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In libreria I fratelli Michelangelo di Vanni Santoni

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I fratelli Michelangelo, Vanni Santoni, Mondadori 2019 

Chi sono i fratelli Michelangelo?Sono Aurelia, Louis, Cristiana, Rudra, Enrico, figli dello stesso padre con madri differenti.Capostipite di questa numerosa famiglia è Antonio, affermato ingegnere e artista di incisioni.

I fratelli sono tutti nati tra gli anni settanta e i primi anni ottanta: profondamente diversi eppure con dei tratti in comune, vengono inaspettatamente chiamati a raccolta dal padre, nella residenza delle vacanze a Vallombrosa.

La narrazione è  articolata seguendo la storia di ogni fratello che si intreccia inevitabilmente con la storia degli altri. Nel momento della lettera paterna che invita all’incontro, si pone per i ragazzi ormai adulti la necessità di fare i conti con la propria memoria, con il proprio presente, con ciò che ciascuno è diventato, con le proprie ambizioni ancora accese.

Tutti hanno intrapreso strade difficili, combattendo le proprie piccole grandi battaglie personali.Vanni Santoni ci porta così dentro l’universo di ciascuno e al contempo bagnandoci continuamente di realtà.

Aurelia è una dottoressa affermata, ha due figlie e ha scelto di non partecipare all’incontro: ci appare così filtrata dal ricordo dei fratelli e della sorella.Enrico è un docente di lettere, frustrato per il lavoro, instabile sentimentalmente ed è l’unico che scopre da adulto di essere figlio di Antonio e di avere quindi quattro fratelli.

Cristiana e Rudra sono sorella e fratello anche da parte di madre. La prima tenta di affermarsi come artista vagando in Europa, il secondo vive in Svezia, insegna alla scuola dell’infanzia ed è sposato col compagno Mats. Infine c’è Louis, coinvolto in traffici tra l’illecito e il lecito nel sud est Asiatico.

Da Viareggio, dove il romanzo comincia portandoci nella vita di Enrico, la storia assume un forte respiro internazionale: Londra, Parigi, la Svezia, Tel Aviv, Bali solo per citare alcuni luoghi. Non sono solo alcune delle location in cui i protagonisti cercano di costruire un presente un base alle proprie ambizioni. In ogni luogo Vanni ci porta dentro, profondamente, facendoci addentrare nella cultura, nella storia, nella dimensione sociale di ogni realtà.

È un’ atmosfera internazionale quella che si respira nel libro, la valenza non è scenografica ma intrisa del vissuto dei personaggi e della realtà oggettiva. Attraverso i dialoghi ci arrivano i profumi, le emozioni, i contrasti delle realtà in cui la storia si muove e scorre.

I luoghi intarsiati di storia, luci e ombre dei giorni nostri, brulicano vita vera che lo stesso autore è in grado di trasmetterci con le parole, gli eventi, le  riflessioni dei personaggi.     

Altro elemento fondamentale è il confronto con la figura paterna: questo aspetto ha nel romanzo una connotazione personale per i personaggi ma è anche un confronto generazionale tra i figli di coloro che per primi hanno contestato i genitori, contestatori che adesso sono anziani. La polifonia che Vanni sa creare è lodevole: la lingua e lo stile sono vivi, ben adattati a ogni personaggio.

È attraverso il modo di parlare, di dialogare, nella gamma dei vocaboli che ogni personaggio arriva in modo diretto e coinvolgente al lettore, così come nelle scelte, nei dubbi, nelle imperfezioni splendidamente umane che ognuno presenta. In questo possiamo anche leggere una connotazione generazionale sia nel rapporto con i padri che con la realtà. Alla fine non accade niente di risolutivo e anche l’entrata in scena di Antonio, dilatata lungo le seicento pagine intingendo la storia di aspettativa con un sapiente gioco fra lettore e scrittore, non porta poi a niente di definitivo.

E se c’è un elemento da cui non si può scappare è la memoria: strumento di costruzione del sé e delle relazioni, dal significato ambivalente di elemento positivo e doloroso al tempo stesso.

Cosa accomuna i fratelli? La caparbietà e la volontà di dover trovare la propria strada in modo spesso complesso in una realtà sfaccettata e sfuggente, in continuo mutamento e contraddizione.

Gli sguardi che si intersecano sono molto differenti: ad esempio quello di Enrico è improntato alla scoperta e all’avventura perché tutto è da scoprire, quello dei fratelli dalla consapevolezza di chi già ha avuto a che fare con Antonio.     

È anche un romanzo sull’amore per la letteratura: tanta la letteratura che troviamo fra le pagine dei fratelli, emblematico il passaggio in cui Enrico passa in rassegna titoli e autori della propria libreria. In questa sequenza l’autore con lo sguardo del personaggio evidenzia quanto i libri abbiano a che fare con ciò che siamo: perché in fondo siamo fatti di memoria, relazioni, battaglie vinte o perse, ma anche libri letti o che aspettano solo di essere aperti. 

Articolo di: Erika Pucci

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