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Conosciamo meglio Irma Cantoni

Abbiamo incontrato la pianista Irma Cantoni in occasione dell’uscita di “Onda Melodica” (Preludio), il suo nuovo album per pianoforte solo, nel quale interpreta e restituisce per la prima volta al pubblico il repertorio di Gian Raimondo Serponti di Mirasole (1846-1907), marchese lombardo, pianista e compositore vicino agli ambienti culturali della Scapigliatura. Un progetto di riscoperta musicale e culturale che riporta alla luce un patrimonio artistico poco conosciuto e offre l’occasione per approfondire la genesi del disco, il lavoro di ricerca e il rapporto della pianista con queste composizioni.

1. Come è nata l’idea di dedicare un progetto musicale a Gian Raimondo Serponti e che cosa ti ha colpita maggiormente della sua musica?

L’idea è stata di Giovanni Favero, discendente di Gian Raimondo Serponti, che aveva il desiderio di realizzare delle registrazioni della musica del suo antenato, riportandola in vita. Mi ha colpito una scrittura ricca di dettagli, nonostante la ricerca di semplicità delle frasi e la facilità di ascolto.

2. Quali sono state le difficoltà più grandi nell’affrontare un repertorio poco conosciuto e privo di una consolidata tradizione interpretativa?

La difficoltà è stata quella di far emergere la voce di Serponti, basandosi esclusivamente sul testo musicale e su considerazioni storiche e culturali.

3. In che modo lo studio della storia e del contesto culturale dell’Ottocento ha influenzato la tua interpretazione delle sue composizioni?

Il lavoro di ricerca storica è stato fondamentale. Il contributo dello storiografo lecchese Francesco D’Alessio ha rivestito un ruolo di notevole importanza per comprendere il contesto storico e culturale di Serponti.

4. Secondo te, perché alcuni compositori vengono ricordati nel tempo mentre altri, pur avendo un valore artistico, finiscono nell’ombra?

Probabilmente concorrono diversi fattori, nel caso di G. R. Serponti anche il fatto che spesso si trattava di musica pensata per contesti privati. Infatti, l’opera lirica Leonora, più conosciuta, era stata pensata invece per un contesto pubblico e rappresentata al Teatro La Fenice di Venezia nel 1886.

5. Che cosa ti piacerebbe che il pubblico scoprisse ascoltando il tuo progetto dedicato a Serponti?

Mi piacerebbe che il pubblico scoprisse nella musica di Serponti quello che ha colpito anche me, cioè la ricchezza di dettagli e la naturalezza nell’ascolto.

6. Questa esperienza ha cambiato il tuo modo di vedere il ruolo del musicista nella conservazione e nella riscoperta del patrimonio musicale italiano?

Questa esperienza mi ha convinto della grande responsabilità, di musicisti e non, di essere curiosi di scoprire e di conservare il nostro patrimonio culturale e musicale.

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