72° FESTIVAL PUCCINI 2026 A TORRE DEL LAGO-VIAREGGIO
Debutta La fanciulla del West e arriva Plácido Domingo per il Gala
Dal 28 al 30 agosto tre serate al Gran Teatro: l’ultima recita della Bohème, la nuova produzione 2026 con Anna Pirozzi, Roberto Aronica e Claudio Sgura e il Gala con Domingo e María José Siri
Il 72° Festival Puccini entra nell’ultimo tratto della sua programmazione con un fine settimana particolarmente ricco al Gran Teatro all’aperto di Torre del Lago: venerdì 28 agosto l’ultima rappresentazione della Bohème nello storico allestimento di Ettore Scola; sabato 29 agosto il debutto della nuova produzione della Fanciulla del West, con Anna Pirozzi, Roberto Aronica e Claudio Sgura; domenica 30 agosto uno degli eventi più attesi dell’edizione, il Gran Gala con Plácido Domingo, protagonista insieme al soprano María José Siri.
Sabato 29 agosto, alle ore 21.15, debutta La fanciulla del West, uno dei titoli più complessi e affascinanti del catalogo pucciniano, rappresentato per la prima volta al Metropolitan Opera di New York il 10 dicembre 1910. Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Festival Puccini salirà Valerio Galli. Il direttore toscano sostituisce Daniel Oren, che, indisposto da alcuni giorni per un serio problema di natura ortopedica, ha purtroppo confermato oggi di non poter essere presente a Torre del Lago per la produzione. Il nuovo allestimento del Festival Puccini è firmato per regia e scene da Angelo Bertini, con i costumi di Bianca Bertini e le luci di Valerio Alfieri. Protagonista sarà Anna Pirozzi nel ruolo di Minnie, affiancata da Roberto Aronica come Dick Johnson/Ramerrez (che, come già annunciato, sostituisce l’inizialmente previsto Yusif Eyvazov) e Claudio Sgura nei panni dello sceriffo Jack Rance. Completano il cast Paolo Antognetti (Nick), Volodymyr Morozov (Ashby), Sergio Vitale (Sonora), Andrea Galli (Trin), Paolo Ingrasciotta (Sid), David Cosa Garcia (Bello), Nicola Pamio (Harry), Cristiano Olivieri (Joe), Matteo Mollica (Happy), Hayk Tigranyan (Larkens), Adriano Gramigni (Billy Jackrabbit), Alessandra Della Croce (Wowkle), Min Kim (Jake Wallace), Diego Maffezzoni (José Castro) e Murat Can Güven (Un postiglione). Maestro del coro è sempre Marco Faelli.
Per Angelo Bertini, la frontiera immaginata da Puccini e dai librettisti Guelfo Civinini e Carlo Zangarini, oltre a essere il luogo geografico della corsa all’oro è anche una vera e propria «frontiera dello spirito», uno spazio nel quale colpa, perdono e redenzione accompagnano il percorso dei personaggi. La Sierra californiana prende forma sul palcoscenico di Torre del Lago attraverso grandi sequoie innevate, trasformandosi in una sorta di cattedrale naturale che sovrasta le fragili costruzioni dell’uomo. La Polka – il saloon nel quale si riunisce la comunità dei minatori – assume così quasi l’aspetto di una chiesa sconsacrata, luogo di confessione e di espiazione nel quale Minnie, leggendo la Bibbia a quegli uomini rozzi e soli, insegna il valore del perdono. Una grande croce innevata attraversa simbolicamente i tre atti e diventa, nelle intenzioni del regista, «faro etico» e segno di una giustizia superiore. Anche la tempesta di neve del secondo atto non è un semplice sfondo ma una presenza concreta che invade la scena e accompagna uno dei momenti più celebri dell’opera: la partita a poker nella quale Minnie bara contro Rance per salvare Johnson. Lo spettacolo conduce così verso un finale che Bertini sottrae all’idea di un lieto fine convenzionale: la salvezza di Johnson e la partenza dei due protagonisti lasciano infatti i minatori soli, privati della donna che per loro è stata insieme madre, maestra e guida, in un commiato sospeso e malinconico, profondamente coerente con la modernità del teatro pucciniano.
