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Da conoscere Alain Iannone

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Alain Iannone potrebbe essere il tuo tranquillo vicino di casa, il volto nella folla fino a quando non incroci il suo sguardo e vi leggi profondità ed estrema ironia. Grande professionista, appassionato dell’arte magica in tutte le sue sfaccettature, conoscitore della storia e della cultura di questa forma di intrattenimento, può benissimo essere un punto di riferimento ben stabile tra tradizione ed innovazione e per chi vuole conoscere questa forma di spettacolo e seguirla sia come semplice appassionato, sia come professionista. Interessante, anche per i semplici curiosi, è seguire il suo blog http://www.alainiannone.com/blog/

Guardando indietro quale è stato il momento in cui hai deciso di seguire questa arte e chi è stato il tuo maestro? 

Devo ammettere che, la mia scelta di trasformare in professione la mia passione, non è scattata dall’oggi al domani. Benché ci sia stato un episodio (fattore) scatenante, il tutto è comunque maturato in circa 5 anni…Questi 5 anni in ogni caso furono la punta dell’iceberg di 14 anni di studio, ricerca e lavoro sulla magia.Per definire una data vera e propria, diremo Aprile 1994. A seguito di alcune situazioni lavorative e familiari, decido di tentare la via del professionismo. Le mie prime esperienze nel campo risalgono al 1989/90. Nel 1989 al seguito del primo premio vinto nella categoria close up (micromagia) al “trofeo Arsenio”, inizio ad esibirmi in alcuni eventi retribuiti. Nel 1991 mi esibivo mediamente 3-4 volte a settimana per 10mesi in alcuni locali della capitale.Tutto questo naturalmente mi ha aiutato molto ad ampliare il mio personale repertorio.Se dovessi parlare di… mentore allora non potrei non citare Lamberto Desideri e la sua Porta magica, Tony Binarelli e la sua rivista “Qui Magia” e Giampaolo Zelli. Sicuramente queste persone hanno contribuito notevolmente alla mia formazione. Insieme a loro nell’ombra Massimiliano Brandoli e Alain Beltrando.

In questi anni è cambiato l’approccio al modo di fare e studiare magia? 

Direi decisamente di sì. Negli ultimi anni ci sono stati cambiamenti “radicali” riguardo lo studio e l’approccio alla prestigiazione. In realtà è cambiato molto il modo di fare spettacolo e la notorietà degli artisti. Anche se non tutto è cambiato nel modo che si pensa.Io personalmente vengo da una generazione in cui la magia (prestigiazione) si apprendeva nei libri. Ed ancora oggi è così. Poi esistono una serie di “scorciatoie” attraverso le quali si pensa di poter arrivare prima alla meta. Purtroppo però ho tanto l’impressione che siano solo specchietti per le allodole. Oggi l’infomazione e la comunicazione viaggiano a velocità incredibili, si può sapere tutto in un secondo ma… poi per acquisire la pratica e l’esperienza… si ritorna ad anni di lavoro come in passato. Siamo sommersi di giovani talenti ma  con performances e visibilità di 30sec. Atrimenti, tornano a valere i vecchi canoni.

Per chi inizia, per i curiosi che si interessano a questa arte quanto sono importanti i circoli di magia? Come si può entrare in contatto con la sede più vicina?

 I circoli di magia da sempre sono il luogo di incontro tra appassionati della stessa arte. Oggi più che mai in un mondo fatto di “virtuale”, occorre avere un punto fermo di riferimento. Il mondo dei social riempie gli occhi di “fenomeni e meteore” che svaniscono con la stessa semplicità con cui sono apparsi. Si creano gruppi, club virtuali ecc… ma frequentarsi, incontrarsi fisicamente, scambiarsi idee tecniche opinioni con gli attrezzi in mano, rimane un privilegio del “club” che se guidato nel modo giusto dal suo staff organizzativo, può aiutare i giovani e non a migliorare e crescere in una direzione ottimale per il bene della prestigiazione.I club che continuano a formare in maniera seria i loro soci di tutte le età, in genere sono dotati di sito e pagine dedicate sui social attraverso  quali informano sempre delle attività svolte ed in programma per il futuro.

