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Gradita ospite del nostro format musicale NATHALIE

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NATHALIE: “INTO THE FLOW”
“Into the flow” è il nuovo concept album di Nathalie disponibile in tutti gli store per Believe Digital
Prodotto da Francesco Zampaglione

Il nuovo album di Nathalie si chiama “Into the flow” e arriva in tutti gli store l’11 maggio 2018 con l’etichetta Believe Digital. Nell’immagine di copertina la cantautrice appare come una creatura ibrida dell’immaginario fantastico con la sua caratteristica chioma fulva, immersa in fluide profondità tra il bagliore dorato di stelle che impreziosiscono e illuminano il velo morbido che la avvolge.
L’album si compone di 10 tracce che esplorano e miscelano i diversi colori del rock, dell’elettronica e della melodia all’italiana, per realizzare un cantautorato femminile internazionale difficile da delimitare. Il titolo in lingua inglese e il suo significato essenziale “nel flusso”, insieme a elementi visivi onirici e fiabeschi visibili già nello scatto fotografico di Marta Petrucci, mostrano che “Into the flow” è un concept album incentrato sull’elemento liquido primordiale: l’acqua, origine della vita, ma anche simbolo di forza dinamica, pacifica o travolgente, trasparente o riflettente, capace di trasformarsi e di adattarsi morbidamente agli argini, così come di romperli improvvisamente.
L’ascolto dell’album di Nathalie scorre di brano in brano, tra correnti bilingue che riflettono la naturale identità dell’artista italo-belga (3 canzoni sono in italiano e 7 in inglese) e vortici strumentali dalle variabili temperature emotive: dai momenti più caldi con pianoforte, fiati e archi, a quelli più aggressivi segnati da ritmiche impetuose e acidità elettriche, fino a sentire i frizzanti effetti di un’elettronica ludica. Tutto questo accade nell’arco di 37 minuti, dentro un oceano di emozioni intense e immagini espressive, delicate, sensuali, viscerali, a tratti giocose e poetiche.
La sorprendente polistrumentista che ha incantato il pubblico italiano e Stefano Belisari (Elio e le Storie Tese) e che ha duettato con il Maestro Franco Battiato, L’Aura, Skunk Anansie e molti altri grandi artisti, presenta il suo nuovo album “Into the flow” composto e arrangiato come un percorso musicale intimo e sincero, capace di rivelare la seducente e prodigiosa duplicità della psiche femminile, che deve sprofondare in sé per scoprirsi, sentirsi e riuscire a trovare nuova aria da respirare e cantare in superficie


Quando hai iniziato a fare musica?

Nei primi 80’s con la mia band di allora Art Dèco, con la quale incisi diversi ep per l’etichetta venezia Art Retrò ideas, ristampati di recente in vinile da Spittle Records (la compilation new wave Samples Only) e da Fonogrammi Particolari

Con quali artisti sei cresciuto?
Bowie, Velvet Underground, Roxy Music, Joy Division, Japan, The Cure, Devo, Tuxedo Moon. Italiani: Battisti, Pfm, Area, Faust’ò.

Come nasce la tua musica? Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

di solito parto d aun giro armonico o un groove che mi piace e ci canticchio subito sopra una melodia iniziale associandola ad una frase che nasce spontaneamente nella testa. da questa fase più improvvisa ed estemporanea passo poi ad un momento più razionale dove cerco dei temi un refrain. Di solito dalla prima frase mi vine l’idea anche del contenuto della song, una scrittura un po’ automatica quasi all’inizio che però finisce sempre pe stupirmi dopo perché in realtà credo venga direttamente dal subconscio e mi sorprende per i diversi significati che ci ritrovo. Osservo molto le cose quotidiane, metabolizzo stati d’animo miei e delle persone che frequento e poi nascono i personaggi immaginari delle mie song che però hanno emozioni e vissuti fondati sula realtà. altre volte semplicemente dò sfogo ad una mia emozione molto forte, che sia gioia o dolore non importa.


Di cosa parla la tua nuova avventura musicale?

Blu è il colore della nostalgia e le scelte di suono di questo disco rimandano alla new wave e gli 80’s, ma solo come reference, un’origine da cui si è cercato di far evolvere un nuovo suono, contemporaneo, che include anche quell’esperienza artistica seminale, ma la supera : quindi il “blu di ieri” è un omaggio affettuoso, ma al tempo stesso un superamento di “ieri”, “cancelliamo il blu di ieri” , canta la title track.
Io scrivo sempre a più livelli e quindi c’è anche un voluto compiacimento in quel “bacia la malinconia”, quasi a suggerire che, pur nel necessario superamento della tristezza, un attitudine romantica e decadente a godere della nostalgia resta.
Blue in inglese , infatti, significa anche “triste”: la title track è una canzone che parla di malinconia e spleen esistenziale, alludendo anche alla depressione, male diffuso e oscuro dei nostri tempi, con un invito a buttarsela alle spalle: “cancelliamo il blu di ieri”; la song è un invito a scrollarsi di dosso, “ballando con i pensieri” l’immobilismo causato dalla depressione.