Domenica 30 agosto (ore 21.15) il Gran Teatro ospita quindi il Gran Gala con Plácido Domingo, un appuntamento che riporta a Torre del Lago uno degli artisti che hanno segnato più profondamente la storia dell’opera degli ultimi sessant’anni. Domingo, insignito nel 2025 del Premio Puccini e oggi direttore dell’Accademia Pucciniana, sarà protagonista accanto al celebre soprano María José Siri, interprete applaudita nei maggiori teatri internazionali e particolarmente legata al repertorio italiano. Sul podio dell’Orchestra del Festival Puccini ci sarà Marcello Rota, interprete eclettico che da anni collabora con Plácido Domingo, sul podio di istituzioni come il Teatro alla Scala, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Teatro dell’Opera di Roma, l’Arena di Verona, Royal Albert Hall e numerose orchestre europee ed extraeuropee; la parte coreografica della serata è affidata a Patrizia Vennero.
Il programma è pensato come un viaggio attraverso mondi musicali che appartengono profondamente alla storia artistica e personale di Domingo: dalla zarzuela, genere fondamentale della tradizione teatrale spagnola che il cantante ha sempre sostenuto e portato sui maggiori palcoscenici internazionali, alle melodie spagnole, fino alla tradizione della canzone napoletana e alle più celebri pagine dell’operetta. Un repertorio che consente di raccontare le molte anime di un artista eccezionalmente longevo, capace nel corso della sua carriera di attraversare il repertorio tenorile e baritonale, la direzione d’orchestra e generi musicali differenti, mantenendo sempre centrale il rapporto diretto con il pubblico. Accanto a lui, María José Siri porterà la propria vocalità intensa e teatrale in una serata costruita sull’alternanza tra canto solistico, duetti e pagine orchestrali, in un clima volutamente più libero rispetto alla rappresentazione operistica e capace di mettere in relazione la grande tradizione lirica con repertori nati per una comunicazione immediata e popolare.
Il weekend si apre venerdì 28 agosto, sempre alle ore 21.15, con l’ultima rappresentazione della Bohème, nell’ormai storico allestimento creato nel 2014 da Ettore Scola, ripreso da Marco Scola di Mambro, con le scene di Luciano Ricceri, i costumi di Cristina Da Rold e le luci di Valerio Alfieri. Una produzione entrata nella storia del Festival, nella quale lo sguardo cinematografico di Scola trasforma la Parigi di fine Ottocento in una successione di quadri vivi, popolati da artisti, studenti e bohémiens, con un’attenzione particolare all’intimità dei personaggi e alla dimensione quotidiana dalla quale nasce la tragedia di Mimì e Rodolfo. Per l’ultima recita saranno protagonisti Mariangela Sicilia come Mimì e Stefan Pop come Rodolfo; Massimo Cavalletti sarà Marcello e Maria Novella Malfatti Musetta. Accanto a loro Alberto Petricca (Schaunard), Gianluca Buratto (Colline), Claudio Ottino (Benoît), Stefano Marchisio (Alcindoro), Nicola Pamio (Parpignol), Lorenzo Barbieri (Un sergente dei doganieri) e Luigi Cirillo (Un doganiere).
Il festival 2026 proseguirà sino al 5 settembre con le ultime repliche di Madama Butterfly (4 settembre) e della Fanciulla del West (5 settembre). I biglietti sono in vendita sul sito www.puccinifestival.it, alla biglietteria del Festival a Torre del Lago e nei circuiti vivaticket e ticketone.
Costo dei biglietti del 72° Festival Puccini 2026
Opere: da 25 a 195 euro
Gala Domingo: da 21 a 150 euro
Tutti per Puccini Il costo del biglietto, comprensivo di percorso e di tutti i servizi, è di 30€ (anziché 69€, biglietti di terzo settore) per la persona con disabilità, mentre per il rispettivo accompagnatore il costo simbolico è di 1€. Per informazioni e prenotazioni tuttiperpuccini@
La Biglietteria si trova a pochi passi dall’ingresso del Teatro sulla Via delle Torbiere (Torre del Lago – Viareggio) È aperta dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.00; sabato dalle 10 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.30. Domeniche senza spettacoli chiusa. Nei giorni di spettacolo dalle 10 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 21.15. Tel (+39) 0584 359322 E-mail ticketoffice@puccinifestival.










