Home Da ascoltare Anna Turrei, tra riscatto e rinascita nel nuovo singolo ‘’Luna nuova’’

Anna Turrei, tra riscatto e rinascita nel nuovo singolo ‘’Luna nuova’’

È disponibile negli store digitali ‘’Luna nuova’’, il nuovo singolo di Anna Turrei, un inno al coraggio e alla forza di scegliere sé stessi.

 Pubblicato su etichetta Daylite Lab, “Luna Nuova” è un brano intenso e viscerale che celebra il coraggio di distinguere ciò che è autenticamente giusto per noi da ciò che è solo rumore di fondo. Il brano nasce come un invito a smettere di inseguire le parole al vento e a riscoprire la fiducia nel proprio istinto. Attraverso una scrittura sincera e profonda, Anna trasforma un bisogno personale di riscatto in una vera e propria rinascita.

Grafica Divina

 “Luna Nuova” è un’immagine molto simbolica: cosa rappresenta per te questo momento di buio che precede la rinascita?

La vita è un up and down costante. Il buio di cui parlo nel pezzo è un qualcosa che rappresenta la limitazione dell’espressione, il blocco dell’unicità, quella voce che rimane strozzata a causa delle voci esterne che ti dicono cosa dovresti dire, fare o (in questo caso) cantare. Mentre invece la rinascita sta nell’azzittire quelle voci e ascoltare la propria, che può non piacere agli altri, ma l’importante è l’essere fedele a se stessi.

Nel brano parli di distinguere ciò che è giusto da ciò che è “rumore”: quando hai sentito più forte questo bisogno nella tua vita?

Il bisogno l’ho sentito dopo l’ennesimo “fidati di me, io ne capisco più di te in questo campo”. Stavo diventando pazza, non sapevo più cosa fosse giusto e cose sbagliato, di chi fidarmi, chi volesse il mio bene o volesse solo guadagnare alle mie spalle. Raccontaci del processo di scrittura di questo pezzo. Luna nuova nasce due anni fa, ero a casa dei miei per Pasqua e (come sempre quando sono giù) mi sono messa al piano in cameretta e ho provato a comporre un’armonia cantando un testo basato su quello che stavo vivendo in quel periodo. Mi ricordo che parlammo a pranzo della luna nuova e del fatto che sia io che mio fratello fossimo nati sotto la stessa luna. Da lì iniziò il mio processo creativo. Dopodiché tornai a Milano e proposi il pezzo a Carlo Capobianco (il produttore del brano) e iniziammo a trovare delle ispirazioni e sonorità per il brano. Volevo che avesse un sound gotico, che strizzasse l’occhio al blues, proprio perché volevo che fosse qualcosa che mi rappresentasse e non che andasse verso le tendenze. Il brano è interamente suonato da chitarre, piano, basso e batteria vere, non campionate, volevo che fosse tutto “vivo”, cori che si intrecciano, un ritornello forte e uno special simbolico.

Come si è evoluto il tuo modo di fare musica?

Sicuramente la scelta delle parole e dei temi sono più accurati, inoltre anche la scelta stilistica si ste sempre più definendo. Ho iniziato provando un po’ a caso su quelle fosse l’immagine del progetto, ora si sta definendo. Il “problema” di chi ama tanti generi di musica è che non sai mai a quale appartieni, io sto ancora cercando di capirlo, ma di sicuro so che non voglio fare brani solo per i numeri o per andare virale, per me la musica deve trasmettere, deve lasciare un messaggio, deve sia divertire che far riflettere. Poi appunto ascolto anche la musica che non ha testi elaborati e fa da contorno in discoteca o in un viaggio in macchina, ma di sicuro non è la musica che scrivo io.

Qual è la prossima sfida che vuoi affrontare come cantautrice?

Questa è una bella domanda, grazie per avermelo chiesto, soprattutto perchè così me lo chiedo anche io (lol). Penso che noi cantautori affrontiamo sempre delle sfide, soprattutto quando si scrive e non solo si interpreta, ci si mette sempre a nudo, si parla in prima persona, si rischia. Oggi come oggi la mia sfida più grande è rimanere fedele a quello che voglio essere senza cadere a compromessi, perché a parole è facile, ma nell’atto pratico è molto difficile, soprattutto quando viviamo in una realtà alterata, dove l’artista diventa importante solo se è virale e non per il contenuto, devi saper essere social, postare, essere politically correct, sempre a contatto con le persone “giuste”, scendendo a patti con chi pensa di saperne più di te. Questa cosa ti svilisce, ti prosciuga a volte e vedere che tutto quello che fai non viene ripagato come vorresti ti porta a pensare ma allora sto sbagliando io? ma la chiave, a parer mio, è circondarsi di persone che vogliono il tuo bene e ti aiutano a crescere senza snaturarti. Quindi in sintesi la mia sfida più grande è trovare il team giusto! (e ci sto piano piano riuscendo).

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