Sono cambiati i fruitori del Circolo Magico? Questo come può sostenere il raffronto e la concorrenza dei tutorial online?

Io ho l’impressione che i “fruitori” del circolo magico siano sempre gli stessi. Semmai si sono aggiunte delle fasce in più… i giovani youtuber. Questi giovani e non sono più interessati ad “apparire” che non a “fare”. I tutorial sono in parte la prova di tutto ciò. Oggi la rete ha offerto a tutti gratuitamente la possibilità di esprimersi e mettersi in mostra (e in discussione). Queste persone sentono l’irrefrenabile desiderio di mostrare quello che sanno fare (nel bene e nel male) ai loro amici, fans, ecc…Ma in fondo oggi i tutorials sostituiscono il libro di testo da cui in passato l’artista traeva informazioni di natura culturale, che in seguito trasformava in spettacolo

C’è, secondo te, un modo per instradare nella maniera corretta chi vuole intraprendere questa arte? 

Ecco una bella domanda. Un modo per instradare verso lo studio ed il perfezionamento dell’arte magica. Sinceramente penso che la cosa più importante da insegnare sia: 1) il rispetto verso l’arte e coloro i quali la praticano con amore e serietà. 
2) spiegare che come tutte le arti e discipline, necessita di impegno, sacrificio e studio. Da tutto ciò ne consegue che non si può pensare di diventare artisti e/o prestigiatori in poche settimane o mesi.Quando da giovane chiesi a Giampaolo Zelli (Zelpy) quanto tempo sarebbe occorso per diventare un bravo mago, lui candidamente rispose:”quanto tempo occorre per diventare medico? Circa 25 anni… allora perché per diventare mago dovrebbero bastare pochi mesi…”Infine il rispetto per le idee ed i lavori altrui. Quindi smettere di “scopiazzare” il lavoro e le idee altrui, e semmai cercare una propria via.

8 ) Come prepari una tua serata, un tuo evento. Cosa ti caratterizza rispetto ad altri tuoi colleghi. 
Preparare una serata è una cosa che mi impegna molto. Oddio dipende da quale tipo di performance devo portare in scena. Sicuramente presentare eventi è la più impegnativa dal punto di vista pratico. Passo ore, giorni interi alla ricerca di idee e spunti che possano andar bene sia per il pubblico “profano” che per gli addetti ai lavori. Quando devo preparare un evento, consulto il mio archivio, mi informo su cosa faranno gli altri e creo una scaletta evitando di invadere lo spazio altrui o di mostrare cose troppo simili agli altri.Uno dei punti essenziali dell’artista, dovrebbe essere l’originalità.
9 )Tutorial online dove vengono rivelati i trucchi, talent dove maghi pasticcioni portano male la magia al grande pubblico televisivo, come arginare tutto questo?Ahimè non penso sia possibile “arginare” certe “evoluzioni “… il desiderio di apparire predetto da Andy Warhol sembra essere invincibile.L’unica speranza per frenare questa “involuzione” sta nel cercare di essere più originali e professionali possibile. Evitando scopiazzature di mosse, tecniche ed effetti nonché del personaggio di altri solo per la pigrizia o l’ignoranza di darsi da fare.In questo modo con il giusto impegno, sarà possibile creare un personaggio singolare ed unico nel suo genere che potrà creare un termine di paragone con gli altri e che ovviamente dovrà risultare migliore.

Il tuo ricordo più emozionante legato alla tua carriera.

Il mio ricordo più emozionante… direi quando sono entrato per la prima volta al Magic Castle di Hollywood. Un’ esperienza indimenticabilmente. Quel posto è impregnato di magia in tutti i sensi in ogni angolo. Lavorare in quel posto meraviglioso io lo auguro a chiunque scelga di fare questo mestiere

Su un palco immaginario, con quale mago del passato e/o del presente vorresti condividere la scena? 

Volendo pensare che il palco possa essere anche lo spazio di un tavolo, dividerei volentieri lo spazio con Dai Vernon per la sua semplicità, Tony Slydini per la sua genialità, e con Pinetti che ha fatto la storia della magia ben prima di molti altri.

Intervista di: Luca Ramacciotti

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