Qual è il messaggio che vuoi mandare con la tua musica?
Con i testi cerco di evocare emozioni e stati d’animo che possano trasportare in “mondi diversi” al di là del primo significato intuibile e uso le parole in maniera tale che tutti possano leggerci qualcosa che li possa rappresentare.
Musicalmente volevo registrare un disco che tenesse conto dei miei esordi new wave e synth pop con il mio primo progetto, la band Art Déco (il cui materiale è stato ristampato di recente in vinile dalla label milanese Fonogrammi Particolari), addirittura riprendendo dei brani inediti che avevo composto allora con nuovi arrangiamenti (ce ne sono tre all’interno del disco): i miei riferimenti sono la new wave e il post punk degli 80’s, Japan, Roxy Music, Ultravox, e Bowie, specie l’esperienza di “Blackstar”: infatti l’uso del sax e di musicisti di estrazione jazz sono stati una scelta che va in questa direzione e coerente col mio precedente “Cambiamori”, con l’intento, questa volta, di aggiungere molto più beat grazie ad una potente macchina ritmica come quella fornita da Phil Mer alla batteria e da Andrea Lombardini, il cui basso fa da collante a tutto il sound spaziando da potenti linee di basso minimaliste e wave a sofisticate digressioni col fretless bass.

Cosa hai deciso di raccontare con il tuo progetto?

Il Blu di ieri parla di nostalgia compiaciuta , ma anche della necessità di superare il passato senza dimenticarlo né rinnegarlo, ma cercando comunque il futuro. in “Volume Altissimo” dico “Cerchiamo domande, risposte no”. Ecco secondo me l’importanza di porre sempre domande nuove che stimolino la ricerca di nuovi mondi è fondamentale. più delle risposte. insomma il viaggio non la meta. Il Blu di ieri è anche un invito a superare quei momenti di buio che a volte la mente, quando è preda della malinconia , ci scatena addosso. Il blu di ieri è anche una canzone che parla di depressione, male oscuro dei nostri giorni, e dell’importanza di superarla cancellando “il blu di ieri”
Qual è il momento in cui hai scoperto che avresti voluto intraprendere la strada della musica?
Direi fin da adolescente quando il punk e la new wave che insieme alluascolto di Bowie e dei Velvet Underground mi portarono a tentare dis scrivere canzoni mie e a voler cantare dal vivo. Specialmente il lavoro creativo in studio di registrazione mi catturò completamente. Farei un disco alla settimana se potessi, hahaha.

Quali sono i generi in cui spazi nella tua produzione?
New wave, elettro pop, alternative rock con scorribande nel jazz.

Cosa significa lavorare nella musica oggi?

Credo che serva ancora e soprattutto un’ autentica urgenza espressiva e una passione infinita per la musica. Ma al di là del momento creativo e di lavoro in studio, per me molto esaltante devo dire oggi bisogna essere pronti ad esibirsi molto dal vivo per promuovere il proprio lavoro. Significa sapere che non è più la vendita dei dischi che mantiene un musicista, ma l’attività concertistica e una massiccia presenza nel web, un lavoro molto capillare quindi per arrivare a vivere solo di musica. Prepararsi bene tecnicamente e con lo studio per poter affrontare una moltitudine di competitors è essenziale. Ma una delle qualità fondamentali resta l’autenticità, l’ispirazione, l’amore per la poesia.

Cosa ne pensi dei social e del web in generale come mezzo per farsi conoscere?
Credo che i social siano i nuovi mezzi di comunicazione che, nel bene e nel male, stanno sostituendo le riviste cartacee musicali che ho tanto amato e perfino collezionato(Ciao 2001), credo che vadano utilizzati con oculata professionalità dosando lo spontaneismo che a volte può prendere la mano; il web è una possibilità importante per dare voce a tutti, quindi importantissimo nel dare visibilità anche minima alle proposte più outsider e non allineate col mercato; al tempo stesso il web utilizzato da chi sa farlo può essere un immenso mezzo di diffusione. la figura dei social media manager per non artista diventa cruciale da qui in poi.

Cosa non deve mai mancare in un brano che ascoltate e in uno che scrivete?

Ispirazione vera, almeno una frase cantata che arrivi al cervello e all’anima contemporaneamente, un tema musicale emozionante, basso e batteria sempre convincenti sia che si tratti di un rock dritto che ti smuove e basta, sia che ti intrighino con figure ritmiche intriganti e non banali, addirittura “storte”.

Cosa pensi dei talent show? Hai mai pensato di parteciparvi?
No, non ci ho mai pensato, sono più concentrato sulla composizione che sulla semplice interpretazione vocale; inoltre credo che le dinamiche e il fine ultimo dei talent abbiano molto a che vedere con la televisione e poco con la musica.

Dicci dieci cose che ti piacciono e dieci che ti fanno arrabbiare.
aiuto! ok…mumble mumble 🙂
10 che mi piacciono:
donne, vinili, surf, arte moderna, letteratura, viaggiare, vino buono, serate con buoni amici, i concerti, la capacità di emozionarsi per la musica.
10 che mi fanno arrabbiare
pessimismo deteriore, incapacità di sognare, corruzione, violenza (specie sui bambini), slealtà, ingratitudine, razzismo,la gente pettegola, la meschinità, l’avarizia.


Prossimi appuntamenti dal vivo?

il 19 ottobre esce l’albume a Mestre primo show case e grande release party al Padiglione 9, un bellissimo nuovo spazio per eventi artistici. A dicembre alcuni club.
Progetti?
Per ora sono concentrato nella promozione di questo disco a cui tengo molto in quanto riparte dai miei esordi con gli Art Dèco per proiettarmi nel futuro. Ma sto anche la votando ad un disco di musica elettronica con dei miei amici di Varsavia, un side project davvero eccitante, in territori musicali per me nuovi. Forse anche un libro di poesie al quale penso da molto.

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