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Ospite del nostro format musicale Viola Thian

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Quando hai iniziato a fare musica?

Ho iniziato ad avvicinarmi alla musica a circa 15/16 anni, subito dopo aver smesso ginnastica ritmica. Mi incuriosiva molto di più per cui ho deciso di iscrivermi alla scuola di canto della mia città e cosi’ tutto è iniziato.

Cosa ascolti?

Sono cresciuta con tanti artisti e anche adesso cerco di ascoltare più musica possibile per farmi “contaminare”; mio papà è sempre stato un grande fan di Tracy Chapman ed in generale della musica degli anni 70-80 perciò posso dire di essere cresciuta con quella.

Parlaci del tuo progetto musicale

“Sottozero” è il mio primo disco, contiene 7 brani ed io lo considero come il mio ingresso ufficiale nel mondo della musica. Con questo album desidero farmi ascoltare, far capire alla gente la vera artista che c’è in me e far appassionare, che penso sia la cosa più difficile.

Ascolto tanti generi musicali e mi piace attingere da tanti stili… sono una grande appassionata del cantautorato italiano del passato, patrimonio da non perdere assolutamente.

Adoro Lucio Dalla, Rino Gaetano, De Gregori…

Cosa vuoi dire con la tua musica?

Non credo ci sia un messaggio unico, ogni brano può trattare un argomento a sé stante perciò il messaggio cambia ogni volta; per esempio in “Sottozero” si parla di amore, nostalgia, lavoro, viaggi… insomma tante cose.

Quando hai capito che la musica sarebbe stata la tua strada?

Il momento in cui l’ho capito veramente è stato quando dovevo scegliere in che università studiare, e quindi negli ultimi anni del liceo. Non avevo idea di che corso intraprendere perchè in realtà, nel mio inconscio, già sapevo che avrei voluto fare musica.

In questo primo disco ci sono sonorità pop ma anche qualcosa di indie, specialmente nei testi ed anche nella scelta musicale, infatti ho deciso di inserire “Sayonara”, brano di Gazzelle che nel disco ho suonato al piano reinterpretandolo.

Lavorare nella musica oggi è veramente difficile, inutile dirlo. “Sottozero” parla proprio di questo, della difficolta dell’artista, specie quello emergente, di farsi ascoltare, di trovare il proprio spazio nel mondo musicale attuale.

Al giorno d’oggi è pieno di ragazzi che cercano di fare musica, c’è tantissima offerta ed oramai anche le modalità per esporsi sono svariate, vedi i vari social, le piattaforme digitali… insomma credo che sia diventato un mondo al quale ora è più facile accedere, ma non penso basti solo esporsi, dietro ad una bella facciata deve esserci la sostanza, qualcosa in cui le persone possano credere.

Credo che la risposta per entrambi sia la verità, in veste di autrice ma anche di ascoltatrice, devo avere la possibilità di credere in quello che scrivo/ascolto perchè solo così posso far appassionare il pubblico, solo così è possibile far nascere nella persona che ascolta quella stima che poi la spinge a voler seguire l’artista.

Cosa pensi dei talent?

Penso che siano una vetrina importante per un arco di tempo limitato, perchè effettivamente garantiscono un minimo di popolarità e visibilità, ma poi una volta che l’artista esce da lì deve essere molto cauto, deve saper tutelarsi; sono un’arma a doppio taglio e se non si è seguiti da qualcuno che veramente crede in te in quanto artista, e nelle tua capacità, si rischia molto.

Prossimi appuntamenti?

Il prossimo appuntamento è vicinissimo e soprattutto molto importante… l’8 giugno aprirò il concerto di Anastacia allo Stadio di Civitanova Marche!

Sono davvero felicissima e grata, suonerò con una formazione tutta al femminile e non vediamo l’ora di poter salire su quel palco.

Per quanto riguarda i progetti futuri… questa estate suoneremo in giro per l’Italia per promuovere il disco, c’è già in programma una data molto importante a Fano, la mia città, per cui sono davvero contenta.

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