Home Da ascoltare “pop, rock, jazz…e non solo” Hydronika Sospeso

“pop, rock, jazz…e non solo” Hydronika Sospeso

382
SHARE

Hydronika Sospeso (Singolo – Autoproduzione)

  Il gruppo Hydronika è nato nel 2004, e dal 2006 propone periodicamente -in più modi editoriali- il proprio progressivo raffinamento dentro un linguaggio rock melodico innervato da squarci progressive e sapori elettronici.

Da sempre guidati dal chitarrista Mario Fava, gli Hydronika oggi sono composti anche da Filippo De Luca al basso, Alessandro Sammartino alla batteria e soprattutto Umberto Lume al synth e al canto: e proprio l’ingresso di Lume, negli anni, ha permesso alla band di trovare una propria cifra espressiva personale, d’impatto, ben supportata e gratificata dalla voce matura, limpida, notevole del cantante.

Ora, in tempi di Covid-19, anche gli Hydronika hanno cercato di rielaborare la comune sofferenza del distanziamento sociale e della paura del contagio tramite una riflessione di musica e parole; e a distanza di due anni dall’ultimo disco “Cobalto” (bel viaggio nelle possibili fughe da una realtà avvilente, con tanto di omaggio al Finardi di “Extraterrestre”) editano come stream music e videoclip sul loro canale YouTube un nuovo singolo, “Sospeso”,  che più in là sarà seguito anche da nuovo materiale, attualmente in lavorazione, ma all’improvviso ha anticipato ogni altro progetto degli Hydronika, proprio per l’esigenza di sfogo che il lockdown ha portato con sé per chiunque

E questo “Sospeso” è un brano che consigliamo di ascoltare, perché conferma quanto abbiamo sempre pensato di chi è capace -e non è facile come sembra- di scrivere musica che abbia forte presa melodica ed emozionale: musica siffatta, spesso più di altre, grazie al suo potere d’immediato coinvolgimento aiuta, sublima, accarezza, cura.

Infatti, “Sospeso”, col suo fascino garbato, col suo acume melanconico, con la sua vibrante e sentita introspezione (che però sa pure riecheggiare squarci di sana ribellione e momenti di cupa, inevitabile, disperazione, ovvero tutte le faccende mentali che ognuno di noi ha provato in questi mesi) permette infatti d’aiutare a rielaborare il “lutto” di questo tempo appunto in sospensione, di questo nostro comune vivere mutato, stravolto, ferito, spesso privato di prospettive se non colmato d’incubi.

Gli Hydronika con “Sospeso” hanno realizzato un vero e proprio gioiellino tra rock, pop, contemporaneità e prog, reso solido sin dal suo sviluppo melodico e dall’intensità delle liriche e porto in modo molto incisivo grazie all’evidente coesione della band; in più “Sospeso” possiede ulteriori ingredienti di stimolo alla personalità del gruppo, delle eco a vette della cultura musicale nostrana che vanno dalle fascinose carezze sintetiche in stile PFM delle tastiere alla chitarra di Fava, una chitarra adulta che è chiaro quanto ben conosca la lezione del massimo chitarrista pop-rock italico, quel Dodi Battaglia capace di svisare in modo inimitabile e far rock anche abrasivo rispettando però sempre spartiti, comunicativa, soprattutto la possibilità di porgere emozioni a chi ascolta.

Crediamo insomma che “Sospeso” meriti proprio ascolto per più motivi; e magari anche visione, nel suo bel videoclip fatto di città vuote riprese in pieno lockdown con l’azzeccata scelta di proporre a corredo di tali immagini anche il testo scritto del brano.

Perché anche una (bella) canzone d’amore -che poi non è solo d’amore…- può aiutarci a comprendere chi siamo diventati e dove possiamo andare, dopo questo irreale stato di sospensione, e perché tutti abbiamo un giorno pensato “Ma dove va a finire il giorno / se non ha un perché?”. “Sospeso” insomma aumenta commozione e intensità d’un’esperienza di vita che comunque, prima o poi, tutti quanti dovremo rielaborare: e farlo anche con una (bella) canzone aiuterà, credeteci.

Articolo di: Andrea Pedrinelli

Da ascoltare/guardare, “Sospeso” (clip ufficiale):
https://www.youtube.com/watch?v=jODNboGxFJg

Previous article“Sumie – l’arte giapponese della pittura a inchiostro”
Next articleOspite del nostro format musicale Marco Ziliani
Andrea Pedrinelli
Critico musicale e teatrale, è giornalista dal 1991 e attualmente collabora con Avvenire, Musica Jazz, Scarp de’ tenis, Vinile. Crea format tv e d’incontro-spettacolo, conduce serate culturali, a livello editoriale ha scritto importanti saggi fra cui quelli su Enzo Jannacci, Giorgio Gaber (di cui è il massimo studioso esistente), Claudio Baglioni, Ron, Renato Zero, Vasco Rossi, Susanna Parigi. Ha collaborato con i Pooh, Ezio Bosso, Roberto Cacciapaglia e di recente ha edito anche Canzoni da leggere, da una sua rubrica di prima pagina su Avvenire dedicata alla storia della canzone.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.