Nerone fra passato e futuro, nasce Cantiere Nerone: intervista a Marco Testoni
Sabato 7 novembre alle 20.00 il Mercato Gigi Proietti del Tufello ospita L’Ombra di Agrippina e L’Incubo di Poppea, lo spettacolo con cui Cantiere Nerone entra nella rassegna Art in the Market. Un progetto ideato e coordinato da Marco Testoni su una suggestione di Renato Nicolini. Oltre a firmare le musiche originali della serata, l’artista ha guidato, insieme al regista dello spettacolo Egidio Eronico, il laboratorio L’Incendio. Durante questo percorso, gli studenti dell’IIS Donato Bramante hanno studiato le ossessioni di Nerone, ricavandone i video e il materiale sonoro che entreranno in scena accanto a Marilù Prati, Alessandra Vanzi e la partecipazione in video di Marco Solari. Il rapporto di Testoni con Nicolini risale agli anni dell’Estate Romana, quando suonava e recitava al Padiglione Borghese con la formazione Valeriana Export; più tardi ne ha scritto anche la biografia, Renato Nicolini, la gioiosa anomalia (2022 – Edizioni Efesto). Gli abbiamo chiesto com’è nato il Cantiere Nerone, che cosa significhi lavorare con gli studenti di un liceo su un imperatore di duemila anni fa e perché abbiate scelto un prequel, in attesa del Nerone! che andrà in scena nel 2027.
Com’è nato il progetto Cantiere Nerone?
Parte da un’intuizione di Renato Nicolini che, nei primi anni ‘80, progettò una serie di iniziative artistiche dedicate alle figure di re e imperatori romani, che avrebbero dovuto ispirare produzioni di teatro contemporaneo in giro per i comuni della provincia romana. Invitò dunque molte delle compagnie d’avanguardia (tra cui la Gaia Scienza e la mia Valeriana Export) che in quegli anni avevano animato la stagione del Padiglione Borghese, un teatro tenda allestito all’interno di Villa Borghese. L’obiettivo era provare a immaginare performance e spettacoli d’avanguardia sulla vita di un particolare imperatore, soprattutto fuori dall’agiografia tradizionale. Il progetto purtroppo naufragò, come tanti di quel periodo pieno di fermento, ma restò vivo nella mia mente; quando si è presentata l’occasione, l’ho in parte ripreso e aggiornato chiamandolo “I 7 sensi di Roma”.
Nicolini è un’importante ispirazione, non solo in vista del cinquantenario dell’Estate Romana. L’iniziativa vede anche la collaborazione della stessa Associazione Renato Nicolini – Meraviglioso Urbano, che ti coinvolge. Sul palco ci saranno anche Marilù Prati e Alessandra Vanzi, attrici con una grande storia.
Marilù è prima di tutto colei che ha fortemente voluto questa associazione intitolata a Renato. Un’associazione nata come evoluzione di un’altra fondata nel 2009 dallo stesso Nicolini ai tempi del suo laboratorio teatrale all’Università di Reggio Calabria; tra i fondatori, oltre a Marilù, c’è anche Francesco Spinelli, allora allievo e oggi presidente. Ci tengo a dire che dietro non c’è alcuna operazione nostalgica, quanto invece il desiderio di preservare e soprattutto alimentare il pensiero di Nicolini, ancora oggi attualissimo, non solo in termini di politiche culturali ma anche di visione artistica. Per quanto riguarda questo progetto, poi, oltre a Marilù e me, abbiamo riunito un gruppo di artisti legati indissolubilmente alla prima, storica Estate Romana: da Alessandra Vanzi a Marco Solari de La Gaia Scienza, fino a Egidio Eronico (regista del documentario A proposito di Roma, di cui Nicolini era protagonista). Infine, a proposito di associazioni, non dimentico Canova22 di Fiorenza D’Alessandro, attraverso la quale siamo riusciti a far partire questa prima fase del progetto.
Tuffarsi nel mondo e nella Storia dei grandi re e imperatori romani è un modo interessante per mettere in dialogo il passato con il futuro. E parliamo di futuro perché avete coinvolto anche i giovani.
L’idea è quella di creare una rete di iniziative artistiche, anche in collaborazione con altre realtà, che uniscano produzione, divulgazione e attività laboratoriali con licei e università. Prendendo spunto dalla storia antica possiamo, attraverso l’espressione artistica e i nuovi linguaggi contemporanei, creare un ponte con il nostro tempo. In precedenza, grazie all’impegno di Francesca Romana Stabile, Raimondo Guarino e Camilla De Boni, abbiamo collaborato a varie iniziative all’interno delle università romane. In particolare, lo scorso anno abbiamo messo in scena con un gruppo di studenti Lo stato d’assedio di Albert Camus, debuttando al Teatro Palladium di Roma: un lavoro frutto di due anni di laboratorio diretti da Marilù Prati. Quest’anno abbiamo ripetuto l’esperienza con gli studenti del Liceo Artistico Bramante di Roma, che hanno realizzato i video parte dell’allestimento dello spettacolo intermediale che metteremo in scena prossimamente, intitolato “L’ombra di Agrippina e l’incubo di Poppea sull’impero di Nerone”. Un titolo un po’ lungo, che rende però l’idea del fatto che al centro del lavoro ci siano soprattutto le donne che hanno drammaticamente incrociato la vita di Nerone. Anche in questo caso ci siamo lasciati ispirare da un progetto mai realizzato di Simone Carella, un altro grande regista dell’avanguardia teatrale romana. Peraltro mi piace sottolineare che questo spettacolo debutterà il 7 novembre al “Mercato rionale Gigi Proietti” al Tufello: uno spazio anomalo e particolarissimo dallo spirito molto nicoliniano.
Questo Cantiere Nerone è la tappa di un progetto più ampio, dico bene?
Esatto. Come ti dicevo, “I 7 sensi di Roma” è il progetto che racchiude tutte queste iniziative trasversali, che partiranno sempre dalla figura centrale di un imperatore o di un re di Roma, intesa come incubatore di idee e progettualità intorno ai nuovi linguaggi della cultura urbana. Quest’anno tocca a Nerone, mentre il prossimo potrebbe essere Eliogabalo, Marco Aurelio, Augusto o Adriano. Ognuno di loro richiama un tema specifico che riverbera su ciò che siamo oggi o, al contrario, su qualcosa che abbiamo totalmente perso. Lavorare sulla trasversalità e sui ponti che si possono creare con la cultura e l’arte è esattamente la via che seguiva Nicolini quando Massenzio era uno spazio senza steccati, popolato da tutta la città: famiglie, giovani, anziani, intellettuali, fagottari e fricchettoni. Una via che si può continuare a seguire senza ricorrere al mainstream dei grandi eventi a spot, ma con una visione culturale più etica, partecipativa e sanamente popolare.
Ricordiamo che lo spettacolo L’ombra di Agrippina e l’incubo di Poppea sull’impero di Nerone è è prodotto da Canova22 con il supporto della stessa Associazione Culturale Renato Nicolini – Meraviglioso Urbano ed è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo ed è vincitore dell’Avviso Pubblico “Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro – Anno 2026” promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura in collaborazione con SIAE.
Per raggiungere il “Mercato rionale Gigi Proietti” al Tufello il pubblico potrà utilizzare le seguenti linee pubbliche: la metropolitana B1, fermata Jonio, con le linee di autobus 336, 338, 90 e C5, a cui si aggiunge il notturno N90. In treno gli spazi sono raggiungibili con le linee FL1, FL2 e FL3 e i treni regionali.




