sul piano personale che umano.\r\n\r\nUn esordio è un inizio ma anche il punto di arrivo di un duro lavoro, a chi devi dire grazie?\r\n\r\nBella considerazione! È vero, un punto di partenza è sempre il risultato addirittura di anni di lavoro e di studio su come proporsi e su quale strada percorrere. Ovviamente devo dire grazie al mio carattere, apparentemente docile ma sotto sotto ferreo e determinato, ma anche, e soprattutto, alla professionalità e al l’onestà delle persone che ultimamente hanno collaborato con me e che stanno rendendo questo viaggio intrigante e ricco di promesse.\r\n\r\nCosa ti aspetti da questa avventura?\r\n\r\nChe i fan che piano piano mi stanno seguendo possano aumentare e che io possa continuare ad essere all’altezza delle loro aspettative.\r\n\r\nIntervista di: Elena Torre

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