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Conosciamo meglio Skeye

Dopo l’esperienza a X Factor 2026, dove ha emozionato il pubblico con le sue originali reinterpretazioni di “Amandoti” dei CCCP e di “Cosa mi manchi a fare” di Calcutta, è disponibile in radio e in digitale “ninnananna”, il nuovo brano di Maria Sara Costanzo, in arte SKEYE, distribuito sulle piattaforme digitali da PIRAMES INTERNATIONAL (pirames.lnk.to/ninnananna).

Scritto dalla stessa SKEYE e prodotto da Marco Zangirolami, che ha curato la produzione anche dei due singoli precedenti “POLAROID” e “NON CI CREDO +”, “ninnananna” racconta quelle notti in cui il sonno non arriva e ci si ritrova da soli con i propri pensieri. Quella che inizialmente sembra una canzone d’amore si rivela un racconto dell’ansia, della sua presenza ingombrante, di quei momenti in cui diventa impossibile ignorarla e non rimane altra scelta che ascoltare ciò che ha da dire.

SKEYE, classe 2000, è una cantautrice originaria di Castelforte (Latina) trasferitasi a Milano per coltivare il suo percorso artistico. Studentessa del CPM Music Institute di Franco Mussida, realtà formativa di riferimento per la musica contemporanea, si è già esibita in diversi locali, concerti e concorsi nazionali, tra cui Festival di SanNolo, Videofestival Live e Tour Music Fest, raggiungendo la finale tutte e tre le competizioni. Tra i riconoscimenti più significativi spicca il Premio Lunezia 2025 (sezione “Nuove Proposte”). Il suo progetto musicale fonde pop elettronico a sfumature indie-folk nei brani più intimi, lasciandosi ispirare da artisti e personalità eclettiche come Bon Iver, Harry Styles e i Queen, che diventano importanti punti di riferimento per la libertà espressiva, la ricerca sonora e la capacità di muoversi tra generi e linguaggi musicali differenti. A marzo pubblica “POLAROID”, seguito a giugno da “NON CI CREDO +”, entrambi prodotti da Marco Zangirolami. Nonostante l’eliminazione durante la fase dei Bootcamp di X Factor 2026, il percorso di SKEYE prosegue con “ninnananna”, un brano che delinea la sua identità artistica e conferma la sua presenza sulla scena musicale italiana come cantautrice della nuova generazione, capace di unire l’immaginario pop contemporaneo a influenze internazionali.

1. Se potessi far ascoltare “ninnananna” alla SKEYE che eri cinque anni fa, cosa pensi che ti direbbe?

Si riconoscerebbe in tante cose, anche se forse non saprebbe ancora come raccontarle. Mi piacerebbe pensare che ascoltandola si sentirebbe un po’ meno sola in quello che prova, perché a volte sapere che certe sensazioni non appartengono soltanto a te può fare la di􏰀erenza.

2. Dopo l’esperienza di X Factor, c’è qualcosa che hai scoperto di te come artista che prima non avevi mai visto così chiaramente?

Credo di aver capito ancora di più quanto sia importante per me rimanere fedele al mio modo di sentire la musica. Anche quando mi trovo in un contesto nuovo e con dinamiche diverse dalle mie, ho bisogno di fare scelte che mi rappresentino davvero. Non sto cambiando: sto a􏰀ermando chi sono. È qualcosa che forse sapevo già, ma che adesso sento con maggiore chiarezza.

3. Hai già attraversato diversi palchi e concorsi prima di arrivare a X Factor. Qual è la cosa più importante che hai imparato ogni volta che hai dovuto salire su un palco senza sapere come sarebbe andata?

Ho imparato che non posso controllare tutto. Posso prepararmi, lavorare tanto e cercare di dare il meglio, ma poi ogni palco ha un e􏰀etto diverso. Ho imparato a concentrarmi su quello che voglio trasmettere, invece di pensare troppo a come andrà o a cosa si aspetteranno gli altri. Salire su un palco significa anche a􏰀ermare chi sono, senza cercare di diventare qualcun’altra.

4. Se dovessi scegliere una canzone non tua che rappresenta perfettamente il momento che stai vivendo oggi, quale sceglieresti?

Sceglierei “Angels Like You” di Miley Cyrus, perché racconta la consapevolezza di vivere un legame importante, ma anche la di􏰀icoltà di lasciarsi andare completamente. Mi ci ritrovo perché in questo momento sento di essere in una fase in cui sto a􏰀ermando sempre di più chi sono: sto imparando a conoscermi meglio, ad accettare ciò che provo e a capire quali persone e situazioni riescono davvero a farmi stare bene.

5. Immaginando SKEYE tra cinque anni, qual è la cosa che speri sia rimasta esattamente uguale e quella che invece vorresti fosse completamente cambiata?

Vorrei che rimanesse la necessità di raccontarmi attraverso la musica, perché è il motivo per cui ho iniziato. Quello che vorrei cambiasse è la dimensione in cui riesco a farlo: mi piacerebbe che le mie canzoni arrivassero a tante persone, che potessi portarle in giro e costruire un progetto sempre più grande, senza perdere la libertà di sperimentare. Non voglio cambiare la mia identità: voglio darle sempre più spazio e a􏰀ermare con ancora maggiore forza chi sono.

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