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Aspettando la Visitazione

Aspettando la Visitazione fino al 2 ottobre, a Vicolo Valdina, l’installazione di Fabrizio Sannicandro anticipa l’arrivo alle Scuderie del Quirinale del capolavoro di Carmignano

Dal 9 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027 le Scuderie del Quirinale dedicano una grande mostra a Jacopo Carucci detto il Pontormo, e tra le opere attese a Roma c’è la Visitazione di Carmignano, il dipinto che il pittore realizzò intorno al 1528 per la pieve di San Michele. Chi vuole arrivare preparato all’appuntamento ha un’occasione in più, a poca distanza dal Quirinale. Fino al 2 ottobre, nella Sala del Cenacolo del Complesso di Vicolo Valdina, Fabrizio Sannicandro presenta La sera della cena, installazione site-specific a cura di Umberto Palestini costruita proprio a partire da quel dipinto.

Vale la pena ricordare com’è fatta la Visitazione. Quattro donne occupano quasi tutta la tavola. Al centro Maria ed Elisabetta si stringono l’una all’altra, i corpi uniti dal movimento delle vesti gonfie di vento; accanto a loro due figure immobili guardano fisso verso chi osserva. Dietro si apre una strada deserta, chiusa da pochi edifici. I colori sono accesi, cangianti, lontani da qualsiasi naturalismo. Il soggetto è il racconto del Vangelo di Luca: Maria va a trovare la cugina Elisabetta, entrambe in attesa, e al suo saluto il bambino che Elisabetta porta in grembo sussulta. È un’immagine di riconoscimento, prima ancora che di affetto.

Sannicandro porta quel dipinto sul fondo della sala, in un grande trittico. Del Pontormo conserva il gruppo di figure femminili, ma lo avvolge in una sorta di foschia che confonde i volti e scioglie la composizione. Da quella nebbia emergono soltanto due donne, colte nel momento dell’abbraccio. Le due figure che nell’originale fissano lo spettatore quasi scompaiono, e con loro la tensione un po’ inquietante che il Pontormo aveva messo nella scena. Resta il gesto, reso con una pittura liquida e rapida che lascia i contorni aperti.

Davanti al trittico, al centro della sala, Sannicandro colloca la seconda metà del progetto: una lunga tavola apparecchiata e priva di commensali, che richiama il Cenacolo di Leonardo. Sulla tovaglia dipinta restano pochi oggetti e parole sparse. Il visitatore incontra prima la tavola vuota, segno di un incontro perduto, e solo dopo l’abbraccio sullo sfondo, che rimane come l’unica presenza viva della stanza. Palestini, nel testo critico, parla di un lavoro che evita la citazione per affidarsi all’evocazione, e la Visitazione di Sannicandro va letta così: non una copia, ma il ricordo che il dipinto lascia a chi lo ha guardato a lungo.

Il calendario impone l’ordine della visita, ed è l’ordine migliore. Prima la versione di oggi, poi l’originale di quasi cinque secoli fa. Chi avrà visto l’installazione arriverà alle Scuderie con una domanda precisa: che cosa sopravvive di un’immagine quando se ne tolgono il disegno, i volti e lo sguardo delle due testimoni? Davanti al dipinto di Carmignano la risposta sarà sotto gli occhi di tutti.

La sera della cena di Fabrizio Sannicandro, a cura di Umberto Palestini. Sala del Cenacolo, Complesso di Vicolo Valdina, Camera dei Deputati, piazza di Campo Marzio, Roma. Fino al 2 ottobre 2026, dal lunedì al venerdì ore 11–19.30. La mostra dedicata al Pontormo è alle Scuderie del Quirinale dal 9 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027.

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